La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Da laico, entro in punta di piedi nelle forti discussioni che attraversano i poteri temporali, e cercherò di partire dall'unico vero antidoto alle discussioni ideologiche: quello di avere come come princìpio il valore della vita. Guai alle ideologie (religiose o laiche) che privilegiano una loro coerenza anche di fronte alla vita.
Iniziamo dai religiosi islamici estremisti. E' abbastanza facile - anche per chi come me pretende di sentire la voce dei religiosi esternare per arricchire il dibattito - capire come nel momento in cui una condanna religiosa si può tramutare in morte per qualcuno, essa sia da vietare. Anche con la legge. E' quindi il rispetto per la vita che mi permette di andare oltre la (presunta) legge di Dio.
Altro discorso è la recente presa di posizione del rabbino capo di Roma contro i DICO. Egli sostanzialmente dice che stando alle Sacre Scritture il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali - solo quelle maschili - è esplicitamente vietato. Egli non fa altro quindi che rifarsi al testo biblico, anche se con estrema umiltà. Scrive infatti il rabbino capo Di Segni: "(...) Questa legge è l'espressione di un mutamento radicale nelle strutture della società contemporanea, nella quale il tradizionale istituto della famiglia non rappresenta più il modello assolutamente prevalente di organizzazione. La società cambia e la legge ne deve tenere conto.
Quindi non avrebbe senso accanirsi contro una legge che cerca di dare qualche tutela e sicurezza, nonché di garantire delle forme di solidarietà verso i deboli che nella nostra tradizione sono di importanza essenziale. Quindi, salvo la riserva principale espressa sopra, se il problema è la difesa dei deboli dobbiamo essere favorevoli; ma bisogna vedere se questo è veramente il problema, e se la legge proposta sia in grado di risolverlo. pur premettendo che prioritario deve sempre essere la cura del più debole (il testo completo lo trovate qui)".
Ma non commettiamo l'errore di cattolicizzare l'ebraismo. Esso non prevede il magistero della Chiesa, bensì una discussione assai aperta, senza sottomissione a nessuna autorità. Prova ne è, per esempio, la differente presa di posizione dell'ebraismo progressivo (assai minoritario tra i 35 mila ebrei italiani, ma maggioritario tra i milioni di ebrei americani). Dice infatti Ugo Volli, capo della Sinagoga "liberale" Lev Chadash: "(...) Il divieto dell'omosessualità non deve essere rimosso, ma è simile a tanti altri che oggi non vengono più rispettati, come quello del sesso prima del matrimonio, dell'adulterio o la prescrizione del bagno rituale per le donne dopo le mestruazioni. Sono scritti, è vero, ma non corrispondono più alla realtà di oggi. Negli Stati Uniti esistono intere comunità di ebrei omosessuali e in Israele, in generale, la società è estremamente laica e tollerante (...)". L'intervista intera la trovate qui
All'interno delle tradizioni quindi, esistono delle questioni che vengono lasciate cadere. E a proposito di tradizioni che vengono lasciate cadere, proprio in questi giorni Benedetto XVI ce ne ha dato un esempio, con il suo ok alla scomunica per i politici che approvano l'aborto. Una novità per la Chiesa, visto che quando era presidente del Consiglio Andreotti ai tempi della legge sull'aborto (1978), egli non fu scomunicato a seguito della sua (dolorissima per lui) firma della legge sull'interruzione di gravidanza. Come vedete quindi, non esiste uno scontro tra custodi della tradizione e alfieri dell'innovazione. Lo scontro è trasversale. Ciascuno è innovatore o tradizionalista a seconda del tema con cui ci si confronta.
Per questo dico che la divisione tra tradizionalisti e innovatori è fasulla. Benedetto XVI, dipinto come tradizionalista, è invece spesso innovatore: pensiamo alle sue posizioni di amicizia sugli ebrei e Israele, alle sue ripetute affermazioni pro-libertà religiosa e pro-libertà di stampa, alla sua scomunica ai politici pro-aborto e all'opposizione alla pena di morte piuttosto che alla battaglia in difesa dell'embrione o alla partecipazione dei cattolici alla vita politica. Tutte battaglie che non rientrano nella tradizione della Chiesa degli ultimi secoli, anzi, ne sono una rottura.
Solo se riusciremo a far cadere le etichette di "tradizionalisti" e "progressisti", che creano due schieramenti fasulli, allora potremo cominciare a ragionare sul merito delle questioni. Partendo dal valore della vita, confrontandoci con la saggezza presente nelle scritture, ma soprattutto con molta più umiltà. Pretendere di incarnare la parola "definitiva" di Dio, come abbiamo visto, è atto che rischia di essere passibile di superbia. I punti di vista e l'interpretazione della parola di Dio cambia con il mutare del pensiero umano, come abbiamo visto. Mi viene difficile pensare che Dio cambi idea con altrettanta facilità. Altrettanta prudenza mi sentirei di raccomandare anche ai miei amici laici, che da poco hanno capito che le religioni non sono "sovrastrutture", e non sono quindi destinate a scomparire con l'arrivo della cultura di massa (un pensiero assai diffuso fino a qualche anno fa, e che tendeva a considerare le religioni alla stregua di usanze superstiziose destinate a morire con "i lumi della ragione"). Esse sono invece parte essenziale della società civile. Un qualche mea culpa laico in tal senso sarebbe auspicabile. Non si può passare da mangiapreti ad attenti ascoltatori delle parole del Papa nel giro di pochi anni, senza ammettere le colpevoli disattenzioni (e demonizzazioni) precedenti.
L'idea di parlare in nome di Dio mi terrorizzerebbe: una responsabilità enorme. Diciamo che se dovessi farlo, direi sempre "secondo me Dio vorrebbe questo", non "Dio vuole questo". Ed è pure vero che nella Chiesa tale umiltà è ben più presente di quanto si creda, contrariamente ai miei amici laici pieni di certezze. Diciamo che mi piacerebbe che tutti fossero meno tranchant nei giudizi, e soprattutto si ascoltassero. A me - da persona cresciuta in ambiente laicissimo - ha fatto bene entrare in contatto con amici cattolici, non hai idea di quanto mi abbia cambiato (in meglio, spero) sentire direttamente la voce dell'altra campana, invece che le leggende che mi propinavano gli amici sulla chiesa cattolica. Mi piacerebbe tutti potessero fare un'esperienza di apertura verso gli altri come ho fatto io, tutto qui. Dopodichè è chiaro che ognuno porterà la propria verità con la determinazione che vorrà, fatto salvo l'uso della violenza (che ultimamente è più rossa che bianca)
Perché? oseresti dire che non è relativismo? :-)
Sono schifezze anche quando accudiscono le persone che i laici ignorano o spesso disprezzano? Sono schifezze anche quando dedicano tutta la loro vita a sostenere popolazioni che vengono abbandonate al loro destino dai laici? Mi fermo qui perché si potrebbero riempire pagine e pagine con le opere che la chiesa fa sostituendosi ad uno stato laico che se ne frega e pensa solo a tirar su soldi per autoalimentarsi e garantirsi i privilegi.Scusate l'OT
Mangiapreti ? ... Chi ha il coraggio di mangiare simili schifezze ?
Vuoi litigare? :-)
"Pretendere di incarnare la parola "definitiva" di Dio, come abbiamo visto, è atto che rischia di essere passibile di superbia. I punti di vista e l'interpretazione della parola di Dio cambia con il mutare del pensiero umano, come abbiamo visto."
Ah, finalmente un po' di sano relativismo.
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Una per caso
Parola di Dio?
Okay, purché Dio non ci denunci per calunnia.
Un saluto da www hanto it -