La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Premetto che sono un "turcofilo". Ma proprio perchè voglio bene alla Turchia credo che bisogna avere il coraggio di guarda la realtà. Con l'elezione di Abdullah Gul alla presidenza della Repubblica turca le cariche politiche che contano sono tutte in mano ad un partito: l'AKP. Partito di ispirazione islamica (alcuni lo paragonano alla vecchia DC, probabilmente sbagliando. I paragoni storici sono spesso sbagliati, tanto più se si prendono in esame realtà così diverse come quella italiana e quella turca), andato al governo per la prima volta nella scorsa legislatura. Un partito che ha saputo governare bene l'economia, rilanciando l'economia turca da un lato, e avvicinando la Turchia ai parametri europei che potrebbero facilitarne l'ingresso (cui personalmente sono favorevole) nell'Unione.
In questo quadro roseo c'è però un problema. O meglio, un mistero: L'AKP è davvero un partito moderato? Oppure è un partito islamico estremista che pratica la gradualità per arrivare al potere e "papparsi" tutto? Questa è la vera domanda. Guardando agli ultimi anni in cui ha governato bene il paese, vi è da dire che se lo ha fatto è grazie anche ai veti presidenziali posti dal dimissionario Presidente della Repubblica: Sezer. Senza di lui infatti, senza i suoi veti, la Turchia avrebbe approvato diverse leggi inquietanti: si parla addirittura della bocciatura di 150 leggi , non controfirmate dalla presidenza turca perchè pregiudizievoli alla laicità dello Stato. Tra queste, quella di rendere l'adulterio illegale.
Da oggi quindi la Turchia - se non fosse per i militari - sarebbe completamente in mano ad un partito islamico moderato, nato dalla costola di un partito islamista sciolto perchè estremista.
E qui viene la vera questione. Hanno diritto i militari, eventualmente, di intervenire e mandare a casa il governo nel caso esso voglia distruggere la laicità dello stato? Non si può rispondere con un sì o con un no. Dipende dal comportamento del governo e dal tipo di leggi che cercheranno di introdurre. A mio parere finchè il governo non andrà a toccare i principì democratici, l'esercito dovrebbe starsene al suo posto. Per intenderci: se l'AKP dovesse comportarsi come ha fatto Hamas in Palestina, l'intervento militare sarebbe non solo giusto, ma doveroso. La stampa deve restare libera, la creazione di milizie private va sanzionata, e le minoranze religiose (già oppresse) devono guadagnare diritti. Un'inversione di tendenza sarebbe inaccettabile. Per questo bisognerà guardare anche a come l'AKP gestirà l'informazione e la propaganda nelle moschee.
Sono insomma tanti i punti interrogativi che pesano sulla Turchia. Quello che è certo, è che sarà sbagliato schierarsi aprioristicamente pro o contro l'eventuale intervento militare. Che un governo sia eletto democraticamente - da democratico - non mi importa nulla. I governi vanno rispettati in quanto democratici, non in quanto democraticamente eletti (vedi Hitler o Hamas, arrivati al potere con elezioni, ma non per questo democratici). Una differenza non da poco, ma che molti (anche qui in Italia) stentano ancora a capire.
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