La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
In visita a Beirut per la terza volta dall'inizio del conflitto tra Israele e i miliziani sciiti di Hezbollah, il ministro degli Esteri francese Phlippe Douste-Blazy ha affermato che in Medio Oriente l'Iran, storico protettore del Partito di Dio insieme alla Siria, sta svolgendo un ruolo stabilizzatore. "E' chiaro che mai potremmo accettare una destabilizzaazione del Libano", ha puntualizzato Douste-Blazy, "la quale potrebbe portare a una destabilizzazone dell'intera regione. E nella regione naturalmente c'è poi un Paese come l'Iran", ha incalzato il capo della diplomazia di Parigi, "un grande Paese, un grande popolo e una grande civiltà, che gode di rispetto e che ha un ruolo di stabilizzazione", ha sottolineato, prendendo le distanze dalle accuse americane a Teheran di essere dietro alla campagna di attacchi sferrata da Hezbollah. Fonte: La Repubblica
Quest'ultimo delirio francese può essere frutto di due cose: o dell'insipienza francese, o della voglia di appeasement. La prima ipotesi mi pare poco credibile. Anche i sassi sanno che l'Iran ha un ruolo di supporto ad ogni movimento terroristico mediorientale: da Hamas in Palestina a Hezbollah in Libano, passando per Moqtada al Sadr e le altre milizie armate irachene. L'Iran è quindi l'esatto opposto del paese stabilizzatore, anzi. E siccome dubitiamo fortemente che la Francia possa pensare di convertire alla democrazia Ahmadinehjad - che si nutre dell'odio e del fanatismo - c'è qualcos'altro. Esclusa l'ipotesi della conversione ai principi di Voltaire del regime teocratico, per rispetto verso l'intelligenza francese, la domanda resta: perchè i francesi vogliano trattare con l'Iran? E in cambio di cosa. La prima idea fa correre al petrolio, ovviamente. Così come prima della guerra in Iraq, la Francia cerca di sfruttare al massimo il suo essere border line tra le democrazie occidentali e il mondo arabo-islamico per trovarsi uno spazio diplomatico e economico. Ma non c'è solo questo, sarebbe troppo riduttivo pensarlo.C'è anche una voglia di appeasement, che fa parte della sua storia (gli accordi di Monaco , quelli che avrebbero dovuto placare Hitler, erano frutto delle cancellerie anglo-francesi. Poi abbiamo visto tutti come finisce quando si "perdonano" troppo i dittatori). E poi c'è l'antiamericanismo. Struttura portante dell'orgoglio nazionale francese. La cura possibile? spiace dirlo, perchè è un politico tutt'altro che perfetto, ma la cura èuna sola: Sarkozy "l'americano". (ri.ro.)
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alle 10:48
Roberto C.
L'Iran stabilizza il medioriente nello stesso modo in cui la Francia stabilizza l'Africa centrale.
Ai "cugini" d'oltralpe non gli importa nulla della pace e della questione umanitaria. Per loro è importante egemonizzare politicamente ed economicamente le ex colonie e le aree limitrofe.
Non c'è niente di più deleterio per la pace e per la UE che far stabilire una linea di politica estera ai "diplomatici" francesi.
Se la Francia si muove in medioriente è perché ha troppi interessi economici in quell'area e non per reali motivi di pace e/o umanitari.