La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Il rapporto tra Fazio e i nostri portafogli non si è ancora interrotto. Vediamo perchè: (...) a che titolo gli sarebbe stato concesso di utilizzare l’ufficio romano a Villa Huffer in via Nazionale di fronte a Palazzo Koch con tanto di segretaria (la fidatissima Maria Antonietta Martini), di accedere agli archivi della Banca e di disporre di un’auto di servizio a vita con tanto di autista e scorta? (...)Sommando i suoi redditi dal 1996 al 2003 e ipotizzando realisticamente un andamento costante anche per il 2004 e 2005 si giunge alla conclusione che per le sue cariche pubbliche Fazio abbia complessivamente ottenuto negli ultimi 10 anni un appannaggio al lordo di Irpef di circa 6 milioni e mezzo di euro, pari a circa 13 miliardi di lire (cioè circa 3 milioni e mezzo di euro, pari a 7 miliardi di lire, al netto di tasse).(...)largamente battuto dal presidente dell’Enel Piero Gnudi che per il 2003 ha denunciato più del doppio rispetto a lui (1 milione 579 mila euro al lordo di Irpef). Altri manager pubblici hanno, invece, guadagnato meno di Fazio, come, ad esempio, il presidente dell’Isvap (Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) Giancarlo Giannini, che sempre per il 2003 ha dichiarato 436 mila 934 euro. E il presidente della Corte Costituzionale Annibale Marini (quarta carica dello Stato) ha uno stipendio di circa 400 mila euro lordi l'anno, cioè 1/5 in più di quanto spetta a ciascuno degli altri 14 giudici della Consulta. A loro volta costoro percepiscono circa 28 mila euro al mese, pari al 50% in più del Primo Presidente della Cassazione, cioè del numero 1 dei magistrati ordinari di carriera. Ogni ex presidente della Consulta ha diritto in vita al titolo di «emerito» e ad un’auto blu con autista. Dopo la sua morte gli sarà invece intitolata in sua memoria una strada a Roma nel quartiere Aurelio per effetto di una vecchia delibera della giunta Rutelli.(...) Appare quindi un segnale confortante (dovrebbe, anzi, essere seguito a catena da tutti i manager pubblici) che il neo Governatore della Banca d’Italia Draghi, dopo essersi dimesso da vicepresidente della merchant bank londinese Goldman Sachs, abbia preannunciato di autoridursi lo stipendio a via Nazionale rispetto a quello del suo predecessore per riallinearlo alla media degli emolumenti degli altri Governatori europei.(...) Fonte: La Stampa
Se poi pensate all'uso tutto italiano dei giudici della Consulta di nominare presidente della Corte Costituzionale (con tutti i benefici conseguenti) il giudice più anziano (e così facendo, tutti i presenti - o quasi - nella Corte Costituzionale "rischiano" di diventare Presidenti), anche se per pochi mesi (perchè poi vanno in pensione, e infatti abbiamo ormai in media più di un Presidente di Corte Costtuzionale all'anno. Una cosa ridicola), emerge un quadro dello scadere delle nostre istituzioni. Perfino nel luogo che dovrebbe essere più "sacro", come la Corte Costituzionale, ognuno pensa agli affari propri, senza curarsi dell'andamento delle finanze pubbliche. Per questo plaudiamo il nuovo Governatore di Bakitalia Draghi che si autoriduce lo stipendio, anche se non ci facciamo illusioni sul fatto che verrà seguito da molti altri....
Una democrazia della partitocrazia, delle caste, delle supercaste, del nepotismo, del clientelismo, degli intrallazzi, della corrutela, dei magna-magna, ecc., ecc. non è una democrazia, anzi è una coglionetta che in passato, Dio ne scansi, finì nella polvere...
Utile il confronto con la pensione del minatore dopo 49 anni di lavoro....Interessante la proposta della misurazione del Q.I.-
In un mio articolo di stampa, ormai datato e che riproduco, avanzai qualche proposta:
RIFORMA ELETTORALE E APORIE DEL SISTEMAIl recente confronto-scontro tra le varie componenti partitiche nazionali sulla riforma elettorale continua a mobilitare politici,politicanti e politologi anche di rango,e ha provocato la formulazione di diverse ipotesi e proposte finora tutte provvisorie.Quello che emerge in tutta evidenza è che ognuno aspira ad un riforma su misura a tutela della propria formazione di appartenenza,cosa alquanto difficile da realizzarsi.Ma anche i tentativi di compromesso sembrano incamminati lungo un percorso irto di ostacoli,talchè la pronuncia referendaria sembra inevitabile.Le preoccupazioni delle maggiori aggregazioni partitiche sembrano essere quelle di assicurare un drastico sbarramento ed il premio di maggioranza.Soluzioni queste ovviamente osteggiate dai partiti minori che rischierebbero di essere ridimensionati o di scomparire,certo con grave danno per il pluralismo democratico. Ma,al di là degli interessi di parte,si avverte l’esigenza del recupero di fiducia partecipativa contro le scelte dell’astensionismo di massa e della cosiddetta antipolitica,nonché di assicurare al Paese la governabilità.Condizioni queste,in assenza delle quali verrebbe messo in forse lo stesso “regime democratico”,tanto da risultare illusorio anche il rimedio di attribuire surrettiziamente il 55% di potere ad una qualsiasi forza minoritaria nel Paese,ma con un voto in più rispetto agli altri contendenti.
In mezzo a questo ginepraio di contrasti e di proposte,può non risultare azzardata l’ipotesi profana dello scrivente,che,al di là e al di fuori degli schemi e dei formulari degli esperti,nutre la presunzione di cogliere un riscontro delle speranze e delle aspettative di larghi strati della popolazione,in una soluzione includente:
1°-liste aperte fino ad un numero compatibilmente elevato di candidature,offrendo ai cittadini una più ampia e diretta partecipazione da protagonisti nelle consultazioni elettorali;
2°-rigorose norme statutarie e/o legislative circa i requisiti necessari e qualificanti per l’esercizio dell’elettorato passivo,ivi compresa una maggiore conoscenza dei meccanismi riguardanti le rappresentanze elettive e i rapporti e gli equilibri dei poteri istituzionali,attraverso approfondimenti culturali di educazione civica,secondo la stessa raccomandazione del Capo dello Stato;
3°-eliminazione del voto di preferenza al singolo, per porre fine al circolo vizioso e deleterio del clientelismo e della logica del “do ut des”,riducendo così anche le spese elettorali di milioni di manifesti e“santini” individuali,e ponendo fine agli accordi sottobanco del “voto di scambio”, con ambienti spesso malavitosi e deviati;
4°-introduzione di un parziale sorteggio (30%?) nell’assegnazione dei seggi all’interno di ciascuna lista fra i candidati che hanno espresso liberamente la propria adesione secondando i propri orientamenti e vocazioni .Ciò comporterebbe il coinvolgimento della “società civile”e in parte una saldatura tra “paese legale e paese reale”,col vantaggio di rompere le incrostazioni e il consolidamento delle cordate di sostegno reciproco tra i soliti noti;
5°-salvaguardia delle “candidature di bandiera” e di partito col sistema delle liste bloccate,la cui responsabilità politica non mancherebbe di avere il referente nel partito stesso;
6°-programma elettorale che preveda l’impegno:a) di ridurre le spese e il numero delle rappresentanze elettive a tutti i livelli,centrali e periferici,procedendo al contenimento degli appannaggi,delle indennità e delle prebende, nonchè alla graduale e determinata eliminazione dei privilegi delle baronie e delle “caste”,inconciliabili per antonomasia con i principi di una democrazia matura;b)di portare avanti una politica occupazionale che valorizzi tutte le forze in campo,anche intellettuali,senza cedimenti agli egoismi di parte quando pretendono di sacrificare e mortificare la dignità dell’uomo e della persona in nome dei feticci della competitività e del profitto; c)di assicurare la massima trasparenza nel reclutamento del personale nelle pubbliche amministrazioni e consimili,attraverso concorsi che utilizzino strumenti di giudizio anonimi(quiz,griglie di domande,questionari, altro),
comunque con procedure che garantiscano trasparenza e uguali opportunità anche a quanti sono senza “padrini”.
Quanto alla pratica del sorteggio,non deve sorprendere più di tanto la sua introduzione anche nelle cariche elettive,dal momento che essa è già presente in diverse circostanze codificate e
regolamentate,ancorché già introdotta, nell’antica Grecia,dai “padri fondatori delle moderne democrazie”, per la nomina delle varie “magistrature” e con verifica patrimoniale a fine mandato, proprio per rilanciare la partecipazione e rivitalizzare gli istituti democratici che rischiavano il collasso. Fu così che la governabilità divenne stabile, la partecipazione effettiva,e la cultura,le arti e le scienze raggiunsero livelli così alti che ancora oggi tutto il mondo civile ne è debitore.Ovviamente trattasi di proposte che nella loro formulazione sintetica e approssimativa,rappresentano un invito a riflettere,aperto ad ogni contributo migliorativo e di sistemazione organica,comunque salvaguardando l’ineludibile tendenza di trasformazione e di riscatto della Cittadinanza da una condizione di sudditanza escludente a quella di sovranità militante,sì come vuole la Carta Costituzionale.
(Pubblicato in data 30/1/2008)
prova
Carissimi tutti,
Mi chiamo Antonello Pes ed ho un nonno di 78 anni in fin di vita che percepisce 583,41 euro al mese di pensione dopo 49 anni di miniera a Carbonia. Per poter sbarcare il lunario ultimamente ha mangiato cafelatte a cena non potendosi permettere di più. Molte volte ho dovuto sovvenzionarlo personalmente in maniera occulta perchè uomo molto orgoglioso, da buon sardo. Perchè lui deve mangiare il latte ed altri il caviale? Quelli del caviale lo hanno veramente guadagnato? VERGOGNA!!!!!!
Mi fate capire chi ci azzecca (direbbe un certo Tonino...) a tutte le vostre ca.....te?
Se rinasco e faccio il dittatore per prima cosa istituisco un test per verificare il QI delle persone che lavorano al di sopra di certe soglie (dove serve un pò di testa....) e caccio via chi non è all'altezza..... dopotutto il buon Dio ci ha fatti diversi ma questo non vuol dire che i co....ni debbano non solo percepire di più delle persone intelligenti che magari fanno realmente di più, ma anche governare, dirigere, giudicare, comandare ecc.
FUORI GLI INCAPACI, DENTRO CHI MERITA!!!!!
Mi spiegate perchè in Francia non ci sono processi in arretrato?
CON LA MERITOCRAZIA TANTA GENTE FAREBBE CIO' PER CUI E' NATA: STARE A CASA CON UNA PENSIONE DI...... INVALIDITA' MENTALE!!!!!!!!!!
Anton Pes.
PS: il mio QI è 159 e me ne vanto!!!!!!!!!!!!!
Caro prof. Vergassi,
lei sta ad Harvard come Franco Napoli sta al liceo di Frosinone.
Pasquale Santangeli, medico
Per il presunto Professore della Law School di Harvard:
posto sotto il link da quale risalire a coloro che hanno (veramente) un ruolo all'interno dell'Università in questione
http://www.law.harvard.edu/faculty/directory/
Ciò renderà palese la fallacia del titolo millantato dal would-be insegante di International Law and Relation (e notare quel Relation al singolare...). E ciò da solo la dice pure lunga sui contenuti nel commento del tizio!
Kim Jong-il, Presidente della Corea del Nord.
Ch.mo Prof. Vergassi (le do del ch.mo in quanto sembrerebbe aver la parvenza di un Prof., la parvenza non di più),
qualche considerazione in merito alle mie pretese stupidaggini.
Anzitutto Lei afferma in maniera del tutto grossolana che io sarei un prodotto di un'università privata e sol per questo mal preparato ed approssimativo.
Le cose non stanno così.
In primis, chi Le scrive si è laureato alla Sapienza - università pubblica fino a prova contraria - a 22 anni, in 3 anni ed una sessione, primo fra gli immatricolati del mio anno e solo la legge mi ha impedito di terminare gli studi con minor anticipo. In secundis, non mi risulta che i laureati delle università private possano considerarsi di serie B: a voler seguire il suo ragionamento 2 insigni prof. di diritto pubblico e costituzionale quali Celotto e Lupo, entrambi laureati LUISS sarebbero mal preparati. Ma non è così ovviamente! Queste cazzate si possono pensare solo oltreocenano e le può dire solo un venditore di fumo con poca elasticità mentale.
Lei dice che non vuole confutare i punti elencati: provi a farlo se vi riesce. Ovviamente con argomenti logici, non bagnandosi la bocca con le solite "formulette", come mostra di fare nel suo fantasioso commento.
Conclude asserendo che la nostra Corte guadagnerebbe molto di più di quanto meriti e questo sol perchè in America la pensano così. Quindi cari Lettori se una cosa la pensano in America è legge, le opinioni altrui non contano nulla. Eppure c'è da noi un diritto sancito dall'art. 21 Cost., secondo cui "tutti possono manifestare liberamente il proprio pensiero". Peraltro questo diritto si rinviene anche nella Costituzione americana ed in ogni costituzione del mondo.
Mi faccia il piacere: prima di parlare si informi, "studi". Le stupidagini di cui parla non le dicono i nostri laureati, le dicono -e la cosa è ancor più grave - dei Prof. come Lei.
Valerio Tallini
Dottorando di ricerca in diritto pubblico nell'Università LUISS di Roma
ps se mi dice dove e cosa ha pubblicato magari la cito.
Caro dott. Tallini,
mi dispiace Lei dica una marea di inesattezze e stupidaggini. Tanto quale prodotto di un'università privata non può che essere mal preparato e approssimativo. Non intendo confutare i punti elencati, non ne vale veramente la pena. Le voglio solo dire, da professore della migliore scuola di legge del mondo, che la tanto decantata Corte Costituzionale guadagna molto di più di quanto effettivamente produca. Qui in America siamo abituati a pensarla così, e non aggiungo altro.
Per i parlamentari, nulla da dire. Se gli attuali agli attuali laureati è permesso dire simili stupidaggini, questi sono i parlamentari che l'Italia merita.
Aldo Vergassi,
Professor of International Law and International Relation
Harvard Law School
Sono d'accordo !
Lasciamo stare i giudici della Corte costituzionale . A mio avviso, meritano tutti i soldi che guadagnano,dal primo all'ultimo.
Stessa cosa non si puo' dire dei nostri parlamentari ;ricordate il servizio delle Iene? Cosa è la Consob ,chi è Mandela ?Molti nostri "Onorevoli" non lo sanno.Allora quanto dovrebbero guadagnare?Secondo me ,700 euro al mese.
E quando creano dei casini tra di loro? Governo in conflitto con una Regione...un regolamento governativo che pretende di disciplinare materie riservate alla legge...Parlamento che sfiducia un suo ministro...sapete chi toglie loro le castagne dal fuoco? LA CORTE COSTITUZIONALE !
Michele B.
Un Presidente regionale guadagna sempre di più rispetto a quanto ha studiato e lavorato.
qualcuno sa dirmi quanto guadagna un presidente regionale?
rispondete sulla mia mail
Quando si parla di riduzione degli stipendi-super occorre, a mio avviso, tener la Corte costituzionale fuori dalla contesa per una serie innumerevole di ragioni:
1) i giudici della Corte medesima sono 15 e non 952 come tutti i parlamentari (630 deputati, 315 senatori e 7 senatori a vita);
2) i giudici della Corte - a differenza della stragrande maggioranza dei parlamentari - non sono gli ultimi arrivati. Anzi, la nostra carta costituzionale all'art. 135 Cost. prevede obbligatoriamente requisiti specifici di "competenza" cosicchè ad essere eletti o nominati saranno sempre degli autorevolissimi giuristi. Ai non addetti ai lavori ricordo che possono essere eletti (o nominati) come giudici della Corte i professori ordinari in materie giuridiche, gli avvocati con almeno 20 anni di servizio (la formulazione della norma è chiara eppure in passato un presidente della Repubblica se ne è fregato)ed i magistrati delle supreme magistrature ordinarie ed amministrative (Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti).
Per intenderci mentre un giudice costituzionale può fare il parlamentare non è detto che possa accadere il contrario; mentre un parlamentare spesso è un grande nullafacente oltrechè ignorante un giudice costituzionale è sempre un individuo super-preparato altrimenti non starebbe là;
3) in risposta all'articolo che maltratta la figura del Presidente della Corte - mi spiegate il perchè? - ed esalta il primo presidente della Corte di Cassazione, occore ricordare che può ben capitare - e dunque prima di scrivere converrebbe informarsi - che il primo dei magistrati ordinari, cioè il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione venga eletto come giudice della Corte costituzionale e, di seguito, diventi Presidente della medesima. Un esempio per tutti: l'attuale presidente della Corte costituzionale Franco Bile venne eletto nel 1999 come giudice della Corte quando ricopriva l'incarico di Primo Presidente aggiunto della Corte di Cassazione. Questo per dire che alla Corte costituzionale son generalmente chiamati i magistrati di Cassazione - di solito i Presidenti di sezione - più bravi;
4) da ultimo, vi ricordo che il ruolo di giudice costituzionale è incompatibile con qualsivoglia altra carica. Questo significa che avvocati notissimi che hanno svolto - e che tuttora svolgono - le funzioni di giudice costituzionale hanno dovuto rinunciare per 9 anni ad esercitare la professione forense, nella quale - alcuni di loro- avrebbero con ogni probabilità guadagnato anche cifre 4-5 volte superiori. Ergo: voi parlate dei 320 mila euro, a questi signori che sono al servizio della nazione chi "rimborsa" la differenza del loro mancato guadagno?
5) sulla via che intitoleranno ai Presidenti della Corte: mai delibera fu più azzeccata!
Concludo dicendo voi che sono favorevole alla decurtazione di tutti gli stipendi (dei parlamentari in primis), alla riduzione del numero dei parlamentari stessi, all'abolizione delle province, all'accorpamento dei piccoli comuni, all'abolizione delle comunità montane ma la Corte costituzionale è sacra, lasciamola perdere.
Valerio Tallini
Dottorando di ricerca in diritto pubblico, Università LUISS-Roma
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Z-A.mario
... Proviamo a impostare il discorso con logiche più generali : L'inaccettabilità che un sistema sociale , ma soprattutto politico , permette disuguaglianze così "insopportabili" , è la cosa principale
da discutere .... Tra centinaia di parlamentari , possibile che non ce ne sia uno che studi una legge per "equiparare" ad ogni lavoratore un minimo/massimo di stipendio consentito ?....
Esistono lavori di serie "A" e di serie "B" ?...
Quale differenza esiste tra il lavoratore di "testa" e quello di "braccio" ?... Non concorrono tutte e due a mantenere in vita l'intero organismo?..... Cosa se ne fanno singole famiglie o peggio ancora singole persone di 400.000 € all'anno?..... Se c'è gente che riesce a
sopravvivere mangiando il caffelatte la sera , significa che con 400.000 € annui ci possono vivere dignitosamente 20 persone o 10 famiglie accorte nei consumi .....
Un mio collega , cercando di giustificare gente sportiva o di spettacolo in generale , che guadagna molto di più dei suddetti 400.000 € , mi disse che i prezzi di "mercato" o di interesse o di emozioni che muovono certi personaggi "spiegano" il perchè di queste cifre.... Seguendo la sua logica ho provato paradossalmente a chiedergli quanto avrei dovuto pagare un amante , che
sicuramente mi provoccherebbe molte più emozioni di un Del-Piero qualsiasi?.....
Conclusione , purtroppo non conclusiva : un parlamentare non metterebbe mai in discussione queste logiche , poichè anche lui fa parte del sistema !.....