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Elezioni amministrative: la presa in giro dei commenti

Davide Romano avatar Martedì 29 Maggio 2007, 08:45 in Current Affairs di Davide Romano

Ogni volta la stessa solfa. Ogni elezione locale le stesse fregnacce. Vince il centrosinistra (dal 2002 al 2005)? subito a chiedere le dimissioni  Berlusconi. Vince il centrodestra (dal 2007 al 2011, probabilmente)? tutti a chiedere elezioni immediate contro il governo di Prodi. Con i rispettivi governi che dicono che il turno elettorale amministrativo "è solo un voto locale". Si può dire una volta per tutte: che noia! Perchè quanto dicono i nostri politici non vale mai a posizioni invertite? perchè i politici del centro-sinistra che dicevano qualche anno fa che il governo Berlusconi non rappresentava più gli italiani oggi non dicono lo stesso del governo Prodi? E perchè lo stesso non fanno quelli di centro-destra?

Forse di più noioso (e demagogico) c'è solo il patetico "giro delle opinioni" dei vari leader dei partiti. Ciascuno con precisione millimetrica spiega di fronte alle telecamere i motivi della sconfitta, o della vittoria. I comunisti che dicono che il governo non è abbastanza di sinistra, i centristi invece contestano che Prodi si è spostato troppo a sinistra, i Radicali che il governo non è stato abbastanza liberista, ecc. ecc. Dopo le elezioni - chissà perchè -  ogni politico si sente autorizzato a pontificare e ad interpretare il risultato elettorale a suo vantaggio. Anche e soprattutto chi ha perso. Col risultato di uno spettacolo penoso dove ognuno interpreta le elezioni in base alla propria convenienza. Tanto vale non dare più tanto spazio ai politici, ma fare interpretare il risultato a qualcuno che non sia direttamente coinvolto: politologi, sociologi, sondaggisti, ecc. Almeno si eviterebbe la fiera delle banalità cui siamo sottoposti ad ogni elezione, simile ai dibattiti infiniti (ed inutili) tra tifosi del Milan e dell'Inter per stabilire qual è la squadra migliore.

Il problema vero è che la nostra classe politica parla, parla, parla, ma non è capace di ascoltare. Sogno il giorno in cui un capo di governo italiano, dopo una chiara sconfitta politica come quella di ieri, dica: "chiedo scusa agli italiani per la mia politica precedente. Ho sbagliato, ma ho recepito il messaggio che mi avete madnato dalle elezioni amministrative, e prometto che cambierò radicalmente politica". Sarebbe segno che la classe politica è matura. Per questo non illudiamoci, e torniamo pure a immergerci nel teatrino della politica politicante.

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