La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Tra poco sapremo chi sarà il nuovo presidente francese. Non tutti sanno che il vincente tra Sarkozy e la Royal sarà l'unico decisore della politica estera francese. Così, tanto quanto Chirac è stato il perno del legame tra Parigi e tutte le dittature arabe (dall'Iran all'Iraq, passando per la Siria e l'Autorità Paelstinese), così Sarkozy e Royal rappresenteranno un cambio di marcia. Vediamo come, cominciando dalla candidata del partito socialista.
Come si è potuto sentire anche nel recente duello con Sarkozy, la Royal ha fatto chiari riferimenti all'inaccettabilità di un Iran dotato di nucleare, perfino se civile. Un bel cambio di passo rispetto allo Chirac che solo qualche mese fa ha dichiarato che un Ahmadinejad nuclearizzato "non sarebbe poi tanto pericoloso". La Royal ha rotto anche un tabù della sinistra francese, dichiarando come la barriera difensiva costruita da Israele (che ha ridotto di più del 90% gli attentati kamikaze) sia giusta. Insomma, per la prima volta da anni, la sinistra francese si fa carico anche delle richieste di sicurezza della popolazione israeliana. Una svolta rispetto alla politica precedente, fatta di ascolto delle sole ragioni dei palestinesi. O, meglio, di quelle di Arafat. Senza contare che la politica filo-araba di Chirac non aveva portato risultati: rapimenti ai danni dei francesi sono comunque avvenuti in Palestina come in Afghanistan, senza alcun trattamento privilegiato. Stesso discorso per i tentativi falliti di attentati in Francia. Insomma, lisciare il pelo all'islamismo non porta risultati.
Anche Sarkozy "l'americano" non è da meno. Ha promesso una politica più equilibrata della Francia, spiegando come il problema del Medio Oriente non è Israele, ma il terrorismo e le dittature. Non solo, il candidato di origine ungherese è arrivato a dichiararsi pronto a difendere l'integrità del Libano, non escludendo il disarmo di Hezbollah: finora il Partito di Dio era sempre stato difeso da Chirac, nonostante fosse il maggiore attore di instabilità del paese dei cedri. Insomma, non è da escludere un cambio di passo pro-democrazia di Parigi, nonchè un miglioramento dei rapporti con gli USA.
Queste novità in politica estera potrebbero essere molto importanti per il Medio Oriente. La Francia è infatti un paese che conta molto, in Medio Oriente come all'Onu, poichè è uno dei 5 paesi che dispone del diritto di veto.
Insomma, chiunque vinca, ci sarà un'aria nuova in medio oriente. Un'aria migliore, più sensibile ai diritti umani che alla difesa delle dittature.
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alle 16:34
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come ho scritto nel mio ultimo post, sono tornato in Francia un mese fa, completamente ignaro della situazione e dei due personaggi In un primo momento, tutto questo clamoro intorno a Sarkozy che sarebbe un cosidetto "nuovo Le Pen" mi ha messo paura e quindi, di fronte all'evidente nullità della Segolene, ho votato bianco. Ma ora, votero Sarkozy. Perchè sarkozy non è assolutamente un nuovo Le Pen, perchè Sarkozy ha le idee chiare e a volte sono anche buone idee (fare dei francesi un popolo di proprietari, permettere di lavorare di più rimettendo in questione le 35 ore).
Ma non mi nascondo, quello che mi rende cosi deciso è sopratutto la nullità politica di Segolene, che come hai detto tu ha fatto la sceneggiata in TV parlando dei ragazzi con handicap, mentre la realtà (dati Ministero della salute) è che i ragazzi con handicap scolarizzati in scuole "classiche" sono passati da 90.000 nel 2002 a 160.000 nel 2006.
Poi una candidata alle presidenziali che spiega la sua politica sul nucleare per 30 mn spiegando che il nucleare rappresenta 17% del consumo dell'energia in Francia fa proprio ridere... (la cifra esatta è... 78%!!! ha sbagliato anche Sarkozy che diceva 50%)
raga, io non sono mai stato un fan di Berlusca e della nostra destra (a parte forse Follini e Fini che sono personaggi politici validi): ce l'avesimo noi un Sarkozy!
E se passa Segolene, io me ne torno in Italia! ops, no là c'è Prodi