La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Avrà avuto poco più di vent´anni. Una faccia spavalda, ma uno sguardo spaurito. Ero nei pressi di piazza Argentina ieri intorno all´una, quando l´ho visto portare via da una macchina dei Carabinieri. Stava pensando probabilmente alle sue prossime ore in carcere, quando la portiera dell´auto si è chiusa e l´ho perso di vista. Ho sentito urlare dietro di me, mi sono voltato: era un passante che indicava alle forze dell´ordine un bastone abbandonato sul marciapiede. Non so se appartenesse al giovane autonomo: solo qualche minuto prima, un centinaio di manifestanti avevano attraversato via Paganini fuggendo dalle cariche delle forze dell´ordine. La visione di quel bastone, unita alle immagini di guerriglia urbana in Corso Venezia, non può che far porre delle domande a chi si sente antifascista. Sono il primo a sentirsi ferito nel vedere sfilare a Milano i neofascisti che rinnegano le camere a gas. Non sarei capace – anche volendo - di sentire altro che disprezzo per chi ancora oggi difende il regime di Mussolini.
Ma l´antifascismo non può fare ricorso così facilmente all´uso della forza. Non si può quindi pensare di aver ragione nel ricorrere alla violenza contro una semplice manifestazione – per quanto odiosa - regolarmente autorizzata. Se poi le aggressioni si rivolgono ai beni dei cittadini piuttosto che alle forze dell´ordine, l´errore è ancora più grave. Esse sono al servizio di noi tutti, ed è indubbio che colpendo loro si colpiscono tutti gli italiani. Antifascisti compresi.
La violenza non può essere il solo modo per esprimere l´antifascismo. Si dice spesso che siamo quello che facciamo, ma è anche vero che noi facciamo quello che vogliamo essere. E qui sta il punto dei manifestanti di ieri: cosa vogliono essere? Antifascisti? Non è bruciando auto o lanciando pietre contro le forze dell´ordine che si dimostra il proprio antifascismo. Così facendo si è solo teppisti.
Non si può disgiungere l´antifascismo dal rispetto per la democrazia e per le sue regole. Queste possono non piacere perché permettono alla Fiamma Tricolore di manifestare, ma la democrazia non è perfezione. Anzi, è piena di difetti e commette continuamente sbagli, proprio come noi. E come noi ha la capacità di emendarsi. Ma guai a cadere nell´errore di voler correggere tali imperfezioni della società solo con la violenza: queste idee non sono – e non devono essere – patrimonio dell´antifascismo. Bertinotti l´ha capito, e proprio per questo sta cercando di imboccare la strada della nonviolenza: una scelta difficile - ma necessaria - di chi vuole risolvere i problemi della società con le armi del dialogo, piuttosto che con la forza del manganello. Chi vuole continuare a usare la violenza come strumento politico si inventi altri alibi e lasci stare l´antifascismo, che con il teppismo non ha niente da spartire. Fonte: mio articolo su La Repubblica
Il questore di Milano à autorizzato una manifestazione neo fascista nel giorno " sbagliato " male.
I centri sociali anno contro manifestato bene; se la manifestazione fosse stata " pacifica ".
Per quale ragione incendiare auto? per quale ragione attaccare un ristorante? per quale ragione incendiare cassonetti?
Volutamente non ho scritto " per quale ragione attaccare la polizia " supponendo che questa possa essere ERRONEAMENTE considerata fascista.
La CdL aveva dato una dimostrazione di pochezza a Porta a Porta con la Mussolini; immediatamente é arrivata la risposta e quale risposta.
Oggi leggo che la CdL NON candiderà la Mussolini e amici, notizia non confermata; a quando la risposta specularmente opposta?
Saluti
Augusto
La democrazia non è perfetta e con la violenza non si può certo correggerla... Sono d'accordo adesso... non lo ero una ventina d'anni fa. Sono d'accordo perchè reputo la nostra democrazia solida.
Ma ho paura.
Ho pauro di come i neofascisti abbiano "rosicchiato" consensi, tanto da riuscire ad allearsi per le prossime elezioni addirittura con Forza Italia.
Dico addirittura perchè Forza Italia se non è il primo partito sarà il secondo, ma insomma la sostanza non cambia.
Devo dire però, senza falsi mortalismi che sono sempre contro gli atti di vandalismo.
Vedo che, da quello che nasce da queste manifestazioni dei neofascisti (che come è stato ricordato dovrebbero si essere autorizzate ma anche controllate contro l'esaltazione al fascismo) si da sempre più risalvo ai danni materiale e nulla quelli morali/sociali.
Si, perchè i danni morali/sociali arrivano proprio da questi giovani fascisti che come la storia ci insegna, dal dopoguerra in poi, hanno sempre avuto l'appoggio delle forze dell'ordine, fascisti che sono stati anche reclutati come agenti segreti "anticomunisti" dagli americani. Se i danni morali/sociali, come è facile pensare non sono quantificabili in Euro, è strano che lo stato autorizzi queste manifestazioni proprio a Milano dove esiste uno dei centri sociali più storici d'Italia, centro sociali antifscista.
E' plausibile pensare che il questore non abbia "prima" valutato se questa manifestazione poteva causare disordini anche indirettamente? Pare strano.
Devo dire anche che nessuno ha sottolineato a dovere che la manifestazione dei neofascisti era programmata nel giorno dela shoah e questo dovrebbe facilmente far concludere che questa era fin dall'origine programmata per creare (o sperare che accadesse) caos, confusione e perchè no scontro.
Cosa rimane per opporsi al neofascismo? La democrazia? Ma il neofascismo non è democratico anche se è mascherato come tale e appoggiato da taluni partiti. Perchè un movimento non democratico dovrebbe appellarsi ai valori, leggi, della democrazia che consentono a chiunque di manifestare?
ciao, è già il secondo blog che leggo che non dico giustifica, ma parifica le aggressioni di ieri alla manifestazione neofascista in programma. Mi chiedo: pur sotterrando tutti gli estremismi, non sarebbe il caso di condannare (nel caso specifico di ieri) solo ed esclusivamente i no-global?
ciao
Volevo esprimere la mia solidarietà al giornalista che ha scritto questo articolo. Una democrazia dovrebbe permettere a tutti di organizzare cortei e manifestazioni. Avendo parenti ebrei mi dispiace pure che la sinistra non trovi altro argomento contro la Fiamma Tricolore che il millantato negazionismo (falso) di Luca Romagnoli. Di caccie alle streghe ce ne sono state già abbastanza, almeno si usino argomenti concreti per ribattere ad una politica che non si condivide.
Cordialmente,
Marco Saba
candidato alla Camera per la Fiamma Tricolore
Pienamente condisibile,
il teorema della non violenza
che dovrebbe essere pienamente abbracciato da ogni movimento antagonista.
Lascia molto perplesso che una manifestazione fascista sia consentita nonostante nel nostro paese ci siano leggi precise contro ogni forma di esaltazione del fascimo.
Mentre la manifestazione antifascista non è stata consentita.
Il collegamento mentale fra:
-poliziotti che consentono la marcia ai fascisti= supporter dei fascisti- è una connessione facile per una mente giovane e facilmente condizionabile.
Detto questo rimaniamo con la necessità di abbracciare il primo teorema.
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Stefano
Complimenti per questo tuo articolo. Sono pienamente d'accordo con te! Pensa che un mio collega è stato arrestato proprio perchè ha partecipato a questa manifestazione antifascista. Poprio il collega dell'ufficio sempre gentile, disponibile e tranquillo! Chi l'avrebbe mai detto??!! Pensa che oggi, dopo un mese da quegli scontri a Milano, il mio collega si trova ancora in carcere insieme ad altre 25 persone! Nonostante tutto, sono ancora convinto della sua innocenza! Lui ha quasi trent'anni, ma quando all'inizio parli del ragazzo ventenne antifascista, penso proprio che anche per il mio collega sia andata così. Subito mi avevano detto:" vedrai col clima che c'è in giro, li terranno dentro fino a quando ci saranno le elezioni." Adesso però il voto c'è stato ma dal tribunale ancora nessuna novità. Sono d'accordo comunque che i responsabili debbano essere puniti. Perchè però fare di tutta un'erba un fascio? Perchè non considerare le singole vicende e concedere almeno gli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al lavoro o continuare gli studi??? Comincio a dubitare fortemente della giustizia italiana... quando penso poi che gente che ha commesso crimini atroci, dopo pochi giorni di carcere torna facilmente in libertà! Tanto per fare un cognome potrei citare il Sig. Alessi!!! Noi colleghi abbiamo scritto anche una lettera di solidarietà ma abbiamo saputo che non gli è stata consegnata. Cos'altro possiamo fare per riavere il nostro collega e amico? Infine c'è da considerare il problema psicologico. Cosa succederà dopo il carcere? Come si comporterà poi una persona innocente che è stata costretta a vivere un mese in carcere??? Secondo me quando torna fuori sarà ancora più arrabbiato di prima e quindi potenzialmente ancora più pericoloso! Ma ci pensano i giudici a queste cose? Se qualcuno puo aiutarci oppure se avete qualche novità, vi prego di scrivermi al più presto. Grazie per la cortese attenzione. Ciao!