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Era giusto o no liberare il BR? dire solo no è troppo facile.

Davide Romano avatar Mercoledì 3 Ottobre 2007, 09:04 in Current Affairs di Davide Romano

Di fronte alla rapina a mano armata dell'ex terrorista (ora neo-rapinatore, complimenti per la carriera...:-) Piancone al Monte dei Paschi di Siena è quasi banale indignarsi contro i giudici che gli avevano concesso la semi-libertà. Alcuni arrivano addirittura a mettere in questione la semi-libertà e le varie possibilità di recupero previste dalla legge Gozzini. Per non fare troppa confusione sarà meglio scindere la questione in tre:

1) il carcere è l'università del crimine: qualsiasi serie poliziesca televisiva insegna che il carcere - purtroppo - non è molto educativo, anzi. Non è un caso se quando infatti gli inquirenti devono cercare i legami tra un criminale e l'altro, vadano a cercare se un loro possibile incontro era avvenuto in carcere. Per questo ha un senso concedere - con giudizio - la semi-libertà. Per conto mio aggiungo che nel caso di pene comminate a detenuti per comportamenti violenti sarei molto più avaro nel concedere alcunchè. Ma serve investire un po' di più sul recupero dei detenuti. Altrimenti, una volta fuori, torneranno a essere pericolosi. Aiutarli almeno a trovare un primo lavoro. Con la fedina penale sporca infatti, è cosa tutt'altro che facile ricominciare una nuova vita se nessuno ti assume.

2) la Responsabilità della scarcerazione: con la R maiuscola, non a caso. Credo infatti che i magistrati con il potere di concedere la libertà vadano controllati meglio. Giusto per capire se sono bravi o meno a comprendere chi sia meritevole del premio della semi-libertà e chi no. Se però sbagliano in un caso su 100 - come spesso accade, anche se quell'uno fa molto rumore - inutile crocefiggerli.

3) Incentivi e disincentivi: proporrei un metodo per la scarcerazione. Gruppi di detenuti creano dei collettivi (di 10 persone, per esempio). A turno, questi collettivi "eleggono" un detenuto a rotazione che viene messo in semi-libertà. Se questo detenuto sgarra, ci rimettono tutti. Se non sgarra, la rotazione prosegue. Ovviamente, nel caso un detenuto commettesse reati mentre è in semi-libertà, cercherei di rimandarlo nello stesso carcere e magari nello stesso braccio da cui ha ricevuto la fiducia (così che i suoi compagni di cella possano "ringraziarlo" a dovere). Dal lato della repressione invece, credo che sia ora di prevedere - soprattutto per i reati di maggiore allarme sociale - un aggravamento delle pene in caso di ripetizione del reato per il pregiudicato. Se infatti posso capire l'essere umano che in quanto tale sbaglia una volta, non possiamo perdonare però chi è dedito al crimine. Per il bene degli altri. Per conto mio quindi, sarei per un aggravamento della pena - poniamo caso del del 50% - alla seconda condanna. E un'ulteriore 50 per ogni altro reato commesso. Se quindi per lo stesso reato la prima volta il reo si becca 4 anni, per la seconda gliene darei 6, la terza 9, ecc. ecc.

 

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2 commenti
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05 Ott 2007
alle 19:29

alessandro

Sono daccordo Sul PRIMO  e SECONDO punto Con ROMANO.

Il TERZO  quello dei collettivi mi sembra  una grossa  stupidaggine, oltre che una forma di non tanto velato sadismo.

Sono daccordo nell'inasprimento delle pene per la reciditività. 

Ma sopratutto quello che in realtà manca in ITALIA è la certezza della pena, dovuta all' inefficenza  della macchina giudiziaria e ai privilegi di certi cittadini nei confronti di altri. 

 

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03 Ott 2007
alle 19:05

Roberto 73

E' vero che il carcere dovrebbe servire per rieducare ed invece serve per affinare l'abilità del criminale perciò ben venga che le persone meritevoli possano uscire e vivere, per quanto possibile, una vita "normale" ma concedere i benefici della legge ad un brigatista che non si è mai pentito di quello che ha fatto proprio non lo concepisco, gente come quella quando esce fa solo del male, chi lo dice che non va a cercare qualche pollo frustrato e non gli regali una pistola indicandogli chi è il colpevole della sua frustrazione?

Quella gente deve restare in galera, possibilmente con il 41bis .

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