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Vittoria Sarkozy: una sfida sia per Berlusconi che per Prodi

Davide Romano avatar Lunedì 7 Maggio 2007, 08:43 in Europa di Davide Romano

Sarokozy ha vinto. Come avevamo scritto, se i francesi sono maturi lo voteranno. Così è andata (basti vedere l'umiliazione elettorale subita dai partiti ideologici: da quello fascista a quelli comunisti. Segno di crescita della Francia tutta).

La Royal, una candidata di plastica senza un programma (perchè ancora troppo succube del vecchio ciarpame socialista) ha dato peraltro il peggio di sè il giorno prima delle elezioni, paventando il "pericolo per la democrazia" rappresentato dall'eventuale vittoria di Sarkozy. Un finale alla Occhetto, se non fosse che dopo le elezioni ha saputo riconoscere la sconfitta e fare gli auguri al vincente. La candidata ha cercato di "strappare" un po' dall'eredita novecentesca del suo partito di provenienza, ma senza essere convincente, grazie anche alle sue limitate conoscenze economiche. Ma la sconfitta di Royal rappresenta un problema non indifferente anche per la sinistra italiana: la linea di politica estera di Prodi e D'Alema è stata infatti forgiata sull'asse franco-tedesco, fatto di forte contrapposizione a Washington. Oggi, con la Merkel al governo a Berlino e Sarkozy a Parigi, l'Europa è sempre meno aprioristicamente anti-americana. E lo spazio per chi ama dialogare con i terroristi (Hamas, Hezbollah o i Talebani) si riduce. Fino a ieri, la politica estera del nostro paese poteva nascondersi dietro a quella di Chirac (che faceva una politica democristian-socialista da anni '80), oggi o rompe anche con l'Europa franco-tedesca (cosa improponibile) o si accoda, malvolentieri. Peccato, da una sinistra come quella italiana sarebbe bello uscisse prima o poi un leader che parli e lotti per i diritti umani, invece che predicare il dialogo (e quindi l'indifferenza) con chi non li rispetta ed ha le mani lorde di sangue.

Anche per la destra italiana Sarkozy rappresenta una sfida importante. Liberale (ma non troppo, dimenticatevi la Thatcher) in economia, filo-atlantico (ma non troppo, soprattutto sul clima) in politica estera, aperto sui diritti civili (pro-gay e pro-coppie di fatto, ma senza Zapaterismi) ma anche militante per i diritti umani nel mondo (ha parlato di una Francia che starà con le donne oppresse dal Burqa o con chi soffre per i diritti umani violati, una inversione a U rispetto allo Chirac amico di Saddam Hussein e di Arafat), i ceceni già festeggiano (grazie alla scelta nucleare, la Francia è uno dei pochi paesi europei che potrà battere i pugni sul tavolo con Putin, invece che inginocchiarsi), contrariamente ai teppisti parigini: significativo. Sarkozy si propone quindi come in totale rottura con l'eredità dell'andreottiano travestito da liberale che era Chirac. Sarkozì quindi non sarà nè Blair nè Prodi, insomma (non è di sinistra), ma più simile ad un Aznar, modernizzatore della destra e capace di rilanciare la Spagna. O, se non riuscirà a portare a termine le riforme promesse, potrebbe essere alla fine paragonato al Berlusconi 2001-2006 (che in politica economica ha deluso le promesse di cambiamento, ma che col leader francese condivide il fatto di aver subito una demonizzazione delirante e una politica estera atlantica).

Possiamo insomma dire che con Sarkozy vince una destra moderna, senza alcuna eredità nè fascista nè bigotta, rigorosa sulla legalità e sulla meritocrazia. Se manterrà le promesse, potrebbe essere una svolta anche per il Medio Oriente. La Francia ha infatti un forte peso all'Onu (disponendo del diritto di veto), ed è sempre stata uno dei maggiori ostacoli - per esempio - al riconoscimento di Hezbollah come organizzazione terroristica. L'elezione di Sarkozy insomma, può essere una pessima notizia per le dittature del mondo arabo e africano. La collaborazione USA-Francia può portare risultati molto positivi per il rispetto dei diritti umani e la democrazia: vedi ritiro siriano dal Libano, ottenuto senza sparare un colpo. Se invece di litigare lavorano insieme, Francia e USA hanno un peso politico molto significativo.

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5 commenti
5
08 Mag 2007
alle 12:47

l'Occidentale

Anche la redazione de l'Occidentale si è occupata della corsa all'Eliseo, analizzandola da svariati punti di vista..Ultimo in ordine di tempo il nostro direttore, Giancarlo Loquenzi, che proprio stamani ha scritto un edotoriale che affronta la scelta politica francese confrontandola con lo scenario della destra italiana.. Un post molto interessante che offre numerosi spunti di riflessione..

http://www.loccidentale.it/node/1845 

4
08 Mag 2007
alle 10:19

liberopensiero

x GDL: non funziona. Forse manca qualcosa al link

3
07 Mag 2007
alle 15:45

GDL

Provate a vedere questo video e capirete di che pasta è fatto Sarkozy

http://www.leggeramente.it/2007/05/07/sarkozy-super-bugiardo/ 

2
07 Mag 2007
alle 11:08

liberopensiero

Ci mancherebbe che Sarkozy debba scontentare i cattolici! Il fatto che non sia bigotto non vuol dire che debba scontentare i cattolici: vuol dire avere un equilibrio, basato sulle reali necessità e richieste della società in cui viviamo. Senza parteggiare per l'uno contro l'altro. Certo Sarkozy non penserà mai di vietare l'aborto, nè a colpevolizzare i gay, ma non è neppure sua intenzione fare l'anticlericale e attaccare un giorno sì e uno no la Chiesa, nè contestare le autorevoli espressioni del Vaticano. Una destra moderna, appunto. Rispettosa di tutte le parti della società.

1
07 Mag 2007
alle 09:40

raffaello

Voglio ricordare che Sarkozy pochi giorni prima del voto ha proclamato:"La Francia vuole finirla una volta per tutte con il maggio 68"; e il suo programma elettorale prevede la revisione della legge del 1905 sulla separazione fra lo stato e le chiese; ha anche detto:"I miei modelli sono il generale De Gaulle e il papa Giovanni Paolo II"; questo schiacciante risultato non può che rallegrare  noi cattolici

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