La Cina sfida il Vaticano e ci insegna che totalitarismo e terrorismo sono attivi, non reattivi
Pubblicato da Davide Romano alle 09:33 in Asiatica
Lanciando una nuova sfida al Vaticano, la chiesa cinese ha installato oggi un vescovo non approvato dal Papa in una importante diocesi nella provincia costiera del Fujan. La decisione viene dopo due nomine unilaterali di vescovi alla fine di aprile, le prime non concordate con la Santa Sede dopo tre anni di discreta collaborazione tra la chiesa "patriottica" legata al governo di Pechino e quella "clandestina" fedele al Vaticano. (...) Fonte: La Repubblica
Questa ennesima offesa al vaticano da parte della Cina chiarisce (se mai ce ne fosse bisogno) che i totalitarismi (come il terrorismo islamico) sono attivi. Non reagiscono a nessuna ingiustizia dell'occidente, come molti ancora si ostinano a credere. Del resto, cos'ha fatto la Chiesa cattolica per meritare la persecuzione dei propri sacerdoti e ora queste nomine offensive? E del resto cos'hanno fatto gli algerini per essere puniti con quasi 200 mila morti per mano del terrorismo islamico? Quando avremo chiaro tutti che terrorismo e totalitarismo sono due nemici senza alibi, avremo fatto tutti un passo avanti, nella direzione di un minimo rispetto della vita. Trovare alibi a queste ideologie non fa altro che aiutare la loro cultura di morte.







1. SIDOLI.ORG, Martedì 16 Maggio 2006 ore 12:32
Di fronte alle continue violazioni di diritti della Cina mi congratulo di fronte a quei religiosi che continuano a rimanere.