La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Fatta salva la bontà dell'intenzione, la «Consulta per l'islam italiano» si presta a fondate critiche sul piano formale, sostanziale e temporale. Dovrebbe essere un organismo consultivo i cui membri nella condivisione di principi, valori e obiettivi formano un gruppo coeso nell'offerta di analisi e proposte alla meritoria strategia del ministro volta a realizzare un «islam italiano».
Invece la Consulta è stata concepita come un parlamentino islamico secondo un manuale Cencelli filtrato dalla discrezionalità politica di Pisanu. E per quanto ci si sia sommamente impegnati a indorare la pillola indigesta, assottigliando la presenza dell'Ucoii a un sedicesimo del totale dei membri, la legittimazione istituzionale del suo presidente Nour Dachan costituisce un fatto inedito e grave. (...) Ma è inutile girarci attorno: il nodo cruciale è Dachan e l'Ucoii.
Credo che sia un errore elevare a interlocutore dello Stato un'organizzazione che, proprio il 12 novembre 2003, giustificò la strage di 19 italiani a Nassiriya sostenendo «Non c'era né patria né Costituzione da difendere a Nassiriya», e «Nessuna convenienza politica o impegno con gli alleati può giustificare il dispregio dell'opinione pubblica e dei valori fondanti della Repubblica». (...)Come è possibile sottovalutare il fatto che il braccio destro e il mentore di Dachan, il segretario nazionale dell'Ucoii Hamza Roberto Piccardo, abbia lo scorso 12 marzo definito il capo dello Stato Ciampi «un bandito della finanza mondiale», che legittimi pubblicamente il terrorismo suicida palestinese e di Al Qaeda in Iraq, neghi il diritto all'esistenza di Israele, diffonda un'interpretazione ideologica dell'islam profondamente anti-cristiana, anti-ebraica e anti-occidentale? Come è possibile sottacere il fatto che l'Ucoii sia ideologicamente e operativamente affiliata ai Fratelli Musulmani che, come attesta il movimento palestinese Hamas, considera lecito il ricorso al terrorismo per conseguire il traguardo condiviso dello Stato islamico? So bene che la Polizia e i Servizi considerano l'Ucoii un'organizzazione «moderata» per il semplice fatto che non mette le bombe in Italia e, all'opposto, collabora nel denunciare i sospetti terroristi islamici in Italia. Ma si tratta di una concezione desueta della sicurezza perché nella nostra era del terrorismo islamico globalizzato, la vera arma non sono le bombe ma il lavaggio del cervello che trasforma le persone in robot della morte. Quindi l'apologia di terrorismo, la predicazione violenta, la cultura dell'odio.(...) È verosimile che si sia preferito tenere l'Ucoii dentro la Consulta nel timore che se esclusa avrebbe potuto venir meno a quel patto non scritto in base al quale l'Ucoii garantisce la tranquillità delle moschee che amministra in cambio del suo riconoscimento istituzionale. Sinceramente è un ricatto odioso a cui uno Stato che si rispetti non dovrebbe soggiacere.
Si sarebbe potuto fare diversamente? Probabilmente Pisanu avrebbe dovuto esplorare e valorizzare di più la realtà dell'associazionismo laico presente tra le comunità musulmane. Ma in ogni caso la linea rossa invalicabile per chiunque non può che essere la condanna assoluta del terrorismo e la condivisione dei valori fondanti della comune identità nazionale italiana. Fonte: Corriere
Riguardo all'UCOII, aggiungo solo un'esperienza privata che vorrei rendere pubblica. Qualche mese fa provai a chiedere un'intervista (sulla scuola di via Quaranta) per la radio con cui collaboro al segretario nazionale dell'UCOII Hamza Piccardo. Dal principio mi disse che andava bene, poi quando gli dissi che volevo fare un dibattito a due voci (islamiche) e dare la parola anche a Khalid Chaouki (peraltro nominato nella Consulta), cortesemente ma fermamente il segretario dell'UCOII mi disse che lui con Khalid non accettava di discutere, perchè lo considerava un (omissis: Ho avuto una discusione ieri con Piccardo che ha negato di aver detto quanto ho scritto e si è arrabbiato perchè ho riportato il contenuto di una conversazione privata. Decido quindi di togliere il testo pubblicato, per evitare ulteriori polemiche.). Cosa feci? ci pensai un po'. Avere Hamza Piccardo dal punto di vista "mediatico" era sicuramente un'occasione più ghiotta, ma visto che di fatto Piccardo mi proponeva di escludere qualcuno, non accettai di lasciare la voce dell'Islam al solo segretario dell'UCOII. Intervistai quindi Khalid Chaouki e Abdallah Kabakebji (dei Giovani Musulmani milanesi), che non pretese di decidere chi era nell'islam e chi no. Una scelta di umiltà (in termini teologici, arrogarsi il diritto di dire chi è in una religione e chi no è scelta che lascerei al Signore) e di dialogo. Senza scomuniche.
P.S.
Comunque visto che Piccardo non è l'UCOII, prossimamente cercherò di intervistare il Presidente Nour Dachan (che è quello che conta all'interno dell'UCOII), e vi racconterò che idee ha.
Per ora Dachan mi ha detto che preferisce limitarsi ai Comunicati Stampa invece che fare interviste a tutto campo. Mi ha detto di sentire Hamza Piccardo. L'ho contattato e mi ha detto che va bene. Poi gli ho detto che pensavo di invitare anche Dimitri Buffa, e mi ha detto che con Buffa non vuole parlare.
Gia'. A me puzzava fin dall'inizio, ma ho voluto compiere un atto di fede in Allam. Considerate che questa e' la destra... quando mai arrivasse la sinistra che fara'?
Onestamente sono d'accordo con Allam. Con una riserva: io non avrei istituito proprio nessuna Consulta con quelli lì.Si sapeva che una volta istituita, non potevano tagliare fuori l'UCOII. Magdi da questo punto di vista ha commesso un errore di ingenuità nel sostenere comunque l'iniziativa della Consulta.
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Nessie
Sauro, non si vive di sola fede, speranza e carità. Purtroppo l'ipotesi di creare un miniparlamentino islamico all'interno delle istituzioni governative è stata davvero peregrina. Pisanu fa rima con "democristianu", cioè inciucione e consociativo. Mi meraviglio che Magdi l'abbia caldeggiata fin dall'inizio, per poi pentirsene lui stesso.