La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Nulla di personale contro le Province, naturalmente. Ma credo che per valutare l'utilità o meno di un ente bisogna innanzitutto chiedersi a cosa serve. Per capire a cosa serve, bisogna vedere come spendono i loro soldi. Dai dati della stessa Unione delle Province Italiane (che prendo dall'ottima puntata di Report della scorsa domenica), il 73% dei bilanci se ne va in spese correnti e soltanto il 27% in investimenti. Tradotto in soldoni: 3/4 dei soldi servono al mantenimento delle stesse province, e solo 1/4 vengono utilizzati per il cittadino (sul come poi, è tutt'un altro discorso). Insomma, lo dico senza demagogia, sono un carrozzone buono a distribuire posti di lavoro per gli amici degli amici (dei politici). Il costo complessivo delle 107 province ammonta a 115 miliardi di euro. Insomma, più o meno, un miliardo di euro l'una. Pari a 2 mila miliardi di vecchie lire che sborsiamo per mantenere ogni provincia. Pensate solo a quanto si potrebbe dare in più ai pensionati, ai malati e ai disoccupati...
Ma no, le Province (di Milano e di Napoli, per esempio) preferiscono spendere - sempre come ha riportato Report - soldi nelle auto blu: ne hanno 15 ciascuna. Almeno in questo bisogna fare i complimenti alla Provincia di Bologna che ne ha solo una....
Ma sapete come finanziamo le Province? tramite l'RC auto, per esempio. Il 12,5% della spesa va a loro. Poi c'è l'Imposta di Trascrizione (IPT), che si paga quando si compra una macchina, sia nuova che usata (vedi qui).
Dopo le Province, diamo un'occhiata anche alle Comunità Montane: Sono 356, e costano allo Stato 190 milioni di euro all’anno. Sono nate negli anni ‘70 per portare sviluppo e servizi nei paesi di montagna. Anche se poi esistono anche a Orbetello che è sul mare, o in Riviera di Gallura, che è in Costa Smeralda. Quest'ultima in particolare, ha spese di mantenimento pari a 1 milione di Euro. Peccato che quindi, del milione e cento che gli passa lo Stato al cittadino (o alla montagna che non c'è) restino solo 100 mila euro. Fantastico esempio di burocrazia mangia-soldi.
Qui c'è poco da riformare. Ci vorrebbe il Napalm. ;-)
Il centro-destra non ha fatto nulla per diminuire questa fonte di spesa esorbitante nei 5 anni passati al governo. La ministra Lanzillotta invece, pare si sia messa di buzzo buono per approvare il nuovo codice delle autonomie. Chissà se ce la farà.... intanto un emendamento voluto da Enrico Letta e riformulato con la Presidenza del Consiglio va nella direzione opposta. Il Governo smentisce se stesso. Auguri, ministro Lanzillotta. Ne ha proprio bisogno.
Io invece propenderei per l'abolizione delle Regioni italiane e sposterei tutti i poteri e le deleghe alle Province. Se le province spendono in media il 30% in investimenti, le Regioni ne spendono il 10%, con il 90% in spese correnti,consulenze private esterne inutili, pubblicità fasulle nelle TV di Stato per coprire altre magagne e quant'altro. Se le 107 Province italiane costano allo Stato ed ai contribuenti 115 mld di euro, le Regioni, pur essendo di gran lunga di meno (20) ci costano più del doppio, all'incirca 400 mld di euro, che potrebbero essere risparmiati per lo sviluppo del Paese. Oltretutto le province, se dotate di pieni poteri, possono curare meglio il proprio territorio provinciale, non solo in tempi più rapidi, visto l'iter burocratico farraginoso attraverso le Regioni, ma anche perchè ogni Provincia è stimolata a fare meglio di un'altra, cosicchè si stimola la concorrenza reciproca a fin di bene per tutti. A differenza delle Regioni, che nel caso di quelle numerose che devono governare da cinque a dieci province (tipo la Lombardia, il Piemonte,la Toscana,il Veneto ecc. ecc.) non potranno mai riuscire (come è accaduto in 40 anni di storia regionale) a far crescere in maniera equa e costruttiva il territorio di ciascuna provincia. Con i risultati negativi di perenne campanilismo, spesso giustificato e legittimo, che certamente verrebbe superato con l'abolizione delle Regioni.
Politici: le pensioni d'oro degli onorevoli e degli ex Presidenti della Repubblica…
Chi deve pagare il canone RAI? neppure il governo lo sa.
Scuola araba di Milano: un esperimento delicato da non sprecare
Debito pubblico: Prodi e Berlusconi a confronto sui dati.
Come lo Stato butta 61 miliardi di euro all'anno in burocrazia
alle 10:42
Rino Vaccari
Rispondo al vostro articolo allegandovi un mio pensiero, però rimane il fatto che fanno proprio scifo, tolgono il pane sotto ai denti dei cittadini per darlo ad altri cittadini di una casta superiore .
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Dopo una lunga riflessione focalizzata: cause ed evoluzione del contesto sociale italiano. Sono arrivato nel tracciare questa conclusione soggettiva.
Le prime domante che mi sono posto sono state : cause del tutto naturali, oppure qualcuno o qual cosa ne hanno influenzato direttamente o indirettamente nello scaturirle?
A mio parere sono state una somma di fattori che hanno innescato un ingranaggio vizioso dal quale non si esce , se non con la rottura di esso!
Questo cosìddetto ingranaggio, oppure possiamo chiamarlo mostro, è figlio di un sistema politico ormai fuori controllo, il quale sempre per mantenere il potere di uno o altri schieramenti politici; ma la giusta definizione corretta sarebbe : associazione nel delinquere con lo scopo di usurpare per i lori interessi il bene comune della nazione.
“Senza pietà: sacrificano parte del fasciame, attrezzi, armi, e marinai, che compongono la nave Italia, dandoli in pasto al cosi detto mostro, con l’unico loro intesse quello di arricchirsi mantenendo i privilegi, tirando nel navigare con un piede dentro la loro sola scialuppa di salvataggio, fino a quando la nave non affonderà.” Quindi è chiaro a tutti se gli italiani non uccidono questo mostro, sarà il mostro ad uccidere definitivamente l’Italia .
Con tutta questa crisi che stiamo subendo noi cittadini, queste cellule che formano il così detto mostro: di quali privilegi si sono privati? Nessuno anzi ne hanno acquisiti altri!
Come può una nazione garantire un benessere a tutti i suoi figli, quanto la ricchezza prodotta viene divorata da una parte della popolazione, non produttiva messa lì solo con lo scopo di fungere da serbatoi di voti politici.
È chiaro che mi sto rivolgendo al derivato politica e stato sociale, una parte considerevole della popolazione italiana messa in tanti carrozzoni senza fare niente, con l’unico loro merito: quello di aver appoggiato una o l’altro schieramento politico.
Per questi: i diritti costituzionali e lavorativi vengono applicati al lettera, per altri figli d’Italia sono considerati illegittimi,” è qui cade anche il terzo articolo della nostra carta Costituzionale.”
Articolo 3Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Nessun politico si è mai curato d’ interrogare l’alta corte costituzionale? Per questa stranezza tutta nostrana!
Allo stato attuale la ricchezza italiana sarebbe anche sufficiente per tutti, se fosse equamente distribuita, ma siccome dobbiamo dare da mangiare al cosiddetto ”mostro”, il quale cresce di peso e di appetito, i nostri bravi politici nel passato e accora oggi; cosa si sono inventati? Ci hanno divisi in due classi sociali.
- La classe dei privilegiati, i quali hanno tutti i diritti ma sono esenti dal dovere di lavorare e produrre.
- La classe dei poveracci, i quali devono lavorare produrre ricchezza per poi darla al mostro e ai privilegiati e alla fine aspettare che lascino qualche avanzo per loro questi devono lottare a mani nudi per avere qualche goccia di diritti, “ma con al collo il giogo e frustrati per adempire a tutti i doveri”.
Supponiamo che: le cosìddette caste siano due serbatoi di acqua e noi cittadini pesci, queste sono collegati una con l’altra da un canale, il quale abbia delle chiuse fatte da grate metalliche, dove i pesci si possono guardare e comunicare gli uni con gli altri, senza poter passare.
Costatando che in una vasca si vive molto meglio dal la loro, il pesce svantaggiato giustamente ci si vorrebbe trasferire, per i pesci che vivono nella vasca molto confortevole guardando gli altri pesci che stanno molto peggio da loro, questi cosa fanno cercano in ogni moto di rimanere nel loro posto .
Supponiamo che i nostri politici abbiano le chiavi per aprire la chiusa permettendo, ai pesci che vogliono loro; di passare da una vasca all’ altra.
Questo a mio avviso è la fonde del potere dei nostri politici, quello di poter ricattare la popolazione.
Quindi a mio parere è chiaro che non ne usciremo da questo sistema politico e sociale, col tempo crescerà sempre di più la disuguaglianza tra la popolazione italiana, il così detto mostro diventerà sempre più grande e affamato, il quale divorerà tutto.
È chiaro che i nostri innumerevoli politici insieme ai loro seguaci e tutto il loro malfatti non possono e non voglio fare niente per uscire da questo giro vizioso, quindi se vogliamo bene alla nostra Patria e al futuro dei nostri figli qualcosa si dovrà pur fare.
Con la gradita occasione sono nel porgerti cordiali saluti .