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Carenza gas: chi è veramente responsabile?

Davide Romano avatar Giovedì 16 Febbraio 2006, 10:14 in Economia di Davide Romano

La notizia, innanzitutto: abbiamo cominciato a intaccare le scorte strategiche che ammontano a 5 miliardi di metri cubi; se continuiamo con lo stesso ritmo, in un mese verranno prosciugate. L'emergenza c'è in tutta Europa, eppure l'italia è il solo paese a dover ricorrere alle riserve strategiche.

Cominciamo l'analisi delle responsabilità (com'è giusto) da chi ha la maggioranza in Parlamento: Il primo indiziato è senza dubbio Putin, amico del Presidente del Consiglio. Tuttavia, a guardare le cose con più attenzione, zar Vladimir e la sua Gazprom sono solo un'aggravante. Mosca ci fa mancare tra il 2 e il 3% del totale di gas consumato. Basta a provocare una crisi semi-catastrofica? Evidentemente no. Già a dicembre l'Eni e l'Autorità per l'energia avevano avvertito il governo che i consumi marciavano a ritmo doppio e ci saremmo trovati in grave difficoltà. Eppure il governo non ha predisposto nessun piano di emergenza. Qui la colpa si sposta sulla liberalizzazione mancata. Una scelta che il governo ha evitato perché il Tesoro ha preferito incassare la sua quota (il 30%) dei lauti profitti (grazie all'assenza di concorrenza) dell'Eni.

Ma vediamo cosa ha fatto l'opposizione: gli enti locali e i movimenti del no hanno grosse responsabilità. Quelli guidati dal centrosinistra certamente. E la vicinanza delle elezioni eccita ambizioni e appetiti. Uno dei capi del movimento contro la centrale di Civitavecchia, che ha spinto Marrazzo a bloccare i lavori, vuole candidarsi per i verdi, Portando in dote proprio lo stop all'impianto dell'Eni (e il suo contributo all'emergenza energetica). Ma non ci sono soltanto i verdi. Il sindaco di Brindisi, comune che si oppone al rigassificatore, è Domenico Menniti, uno dei fondatori di Forza Italia.in un programmone di ben 281 pagine, la parte del programma energetico è in tutto di pagine 4, dico 4. Il meno che si possa dire è, allora, che il tema dell'energia non è per Prodi e il suo pensatoio un cavallo di battaglia. Mentre lo poteva essere, visto che a tutti gli italiani interessa molto, moltissimo, di avere l'elettricità, riscaldamento e benzina. La seconda osservazione è che la parola «etanolo» nemmeno compare nel testo prodiano. Questa entità che potrebbe ridurre il nostro fabbisogno di petrolio del 25% nemmeno esiste. Nel testo dell'Unione trovo invece la parola «biomassa». Ma siccome non è pensabile che questa fonte d'energia possa sostituire l'etanolo, la conclusione è che proprio non ci siamo.Ma il caso eclatante e non scusabile è quello di Nichi Vendola che blocca addirittura il terminale di rigassificazione del metano liquido (congelato) in quel di Brindisi. E’ una vergogna che non ha nessuna giustificazione ecologica.

Adesso toccherà ai vincitori prendere in mano la questione. Passeranno ancora mesi. Il che vuol dire anni prima che possa delinearsi una svolta. Intanto, l'inverno sarà trascorso e la primavera avrà fatto passare l'emergenza. Ma sarà davvero così? Perché in molti temono che in estate si crei un'altra crisi, questa volta elettrica, come quella del 2003.Certo dobbiamo chiedere al centrosinistra come intende riscaldare le nostre case e alimentare le nostre aziende. Ma al contempo dobbiamo constatare che sul punto il consuntivo del centrodestra è stato fallimentare. L'aria che respiriamo è sempre più sporca e pericolosa per il clima; e ieri siamo arrivati a dover intaccare addirittura le riserve strategiche di metano. Riserve calcolate per garantire punte di un consumo annuale di 60 miliardi di metri cubi, mentre nel 2005 siamo già arrivati a 84 miliardi. E questa è una irresponsabile negligenza dei cinque anni berlusconiani. Non di altri.

Fonti: Il Riformista e Corriere

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