La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Siamo abituati a guardare all'Egitto e pensare ai faraoni, al mar rosso e a Sharm el Sheikh. Ma l'Egitto purtroppo è anche ben altro. E' un regime che imprigiona i blogger. Oggi per esempio, è la giornata che da più parti nel mondo viene dedicata a Abdelkareem Nabil Soliman, 22 anni, egiziano, arrestato a novembre 2006. Reato? aver espresso le proprie opinioni (pro diritti delle donne, visto che sua sorella fu costretta in quanto donna ad abbandonare la scuola e a indossare il velo) sul suo blog. Per questo è stato cacciato dall'Università prima, e sbattuto in galera poi (qui trovate la sua storia, e qui potete firmare la petizione per la sua liberazione).
Qualcuno sicuramente dirà che in quei paesi si usa così, che è un problema generale di libertà di stampa. A parte il fatto che le limitazioni della libertà di stampa sono gravissime comunque, non si capisce perchè tali restrizioni non colpiscano le pubblicazioni anticristiane . Per non parlare del grande successo del Mein Kampf di Adolf Hitler o della impressionante produzione di vignette e articoli antiebraici permessi (se non incitati) dal governo del "laico" Mubarak.
Nessuno si alza a contestare il regime egiziano però. Salvo poi sorprendersi se dal paese del Nilo crescono sentimenti anticristiani o antisemiti. Se gli unici pensieri permessi sono quelli di odio verso gli altri, non stupiamoci che a prevalere - anche in politica, vedi ultime elezioni - siano sempre più gli estremisti islamici. L'Egitto va sempre più verso una deriva intollerante e violenta. Ma la cosa peggiore è che lo fa nel silenzio dell'occidente. Che non trova il coraggio di difendere i diritti delle donne e delle minoranze, se non in qualche convegno. Se la politica latita, altrettanto si può dire della Chiesa. Preferiscono tutti continuare a parlare dei Dico....
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