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10 motivi per cui D'Alema sbaglia ad aprire ad Hamas

Davide Romano avatar Martedì 24 Luglio 2007, 07:21 in Israele e ANP di Davide Romano

Avrei molti più motivi per spiegare perchè D'Alema sbaglia a voler fare la pace con dei fanatici che preferiscono affamare il proprio popolo piuttosto che riconoscere il diritto di un altro ad esistere. Ma mi limiterò a questi dieci, perchè non ho tempo di scrivere un libro... e visto che già oggi al Senato si vota anche su questo:

1) Il fatto che Hamas abbia vinto le elezioni non la rende democratica (basti pensare all'esperienza richiamata già da molti di Hitler. Che peraltro aveva molto più seguito di Haniyeh, ma non per questo era ancora più democratico). Chiediamoci se è disposta a convocare ancora libere lezioni. A giudicare dalla sostanziale eliminazione delle strutture poliziesche dell'ANP sostituite con quelle delle squadracce di Hamas, mi pare proprio di no. Risulta difficile pensare che queste milizie armate si ritirerebbero in buon ordine nel caso perdessero le elezioni. Eppure il notro ministro degli esteri - da bravo antifascista - dovrebbe ben conoscere i pericoli dei partiti dotati di milizie armate.

2) Abu Mazen sta facendo il diavolo a quattro per rendere la vita difficile ad Hamas. Davvero D'Alema pensa di aiutarlo promettendo ad Hamas un riconoscimento? Non gli suggerisce niente il fatto che abbia ricevuto il plauso pubblico da parte di Haniyeh (leader di Hamas).

3) D'Alema vuole la pace? davvero egli crede che la si possa raggiungere attraverso un interlocutore che nelle scuole (vedi qui)e nelle moschee predica la guerra a Israele e il disprezzo per gli ebrei? Sembra una cosa da poco, al nostro ministro degli esteri?

4) Davvero D'Alema è disposto a dialogare con chi fa sfilare i bambini vestiti da kamikaze? Davvero crede che non ci sia nulla da eccepire in merito al fatto che Hamas si approfitti dei bambini facendone strumento di morte? Allora dialoghiamo pure con i pedofili, già che ci siamo. Davvero è questo il futuro che prefigura per il popolo palestinese?

5) Nulla da eccepire sul fatto che Hamas perseguiti i cristiani palestinesi? sul fatto che imponga loro la sharia? che le donne cristiane debbano girare velate?

6) D'Alema non riesce a convincere i comunisti sulle pensioni e pensa di convincere Hamas a diventare una forza politica pacifica?

7) D'Alema dice che Hamas è anche terrorista, ma fa anche attività sociali. Questo significa che se le Brigate Rosse avessero aperto un paio di ospedali, ci avremmo dovuto dialogare?

8) Parliamo delle attività "sociali" di Hamas: il nostro ministro degli esteri davvero crede che se un ebreo andasse in un ospedale di Hamas, verrebbe curato? Negli ospedali israeliani arabi ed ebrei vengono curati senza problemi. Le attività di Hamas non sono sociali, ma nazional-socialiste. Nel senso che sono basate non sull'aiuto a tutti, ma solo a chi fa parte del gruppo. A chi, insomma, un domani potrà essere utile come carne da cannone. Non confonda D'Alema i nostri missionari cristiani con i propagandisti di Hamas. I nostri missionari aiutano gli altri, quelli di Hamas i propri.

9) D'Alema vuole dialogare con tutti. Prima con Arafat, poi con Hezbollah, ora con Hamas. La frase chiave, di solito, è "la pace si fa col nemico". Una frase molto bella, ma che il nostro ministro degli esteri farebbe meglio a rivolgere ad Hamas, non ad Israele. Non bisogna poi dimenticare che la pace col nemico si può anche fare, ma non è automatica (altrimenti la guerra non esisterebbe), altrimenti la pace con Hitler a Monaco avrebbe funzionato. Servono condizioni, altrimenti non dura. Quello che sfugge, è quali siano le condizioni che pone D'Alema. A me pare che la sua politica sia quella di eliminare le condizioni che infastidiscono l'interlocutore. Quisquilie come il diritto all'esistenza del "nemico sionista", per intenderci. Eppure l'eliminazione di tali condizioni non fu praticata con le BR che non riconoscevano il governo italiano come legittimo.

10) Dopo le stragi di Hamas ai danni dei propri cittadini, perchè D'Alema si aspetta che Hamas faccia la pace con gli israeliani? se non ha saputo fare la pace nemmeno con il suo popolo, preferendo ammazzare i propri avversari politici, perchè dovrebbe farla con Israele, la cui distruzione è prevista nello statuto?

Se nonostante questi 10 punti D'Alema resta convinto che con i fanatici di Hamas si possa arrivare al riconoscimento dello stato di Israele, ci dialoghi pure. Vada a Gaza e convinca i fanatici a cambiare il loro modo di pensare. Quando ce la farà, ci faccia un fischio. Saremo pronti ad applaudirlo.

6
6 commenti
6
24 Lug 2007
alle 22:53

gabbiano

Caro LP, cercare di dare un RICONOSCIMENTO ai "talebani" palestinesi di hamas che HANNO CACCIATO coi mitra il loro "fratelli palestinesi" merita il premio oscar dell'IDIOZIA.

gaza diventerà un pezzo di afganistan palestinese. Per quale motivo dovrebbero RINUNCIARE alla violenza visto che con i massacri che compiono, si ritrovano pure dei D'allemah  che li difendono, e con la stessa violenza ottengono!

sperare che siano loro a portare la pace quando parlano solo di distruzione e martirio è pura follia.... o solo ci vuole l'arrogante supponenza di un D'allemah che crede di darcela a bere.....

 farà la figura che ha fatto Chamberlain con Hitler.

e come tutti i comunisti ama fare tutto ciò col deretano degli ALTRI: Israeliani e palestinesi di fatah

ciao 

5
24 Lug 2007
alle 17:31

liberopensiero

Non ho mai detto ce D'Alema non debba dialogare con Hamas. Faccia pure, si accomodi. Quando sarà riuscito a far togliere dal loro statuto la distruzione di Israele e l'odio per gli ebrei si potrà tornare a parlare. Riguardo ai bambini, non vedo grande differenza tra un pedofilo e uno che i bambini li incita a suicidarsi. Nell'un caso come nell'altro, gli si rovina la vita. Sulle risoluzioni ONU, nessuno dice mai che furono i palestinesi a rifiutare la prima risoluzione che divide il territorio in 2. Furono loro a scatenare la guerra contro Israele.
Dopodichè anche Israele - come l'Italia del dopoguerra - ha fatto le sue cavolate. Così come gli USA. tutte le democrazie li commettono. Sono solo le dittature a non commetterli mai. Forse è per questo che vedete così male le democrazie? :-)

4
24 Lug 2007
alle 15:12

stefano

Sono d'accordo con i commenti scritti fino ad ora qua sotto.

Forse dimentichi che dialogare non significa appoggiare indistintamente le posizioni dell'altro, essere d'accordo con lui. Al massimo significa riconoscerlo come interlocutore. E con un gruppo che ha la maggioranza dei voti dei palestinesi e controlla oggettivamente un parte del trritorio, anche se è senza dubbio un'organizzazione criminale e terroristica, penso sia il caso.

Sennò con chi si vuole dialogare per cambiare le cose? Sempre solo con il partito ultra corrotto e impopolare tra i palestinesi di Al-Fatah? O con il governo Israeliano che da decenni se ne frega delle regole del diritto internazionale? Questa prospettiva mi fa pensare che difficilmente cambierebbe qualcosa in quell'area. Saluti

3
24 Lug 2007
alle 09:24

Peppe Dantini

Dimenticavo... 

Tutto questo senza tenere minimamente conto delle responsabilità di Israele, degli Stati Uniti e di tutti gli altri stati che in vario modo hanno messo le mani in medio oriente.

ilBuonPeppe

www.pleonastico.it
2
24 Lug 2007
alle 09:21

Peppe Dantini

Premesso che detesto profondamente D'Alema, trovo che le tue osservazioni contengano una discreta quantità di fumo. Cosa c'entrano le BR o i pedofili?

Parliamo di Hamas e stiamo sull'argomento. Hamas è una banda di criminali, sono d'accordo con te, inaffidabile e pericolosa; che abbia l'appoggio del popolo non significa che sia democratica, ma va tenuto presente. (Tanto per introdurre un altro argomento che non c'entra niente, neanche Mussolini era democratico, ma è andato al potere in modo democratico e aveva l'appoggio degli italiani).

Stabilito con chi abbiamo a che fare, le strade da seguire sono due: o si dialoga cercando di arrivare ad una soluzione pacifica accettabile, oppure si fa la guerra fino a che il nemico non è distrutto. Credo che qualsiasi via intermedia sia solo una presa in giro, utile a chi vuole nascondersi dietro ad un dito, ma del tutto inefficace sul piano pratico.

D'Alema ha scelto la strada del dialogo, che è senz'altro la più difficile. Le sue probabilità di successo sono certamente ridotte, ma se l'alternativa è la guerra (e io non ne vedo altre) credo che valga la pena di tentare.

Diversamente mi aspetto che qualcuno si prenda la responsabilità di scatenare una guerra senza esclusione di colpi, che porti alla distruzione totale di Hamas e di tutti quelli che l'appoggiano; senza fermarsi finchè non sarà caduto anche l'ultimo uomo. Purtroppo la storia, anche recente, ci insegna che l'ultimo uomo non arriva mai, perchè c'è sempre qualcuno pronto a prendere le difese di chi è considerato una vittima.

ilBuonPeppe

www.pleonastico.it

1
24 Lug 2007
alle 09:07

luigisalento

quando leggo articoli così mi viene da piangere.verissimo quelli di hamas sono tutti terroristi ,ma non sono forse il frutto della politica terrorista di uno stato come israele che si rifiuta di accettare le risoluzioni dell'Onu sui confini dello stato Palestinese,sulle costruzioni dei coloni ,sulla costruzione del muro,su decenni di sopprusi,grazie alla copertura degli USA.Personaggi come lei che scrivono queste cose mie ricordano tutti quei pseudo giornalisti che avevano appoggiato la guerra in Irak del criminale  Bush ,spalleggiato dai buffoni di corte( vedi Belusconi),non se ne vede più uno in giro,come al solito cambiando il vento hanno cambiato idea.

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