La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Esistono nazioni che diventano (loro malgrado) simbolo della difesa della democrazia. Spesso dalla loro sorte si può intravedere cosa succederà per il futuro di tutti. Negli anni '30 era la Polonia, che - naturalmente in nome della pace - fu lasciata ai nazisti senza colpo ferire, si è visto come finì. Dopo la seconda guerra mondiale fu Berlino, che invece fu aiutata a resistere all'embargo sovietico e rimase democratica. Negli anni '50 e '60 Ungheria e Cecoslovacchia vennero invece abbandonate all'URSS. Poi nuovamente la Polonia negli anni '70 (appoggiata per fortuna da Chiesa e USA). Oggi è Israele, sommersa dalla marea dell'islamismo radicale a dover essere difesa. E domani? all'orizzonte vediamo già Taiwan. Come Israele, è un piccolo paese democratico. Invece di essere circondato da tanti paesi ostili, ne ha uno solo, ma con più di un miliardo di abitanti. Tale paese - la Cina - non ne riconosce l'esistenza (altra analogia con Israele, la cui esistenza non viene riconosciuta dal 90% dei paesi arabi). Ma la Cina - come i regimi islamisti radicali - non è ovviamente un pericolo solo per i vicini. A parte il Tibet, ormai mangiato e in fase di digestione da parte di Pechino nel silenzio del mondo, è Taiwan il prossimo obiettivo. E perfino il Giappone inizia a preoccuparsi. Come non farlo, del resto, di fronte a un gigante autoritario, che continua ad aumentare gli investimenti in spese militari (del 18% l'ultimo anno, per quello che se ne sa. Visto che la trasparenza cinese non esiste)?
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