La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Esiste una lobby ebraica in USA? un gruppo di ebrei che decide la politica estera degli USA?
Il tema viene periodicamente sollevato,da destra come da sinistra. Iniziamo col dire che la traduzione di lobby in italiano è associazione, gruppo di interessi. Il sindacato è la lobby dei lavoratori, come la Confindustria è la lobby degli industriali. Purtroppo il termine lobby in italiano suona stranamente cospiratorio a causa di una cultura poco avvezza alle lobbies, che invece nei paesi anglosassoni sono aperte e trasparenti. Nel senso che chiunque può sapere da chi è finanziato tale politico. Da noi invece, è tutto praticamente vietato, e quindi di fatto i grandi gruppi industriali finanziano i politici, ma in maniera segreta. Col risultato che i politici vengono finanziati dai potenti, ma noi cittadini non lo sappiamo.
Detto cio' partiamo da un dato sicuro: "LA" lobby ebraica (intesa come una) non esiste. Esistono tante lobbies ebraiche. Ce ne sono di destra e di sinistra, di religiose e di laiche. Eccone, a puro titolo di esempio, alcuni nomi: American Jewish Committee, American Jewish Congress, Anti-defamation League, Hadassah, Jewish National Fund, AIPAC, United Jewish Appeal, World Jewish Congress, Benè Berith e tante altre ancora.
Non c'è da stupirsi: negli USA l'associazionismo è spaventosamente attivo in tutti i settori: dalla sanità alla politica, dalla religione all'assistenza ai poveri. La divisione tra queste lobbies ebraiche è forte, e la concorrenza per spartirsi la simpatia dei circa 5,2 milioni di ebrei americani è spietata. L'unica cosa che hanno in comune la gran parte degli ebrei americani è il diritto ad esistere di Israele (condiviso dal 92%, non dimentichiamo i movimenti antisionisti ebraici, di cui ho già parlato qui), il voler rendere il mondo un posto migliore (88%) e la filantropia (88%) a istituzioni ebraiche e non.
Su tutto il resto, le opinioni ebraiche sono le più varie: dai no-global di sinistra(Noam Chomsky o Naomi klein noti critici anti-israeliani) ai neo-conservatori di destra (Norman Podhoretz o Charles Krauthammer, che la pensano in politica estera più o meno come Giuliano Ferrara), ognuno può trovarsi il proprio pensatore ebreo di riferimento. Anche per questo è assurdo pensare a una lobby ebraica che porti avanti un pensiero: ce ne sono sin troppi di pensieri, in particolare tra gli ebrei (tra cui vige il detto:"due ebrei, tre opinioni"). Pensare che uno possa prevalere sugli altri è follia. Alcune delle lobbies sopra citate infatti si battono molto per la divisione netta tra Stato e Chiesa, altre sono filo-Peres, altre ancora filo-Olmert o filo-Netanyahu. Non è un caso se in Israele, esattamente come in Italia, i partiti sono moltissimi (una quindicina, e gli abitanti di Israele sono solo sei milioni. Pensate se fossero 60 milioni come noi italiani).
Per ora, l'unica tendenza politica ebraica prevalente è quindi quella di sinistra: alle ultime elezioni il 76% degli ebrei ha votato Kerry, contro il 22% dei voti pro-Bush.
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alle 11:02
demetrio
mmmh lobby deboluccie se come dici tu hanno appoggiato Kerry contro Bush....ho l'impressione che le lobby ebraiche siano importanti sia come bacino elettorale (5 milioni di voti) piuttosto che per capacità di influire sulle scelte di governo del paese sia come influenza nell'opinione pubblica attraverso una classe di intellettuali di riferimento per molti statunitensi e molti europei.
Sulle lobby e sulla loro capacità di influire sulle scelte di governo posso dire che dal mio punto di vista è finito il loro tempo...oggi dominano le società finanziarie da Merryl Linch a Goldman Sachs....