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Libano: la strage? era l'obiettivo di Hezbollah.

Davide Romano avatar Lunedì 31 Luglio 2006, 09:15 in Arabica & islamica di Davide Romano


Sono gli stessi Hezbollah a spiegarci che i morti sono 
la loro politica, con frasi come "Voi piangete i morti, 
noi li esaltiamo" (vedi qui).
I morti di Cana (qui il filmato che spiega come da lì 
partivano i missili su Israele, e qui le spiegazioni
del perchè gli israeliani hanno colpito proprio lì)
sono frutto della loro logica di morte. Di seguito, un 
articolo di qualche giorno fa di uno 
dei più noti avvocati americani, che ci illustra come 
gli Hezbollah si nutrano della nostra umanità.
Quei prevedibili “boia”


Le provocazioni di Hizbullah e Hamas dimostrano ancora 
una volta come i terroristi sfruttino i diritti umani 
e i mass-media per attaccare le democrazie.
Nascondendosi dietro i loro propri cittadini, gli 
estremisti islamici lanciano una sfida alle democrazie:
o violate la vostra moralità attaccandoci e uccidendo
inevitabilmente dei civili innocenti o mantenete la 
vostra moralità e ci date una mano a colpire invece i 
vostri civili innocenti. Tale sfida si risolve con 
l’opzione “perdente-perdente” per le democrazie, quali
 Israele, e “vincente-vincente” per i terroristi.
C’e’ solo una variante in grado di cambiarae questa 
dinamica e di fornire alle democrazie un’opzione che 
renderbbe effettiviamente inefficace la tattica del 
terrorismo: che la comunità internazionale, il 
segmento anti-Israele dei mass-media e le cossiddette
“organizzazioni per i diritti umani” non cadessero più
nella trappola preparata dei terroristi rendendosi 
conto di essere usate per promuovere i piani dei 
terroristi stessi. Qualora una democrazia si trovasse 
davanti all’opzione “perdente-perdente” e scegliesse 
di difendere i propri cittadini attaccando i 
terroristi che si nascondono tra i civili, i 
terroristi potrebbero tranquillamente contare sul
fatto che questo trio di prevedibili “boia” lancerà 
invettive alla democrazia, accusandola di “reazione
spropositata” e “violazione dei diritti umani”.
Fanno quindi esattamente il gioco dei terroristi, 
dando loro man forte e causando maggiori perdite 
civili da ambo le parti. 
Se questo trio condannasse invece i terroristi per le
perdite dei civili, tale tattica non sarebbe più una
situazione “vincente-vincente” per essi. Il fatto che
 Hizbullah e Hamas desiderano che l’esercito 
israeliano uccida il maggior numero possible di civili
libanesi e palestinesi dovrebbe ormai essere ovvio. 
Questo è il motivo per cui nascondono i loro missili 
sotto i letti dei civili; per cui lanciano i missili 
da affollati centri abitati e si nascondono tra i 
civili. Stanno cercando di costringere Israele a 
difendere i propri cittadini andandoli a colpire tra 
il loro “scudo umano”. Sanno bene che la morte di ogni
civile causata da Israele si riflettera’ negativamente
nei mass-media, nella comunita’ internazionale e nelle
organizzazioni “per i diritti umani”. 
Considerano tali scudi umani degli Shahids, cioè 
martiri, anche se questi non si sono offerti volontari
per compiere il letale lavoro. La legge prevede che 
i criminali che usano  scudi umani per difendersi sono
responsabili della morte degli scudi stressi, anche
se la pallottola che li colpisce viene dalla pistola
di un poliziotto. Israele ha ogni interesse a 
minimizzare le perdite di civili, mentre i terroristi
hanno tutti gli interessi a massimizzarle – da ambo
le parti. Israele non dovrebbe essere condannato per
fare ciò che ogni democrazia fa e dovrebbe fare: 
cercare di fermare i terroristi che volgiono colpire
civili innocenti, compiendo ogni azione militare 
necessaria.
Ora che alcuni dei nemici di Israele, che lanciano 
missili sul suo territorio, hanno annunciato di avere
in serbo nuove sorprese per Israele, (incluse con ogni
probabilità armi chimiche e batteriologiche) la posta
in gioco è ancora più alta. 
Quale reazione contro tali attacchi quei critici di
Israele considererebbero come “proporzionata” ? 
Cosa direbbero se Israele, nel tentativo di prevenire
un tale attacco, colpisse anche dei civili? 
Deve una democrazia incassare un tale colpo, sferrato
con armi volte alla distruzione di massa, prima di 
reagire ? Ci si aspetterebbe questo da una qualsiasi
altra democrazia? Il mondo deve cominciare a 
riconoscere il modo cinico in cui i terroristi 
strumentalizzano le perdite dei loro civili. 
I terroristi prima lanciano missili, creati 
appositamente per massimizzare le perdite civili del
nemico, poi gridano ai “diritti umani!” quando i loro
civili – dietro ai quali si nascondono – vengono 
uccisi dalle democrazie nel tentative di prevenire 
futuri atti di terrorismo.
Che ipocrisia è mai questa, terroristi che usano donne
e bambini come kamikaze suicidi e poi piangono lacrime
di coccodrillo per le morti di civili che mettono 
deliberatamente in pericolo?
Sappiamo bene che l’ipocrisia è una tattica dei
terroristi, ma ciò che è scioccante è vedere come 
altri cadono nel tranello e diventano complici dei
terroristi. Diamo la colpa a chi va data: ai 
terroristi che cercano deliberatamente di uccidere i
civili di chi considerano nemico e non lasciano ai
loro nemici democratici nessuna scelta se non quella
di uccidere alcuni dei loro civili, dietro ai quali 
si nascondono. Quelli che condannano Israele per la
morte dei civili – usati come scudi umani dai 
terroristi – causano ancora più morti civili e rendono
lo sgombero di Israele dalla Cisgiordania ancora più
difficile.
La reazione del mondo all’attuale azione militare di
Israele per protegger i propri cittadini avrà un 
impatto considerevole sui futuri passi verso la pace. 
Prima del rapimento dei soldati e l’attacco 
missilistico il governo israeliano aveva reso nota la
sua intenzione di ritirarsi da ampie parti della
Cisgiordania. Ma come ci si puo aspettare che 
Israele proceda ad un tale sgombero se tutto quello
che si puo’ aspettare in cambio è più terrorismo – 
quello che i terroristi considerano come 
“terra-per-lancio-di-missili” – e più condanna quando
cerca di difendere i propri civili?
Alan M. Dershowitz, Professore di Giurisprudenza 
all’Universita di Harvard, sul Jerusalem Post.
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