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Berlusconi passa con D'Alema dalla parte dei poteri forti, contro il mercato.

Davide Romano avatar Giovedì 13 Dicembre 2007, 09:06 in Current Affairs di Davide Romano
Berlusconi non era mai stato storicamente un uomo con accesso ai "salotti buoni" della finanza. Si era sempre (e per fortuna) occupato delle sue aziende. Questo aveva fatto di lui uno dei pochissimi grandi imprenditori (se non l'unico) poco avvezzi agli intrighi finanziari. Aveva mantenuto lo stesso profilo anche nei primi anni del suo governo (nel '94), per esempio quando ricevette il Dalai Lama nonostante le proteste della Confindustria. Dopodichè, anno dopo anno, probabilmente la politica gli ha tolto quella freschezza. Si è fatto sempre più difensore degli interessi costituiti (pensiamo all'assenza di politiche liberali durante i suoi 5 anni di governo, o all'opposizione alle liberalizzazioni di Bersani), dimenticando quelli dei consumatori.

Addirittura durante il suo governo ha fatto resistenza alle richieste europee di un mercato con regole e sanzioni chiare, perfino nel campo a lui più conosciuto: le tv. Basti pensare che durante la legislatura del centrodestra l'eccesso di spot oltre il consentito veniva sanzionato con multe ridicole (con minimi di 5.000 euro. Figuratevi voi che effetto dissuasivo possono avere multe di tale entità per giganti come Mediaset e RAI...). Almeno in questo il ddl Gentiloni (che per molti altri versi è insufficiente) è meglio della legislazione voluta da Berlusconi. Le multe partiranno da 51 mila euro e arriveranno a 258 mila.

Oggi poi, guardando alla privatizzazione di Alitalia, vediamo Berlusconi avere riflessi anti-mercato tanto grandi da assumere le stesse posizioni di D'Alema e Diliberto. Anche Berlusconi infatti tifa per l'acquisto di Alitalia da parte di AirOne. Premesso che la mancata privatizzazione di Alitalia a tempo debito (cioè prima del collasso economico che la compagnia di bandiera sta attraversando da qualche anno a qusta parte) va a demerito della Casa delle Libertà, stupisce che grossa parte del ceto politico si opponga all'entrata di Air France-Klm nel vettore di via della Magliana. Basta pensare a questi dati: Alitalia ha un fatturato di 4,7 miliardi di euro. Secondo voi ha più senso che venga acquistata da una compagnia che ha un fatturato di 23 miliardi (Air France) o da una che fattura 612 milioni (AirOne)?

Peraltro la nostra economia ha già vissuto l'acquisto di un gigante da parte di un nano, ricordate il caso Telecom? Quello svolto sotto la regia di D'Alema, che affidò alla "razza padana" il colosso italiano della telefonia? La fine ingloriosa di quell'esperienza dovrebbe servire da insegnamento. Non di certo nel caso di D'Alema che sembra pronto a ricascarci, visto che tifa Airone. Ma anche Berlusconi (che pure di impresa dovrebbe capirci un centinaio di volte più del ministro degli esteri) che si accoda a D'Alema nel sostegno a AirOne, inquieta. 

Gli unici che sembrano schierarsi dalla parte dei consumatori e della concorrenza sembrano, per ora, Prodi, Padoa Schioppa (che sono pro- Air France) e Francesco Giavazzi (leggete qui questo suo esemplare articolo). Se il cavaliere si fa superare in liberalismo da Romano Prodi, forse sarebbe il caso per lui di iniziare a fare un esame di coscienza.

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3 commenti
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13 Dic 2007
alle 23:10

100 M.IL.I.O.NI D.I T.ON.N.ELLATE

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LA MAPPATURA DEI POTERI FORTI SU SCALA MONDIALE

2
13 Dic 2007
alle 13:37

Avv. Filippo Matteucci

Sarebbe interessante per qualche giornalista ben addentro nella questione stilare una mappa dei poteri forti e meno forti, delle famiglie della razza padrona di sempre e dei nuovi arrivati. Sarebbe ancor più interessante una mappa estesa e dettagliata, che indicasse, comune per comune, provincia per provincia, quale famiglia o gruppo di famiglie coalizzate regna in quel territorio, controllando le locali cariche politiche e burocratiche.

Per quello che si è saputo dai giornali, di assi anni fa ce ne erano due: Montezemolo-Alemanno-Fini-UDC-Margherita e Lega-Fazio-Fiorani-Gnutti-Ricucci con un altro asse molto vicino a quest'ultimo costituito da MPS-LegaCoop-Consorte-DS. L'asse vincente è stato quello di Montezemolo, con la messa fuori dal mercato degli altri due.

Ovviamente queste sono solo ipotesi. Se qualcuno ne sa di più mi corregga. Sarebbe ora che tutti i cittadini sapessero chi tira le fila, chi regna in Italia. Certo, il grosso del governo Prodi è nato con la benedizione della fiat e delle grandi banche, e dei grandi gruppi editoriali non berlusconiani: qualcosa vorrà dire.

Certo non è un governo a favore del cittadino qualunque...

Avv. Filippo Matteucci

1
13 Dic 2007
alle 11:50

RadiconED

Capisco. Il fatto è che Air France è compagnia francese e,siccome business is business, i piani di svuluppo saranno incentrati sugli interessi della compagnia e della Francia. Ad esempio Malpensa verrà fatta fuori. Ma questi non sono motivi sufficienti per giustificare un appoggio incondizionato alla cordata Airone. Giavazzi, che non è il "liberismo" ma comunque l'economia l'ha studiata, dice l'unica cosa seria da dire: vanno liberalizzati gli slot. Punto. Siccome questo non si farà, perché allora scartare la terza cordata in cui Air India avrebbe invece interesse ad avere un aggancio (sia operativo , sia logistico) forte nel cuore dell'Europa in previsione di una crescita strategica che si ancori alla impressionante crescita indiana? In ogni caso i fatturati degli acquirenti non sono mai un indice sufficiente per valutare la bontà dell'operazione: servono i piani di sviluppo, ma quelli STRATEGICI , non il budget dell'anno prossimo ! Ciao

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