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Persecuzioni anticristiane: il bandolo della madrassa

Davide Romano avatar Giovedì 19 Aprile 2007, 08:48 in Arabica & islamica di Davide Romano

Ennesimo eccidio di cristiani nel mondo islamico, questa volta in Turchia. Difficile sostenere si tratti di un singolo episodio. O che sia dovuto alla reazione islamica alla guerra di Bush. I cristiani in terra di Turchia erano 2 milioni all'inizio del '900, oggi sono 200 mila. Umiliati per di più, poichè non possono fare quanto la loro religione gli impone: portare la parola di Gesù.

Ma non è solo la Turchia a perseguitare i cristiani, è il mondo islamico (non tutto, ovviamente) in generale ad avere un problema di tolleranza verso le altre religioni. Il problema è quello dell'assenza di una società secolarizzata. In Iran (vedi qui) fedeli Bahai sono stati espulsi dall'università, perfino in Algeria (stato "laicissimo") è fatto divieto di convertire al cristianesimo i musulmani, pena la prigione. Nell'Autorità Palestinese (prima e dopo Arafat) i cristiani sono quotidianamente umiliati. A Betlemme per esempio, i cristiani nel 1950 erano il 75% della popolazione, oggi il 12%. In Egitto i cristiani, classe più aperta e intellettuale del paese, vivono una sorta di umiliazione continua (da parte dello stato e della società "civile"). Nonostante tutto questo, quello che stupisce è che si parla sempre di più (e solo) di islamofobia. Intendiamoci: un pregiudizio anti-islamico si sta diffondendo, e va combattuto. Le recenti scritte anti-islamiche sulla moschea a Milano ne sono dolorosa testimonianza. Ma a fronte di scritte o di manifestazioni anti-islamiche (vedi Lega Nord) inqualificabili, stupisce la passività di fronte alla cancellazione della presenza cristiana dal Medio Oriente. Questa non fa notizia. O meglio, sta cominciando a farla adesso, dopo anni di silenzio. Probabilmente anche grazie alla "sveglia" che si è data la Chiesa di Benedetto XVI (vedi miei post precedenti qui e qui), cui vanno tutte le nostre lodi per l'opera intrapresa. A patto che prosegua con sempre maggior vigore.   

Nei nostri paesi occidentali siamo maestri nel fustigarci e addossarci tutte le colpe dell'universo mondo, ma quando si tratta di accusare gli altri che ci massacrano o ci umiliano, siamo sempre pronti a "giustificarli" adducendo nostre colpe passate (le crociate, la guerra di Bush, ecc.). Come se l'Islam fosse esente da colpe. Come se i musulmani fossero incapaci di sbagliare, mentre gli unici "sbagliati" fossimo noi occidentali. No, signori. Qui, se c'è qualcosa di sbagliato, è certo nei paesi che non riconoscono la libertà di religione, oltre che in quelli che la riconoscono solo formalmente (come la Turchia). Sono loro che alimentano lo "scontro di civiltà".

Naturalmente cio' non toglie che la maggioranza dei musulmani siano pacifici e tolleranti. Infatti essi stessi sono vittime della minoranza fanatica (vedi massacro di ieri in Iraq, con più di 200 morti, o i 150 mila morti musulmani in Algeria per mano dei fondamentalisti islamici). Il problema è che non riescono a combattere contro i tagliagole. In parte per l'estrema violenza dei terroristi, e in parte perchè sono pochi i regnanti che si impegnano davvero a modernizzare e secolarizzare le loro società.

Vogliamo davvero risolvere il problema dell'intolleranza islamica? Ecco la ricetta per i governi dei paesi islamici: vietare l'indottrinamento nelle scuole coraniche, promuovere la parità uomo-donna, divisione tra stato e moschea, perseguire chi incita all'odio sui media (dai libri di testo delle scuole, ai giornali e alle tv. Come abbiamo visto recentemente, le tv palestinesi incitano all'odio antiebraico nella sostanziale indifferenza del mondo. I governi occidentali non si sono mai curati di questi "dettagli", con le conseguenze che oggi vediamo), promuovere sui media il concetto di differenza. Già con questi 5 cambiamenti le cose cambierebbero notevolmente.

Ma il problema è: chi li promuoverà? i governi dei paesi islamici? la maggioranza non  sembra interessata a farlo. I paesi occidentali? non mi pare rientri nelle politiche estere europee nè, tantomeno, italiane.

Le uniche speranze a cui possiamo appellarci sono, nell'ordine, Vaticano, USA e UE. La Santa Sede ha l'autorità morale per chiedere al mondo islamico un maggior rispetto della libertà religiosa. Gli USA - come potenza mondiale - dovrebbero fare molto di più, almeno contro i regimi da essi finanziati (vedi Egitto). L'Unione Europea invece, dovrebbe iniziare una politica di pacifico interventismo in tema di diritti umani nei paesi arabi. Visto che finanzia copiosamente diversi regimi islamici, potrebbe condizionare tali aiuti ai 5 punti che ho prima elencato. Sarebbe una rivoluzione. Forse più per ancora per la mentalità europea che per i regimi islamici. Speranza vana? probabile. Ma le pressioni congiunte dei 3 attori sopra citati sono certo potrebbero sortire effetti. Unica condizione: farle, queste benedette pressioni.

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2 commenti
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19 Apr 2007
alle 14:49

TANGO

LA LEGA NORD... ISLAMOFOBIA?.... E LORO HANNO LA CRISTIANOFOBIA. MOLTO PIU' PERICOLOSA DELL'ISLAMOFOBIA. PERCHE' I CRISTIANI NON AMMAZZANO GLI ISLAMICI O I CRISTIANI CHE SI SONO CONVERTITI ALL'ISLAM, MA GLI ISLAMICI SI!!!

SONO INDIETRO DI 600 ANNI RISPETTO A NOI. E DOBBIAMO DIFENDERCI DA QUESTI FANATICI.  DOBBIAMO DIFENDERCI PERCHE' ANCHE CHI DICE DI ESSERE ISLAMICO MODERATO, PUO' ESSERE UN FALSO. 

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19 Apr 2007
alle 14:36

EL CID

E noi vogliamo farli entrare in Europa, quando la Turchia solo un misero 5% del territorio turco è europeo. Che poi storicamente quella parte di turchia non era territorio turco. I turchi sono un popolo bastardo di guerrafondai. Perchè fà comodo agli U.S.A. e a imprenditori italiani e europei per il basso costo della manodopera e per la stabilità di questo governo fascista? E noi dobbiamo farli entrare in europa? NO E POI NO. STOP TURCHIA STOP ISLAM

EL CID 

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