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Mag 07 9

Palestina: pedofili al governo. Li riconoscereste?

Pubblicato da Davide Romano alle 01:00 in Riflessioni tra me e il Web


Bertinotti è andato in Medio Oriente, e ha fatto pure generosi passi avanti: ha riconosciuto il lavoro della Folgore in Libano, ha auspicato che il muro tra Israele e Palestina con l'arrivo della pace cada, ha auspicato che "possano vivere in pace e vicini nella democrazia due Stati per due popoli.". Insomma, per essere uno che parte dalle posizioni della sinistra estrema, sono da registrare dei notevoli miglioramenti. Dove però cadono ancora in molti - da Bertinotti a D'Alema - è sul riconoscimento di Hamas come interlocutore. Bertinotti ha chiesto «lo sblocco dei flussi finanziari per la Palestina» e ripete «che bisogna trattare con tutti, e le parti devono riconoscersi senza ambiguità: l’esistenza in vita di Israele, da un lato, la legittimità politica di un governo con dentro Hamas, se democraticamente eletto, dall’altro».

E' curioso notare come per molti (non parlo di Bertinotti, ma di diversi suoi elettori e colleghi di schieramento), quando fa comodo, l'elezione popolare sia una specie di unzione di Dio. Eppure quando Berlusconi fu eletto, non tutti la pensavano così in Italia (e parlavano di golpe, come se possedere 3 tv in Italia fosse più grave che possedere tutte i media palestinesi ed utilizzarli per incitare all'odio religioso e per aiutare il terrorismo), domenica sera a Parigi (vedi macchine bruciate dopo l'elezione di Sarkozy) si è visto come il risultato elettorale non sia sempre così rispettato, e la stessa aggressione squadrista dei militanti di Rifondazione Comunista ai referendari di Mario Segni la dice lunga sul rispetto della democrazia e delle sue procedure.


L'errore che fanno molti è quello di considerare chi viene eletto automaticamente democratico. Non è vero. Non lo è stato per Mussolini nè per Hitler, e così può non esserlo per un fanatico islamico o per il leader del partito dei pedofili in Olanda. A proposito di bambini, sarebbe interessante sentire gli amici europei di hamas in merito alla legittimazione di un governo che instilla nei palestinesi l'amore per il terrorismo e la morte, l'odio contro gli ebrei e l'America e il desiderio che l'Islam conquisti il mondo. Il tutto dalla bocca di Topolino, perfino durante le trasmissioni per bambini (vedi qui).

Se un programma del genere andasse in onda in Italia, chiederemmo tutti come minimo l'arresto degli autori. In Palestina gli autori di questa trasmissione sono al governo, e qualcuno vorrebbe anche riconoscerli come interlocutori. A me pare che quando gente del genere va al governo, dovrebbe scandalizzare almeno come fece scandalo a suo tempo l'elezione del leader neo-nazista Haider in Austria. Esagero? non credo. Haider non ha mai ucciso nessuno, pur predicando molto male. Questi altri invece fanno della predicazione dell'odio il loro messaggio principale (vedi qui), ma non si fermano lì: passano anche ai fatti, ogni giorno (con almeno 3 missili kassam quotidiani lanciati contro Israele). E qualcuno vuole pure riconoscerli e finanziarli....

 

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Commenti

1. Gionata Pacor, Mercoledì 9 Maggio 2007 ore 15:29

Haider non è nemmeno quel mostro che dipingono. Parola di Illy, personaggio della sinistra italiana che nella sua attività politica nel nord-est ha avuto molto a che fare con il vicino Haider. Penso che Haider non sia più "pericoloso" di un Fini o di un Bossi.

Eppure hai ragione: non appena qualcuno ha anche solo minimamente l'apparenza di un qualcosa di destra, allora subito son allarmi e scomuniche. Ma se si tratta di terroristi islamici antiamericani.... beh... il discorso cambia!

2. gabbiano, Giovedì 10 Maggio 2007 ore 08:17

anche Panella ci ha visto dei miglioramenti: io non sarei così ottimista.Dagli tempo di ritornare a casa e le "musica" sarà sempre quella di prima.... strategia di stampo arafattiana...

3. luca, Giovedì 10 Maggio 2007 ore 17:08

Guarda secondo me il dscorso va impostato in modo diverso, ovviamente è solo la mia opinione, ovvero: da un lato bisogna riconoscere che hamas è stato legittimamente eletto( come confermato anche dagli osservatori internazionali), dall'altro bisogna riconoscere che è tutto meno che una formazione laica e democratica.

Ma il punto è che ogni popolazione durante la sua storia raggiunge una maturità democratica che non può essere mai imposta altrimenti risulta artificiosa( ecco perchè, l"esportazione di democrazia" non solo è impossibile ma finisce per diventare un paravento per altri molto meno nobili fini).

C'è anche da dire, e facciamo l'esempio dell'iran magari un pò vecchiotto però, che ogni volta che un paese "in via di sviluppo" ha eletto un leader democraticamente e che, ovviamente, ha fatto gli interessi del suo popolo questi è stato spodestato da una "democratica" potenza occidentale( appunto il ritorno dello scià voluto da inglesi e americani).

E di esempi così ve ne sono decine, si pensi all'egitto, dove per paradosso dopo l'elezione farsa( attestata dall'onu) di mubarak, europa e america si sono sprecate a dire che si, magari era truccata, però bisogna capire ci vuole tempo.

E allora perchè con Mubarak si e con altri no? è il solito sistema dei due pesi e delle due misure, poi non lamentimoci se subiamo gli effetti delle nostre parzialità, dovute ai nostri interessi economici e non.

Qui non si tratta di destra o di sinitra, anche se ti do ragione quando dici che spesso a sinistra si urla troppo per certe cose e troppo poco per altre, qui si tratta di aver sistematicmente negato la democrazia a questi paesi, che certo hanno anche fatto errori propri, salvo poi lamentarci che non sono, per l'appunto, democratici.

A nessuno fa piacere l'onda montante dell'integralismo, ma se ci chiediamo seriamente quali sono state le cause, unico modo per poterlo fronteggiare seriamente, non possiamo esimerci dall'ammettere di avere delle pesanti colpe.

Ora non dimenticare che ancora negli anni 70 quando a Golda Meier si chiedeva dei palestinesi rispondeva "palestinesi chi?", il negazionismo di israele, che in grosse fette della società vige tutt'ora, non è stato meno deleterio di quello palestinese.

Il problema è che non si possono proprio mettere sulla stessa bilancia, se non con oppirtuna tara, uno stato, che è stato, ricco, tecnologicamente avanzato, democratico, che ha l'appoggio della più grande potenza mondiale, con l'esercito più forte del medioriente, economicamente solido, e che riscuote la simpatia di quasi tutta la comunità internazionale con un popolo che uno stato vero non lo ha, la cui terra è occupata da 60 anni da un altro stato, che vive diviso, in povertà e senza un esercito, tecnologicamente arretrato, che ha contro la più grande potenza del mondo e che si vede ulteriormente divisa da un muro che strozza la loro già fragile economia.

Io non dico che i palestinesi non abbiano fatto errori, ma credo che il primo passo debba farlo israele e finchè continua a costruire barriere, autostrade solo per gli israeliani, colonie illegali, ad abbattere le case, a usare i palestinesi come scudi umani, a lanciare missili dai jet in pieno mercato, a mantene check point soffocanti( quando persino gli stati uniti in questi giorni hanno proposto di ridurne il numero ricevendone un secco no) non si otterrà nulla.

Viene il sospetto che la politica israeliana non abbia mai realmente superato le parole di hertz, e l'esperienza dell'agenzia ebraica per l'acquisto della terra: prendersi un pezzetto per volta finchè non sarà rimasto niente algi altri e le cose non potranno essere più cambiate( la politica del fatto compiuto tanto cara a Ben Gurion).

Io credo, e si veda il lavoro che fa b'tselem, che in israele ci siano persone che vogliono davvero cambiare le cose, bisognerebbe ascoltarli di più.

 

ciao

luca 

4. liberopensiero, Venerdì 11 Maggio 2007 ore 10:18

x luca: mi sembra che la tua visione sia un po' troppo israelocentrica. Israele si comporta come si comporterebbe qualsiasi altro stato nelle sue condizioni. Ma guardiamo ai palestinesi, a quello che (non) abbiamo fatto per loro. Abbiamo appoggiato Arafat (delegittimando i rappresentanti dei territori) per le trattative di pace, appoggiato ancora Arafat (anche quando vietava la libera pubblicazione dei libri del pensatore palestinese Edward Said, che i palestinesi dovevano andare a compare in Israele) mentre creava 16 forze di polizia diverse in contrasto tra loro, mentre non stroncava il terrorismo interno (cosa che Ben Gurion fece con i suoi compatrioti).Ora con Hamas al governo, non si può dire che dobbiamo finanziare un governo che non riconosce Israele, incita all'odio antiebraico, e non vuole rispettare gli accordi di pace. Come si fa a voler chiedere ad Israele di fare un altro passo avanti, mentre i palestinesi ne fanno due indietro (disconoscendo l'avanzamento precedente)? Olmert ha invitato a trattare, Israele ha già fatto il passo avanti (ritirandosi da Gaza), ne ha ricevuto solo missili in testa. Finchè l'ANP non garantirà di avere il monopolio della forza, non penso che sarà possibile alcuna pace.

5. luca, Venerdì 11 Maggio 2007 ore 15:02

Noi non abbiamo fatto per i palestinesi molte cose.

Sono d'accordo che l'appoggio ad Arafat è stato un errore ed è esattamente il tipo di esempio che ho fatto nella mia lettera precedente( da qui le nostre colpe), poi però non condivido la tua analisi perchè: israele non ha mai allontanato i "suoi" terroristi, tant'è che Menachem Begin( capo della terribile brigata stern) è stato anche primo ministro, e questo vale per molti altri personaggi.

E poi il ritiro da gaza è stato un passo indietro e non in avanti: infatti ritirarsi unilateralmente, di fatto riconoscendo che non c'era alcuna controparte, non è altro che disconoscere l'altra parte.

D'altronde non che mi aspettassi qualcosa di diverso da sharon che tutta la sua vita non ha fatto altro che tentare di eliminare fisicamente uno ad uno i palestinesi, e sabra e chatila parlano per tutti, ma israele ogni giorno fa passi indietro, continuando a a costruire insediamenti illegali nonostante le sentenze della su a stessa corte suprema, vedi articoli di amira hass su haaretz, quindi la mia visione israelocentrica deriva dal fatto che israele dovrebbe fare molto, ma molto di più e finora nulla ha ancora fatto

luca 

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