La Cina abortisce il Tibet. Ma Benedetto XVI non dice nulla?
Pubblicato da Davide Romano alle 09:06 in Current Affairs
Chi conosce questo blog sa bene che siamo per la libertà di espressione della Chiesa, tanto più se si tratta di una figura importante come quella del Papa. Ma se siamo d'accordo che la Chiesa intervenga sulle questioni bioetiche, sulla famiglia, sulla droga e perfino sui termovalorizzatori, perchè tacere quando in ballo ci sono le vite dei tibetani? Questo doppio registro sinceramente ci inquieta. Se si possono capire le prudenza vaticane nei confronti della Cina, poichè è un paese che lascia troppo poca libertà ai cristiani, diventa difficile comprendere come il silenzio della chiesa possa arrivare a "coprire" le uccisioni di tibetani di questi giorni.
La giustificazione addotta per tali silenzi poi, è imbarazzante. Dalla Santa Sede si sostiene che Il Papa ha «la responsabilità di partecipare ai dolori dell’umanità», ma «non ha fonti dirette di informazione, non ha un nunzio o una comunità che viva lì da cui avere notizie e chiarimenti per eventuali appelli pubblici», mentre in Iraq «c’è una comunità cristiana, tra l’altro minacciata, e la cui situazione è ben nota e presente al Papa».
Ma davvero è questa la linea difensiva della Chiesa? l'assenza di una "ambasciata" in un paese non le permette di esprimersi? siamo seri...
Non a caso è dall'interno della stessa Chiesa che salgono le proteste più decise: «È ridicolo giustificare il mancato appello pubblico con l’assenza di un nunzio e di fonti ecclesiali - afferma il comboniano padre Venanzio Milani, presidente dell’agenzia missionaria Misna -. In Tibet è in atto una strage di persone inermi: Asianews, Misna e le altre agenzie di informazione missionarie lo stanno documentando da giorni. Cattolici o non cattolici, la repressione violenta richiede un intervento papale». In Vaticano ribattono che il Papa ha la «responsabilità di partecipare ai dolori dell’umanità», però l’emergenza Tibet, «è diversa dal caso dell’Iraq». Che l'Iraq sia una situazione diversa rispetto a quella tibetana è lampante. Ma c'è una situazione uguale ad un'altra al mondo?
Piuttosto che sentire i portavoce di Benedetto XVI trovare giustificazioni così povere, meglio sarebbe dire la verità: "non diciamo nulla perchè temiamo per la sorte dei nostri correligionari." Poco elegante, forse. Ma almeno sincero.
In Usa si suole utilizzare la sigla WWJD (What would Jesus Do? cosa farebbe Gesù). Siamo certi che di tutte le prese di posizione possibili, Gesù non avrebbe certo preso quella del silenzio Ratzingeriano di ieri. Non era certo, il nazareno, uomo uso a voltarsi dall'altra parte quando un fratello soffriva.







1. albo, Lunedì 17 Marzo 2008 ore 12:08
Perchè tanto stupore? La libertà di culto e di credenza degli altri e il loro rispetto non ha mai interessato la chiesa cattolica. La dignità dell'uomo è invocato solo quando si toccano i diritti dei cattolici. E' sempre stato così. Se poi si aggiunge la realpolitik per ottenere favori dallo Stato cinese, è + che comprensibile il silenzio vatic ano. Strillano solo x ottenere favori, privilegi, esenzioni fiscali, tv e + potere politico. Che vuoi che gliene freghi veramente della gente e dei suoi problemi. Sveglia!
2. Peppe Dantini, Lunedì 17 Marzo 2008 ore 12:29
Sì, sicuramente non sorprende più di tanto la posizione di JR, però fa incazzare ugualmente.
Comunque va bene così. Questo atteggiamento aiuta le persone (solo quelle disposte a capire, ovviamente) ad aprire gli occhi su questo papa sulla sua politica.
Qui, alcune riflessioni su Cina, Tibet e olimpiadi
La distanza che separa la gerarchia vaticana dalla chiesa cattolica è sempre più ampia.
3. mauro, Lunedì 17 Marzo 2008 ore 15:01
Mi pare la solita sterile polemica per fare titoloni sensazionalistici (dare addosso alla Chiesa paga sempre e non si corre rischi, come con l'islam) e accontentare la rumorosa (per quanto striminzita) lobby anticlericale.
Nello stesso articolo alla fine si dice che "Benedetto XVI non lega necessariamente i propri interventi pubblici alla attualità, seppur drammatica, e spesso dedica gli Angelus o i discorsi nelle udienze generali a temi lontani dalla politica".
Quindi? Tanto rumore per nulla.
Se poi mercoledì prossimo all'udienza o domenica prossima all'Angelus il Papa dirà qualcosa sul Tibet, spero che qualcuno si scuserà per tanta precipitazione.
A proposito di What would Jesus Do?, poi... a parte che mi pare un po' presuntuoso pretendere di autonominarsi portavoce di Dio, vorrei umilmente ricordare che Gesù aveva una missione ben precisa che è culminata sul Golgota.
Chi è sicuro di sapere cosa farebbe oggi Gesù sarebbe anche pronto a condividere la sua croce, con annessa flagellazione e chiodi?
4. matteo, Lunedì 17 Marzo 2008 ore 17:15
il pope catzi? semplicemente una vergogna. e mi limito per il rispetto dei cattolici che passeranno di qua.
ma , caro pope, il rispetto per la vita ( in senso lato) non la si dimostra nelle battaglie per l'aborto, o con qualche indulgenza plenaria. quando i savoia finirono l'esilio ancor prima di venire in italia furono ricevuti dal papa. quando il dalai lama vennne, pope non lo considerò affatto.
vi basta per capire?
5. Maramakomako, Martedì 18 Marzo 2008 ore 01:47
Ottima riflessione.
Già Fiorello (un signor nessuno) ha detto la sua riguardo il Tibet ed il boicoteggio delle olimpiadi in Cina. Il papa, che, con tutti i mezzi che ha, si fa sentire quando vuole, cosa aspetta? E perchè? Non dovrebbe essere il primo a scagliarsi contro chi non rispetta gli uomini?
Hmmm, qui gatta ci cova....
6. Maramakomako, Martedì 18 Marzo 2008 ore 01:56
"A proposito di What would Jesus Do?, poi... a parte che mi pare un po' presuntuoso pretendere di autonominarsi portavoce di Dio, vorrei umilmente ricordare che Gesù aveva una missione ben precisa che è culminata sul Golgota.
Chi è sicuro di sapere cosa farebbe oggi Gesù sarebbe anche pronto a condividere la sua croce, con annessa flagellazione e chiodi?"
Stai parlando del papa, giusto?
7. jack, Martedì 18 Marzo 2008 ore 03:42
certo che accusare questo post di essere la solita voce della lobby anticlericale... ma per favore... il papa, nel mezzo di una delle più sanguinose delle repressioni degli ultimi anni, ha deciso di lanciare un appello per l'iraq e di fregarsene del Tibet. Sai com'è, vuole andare in Cina... tutti i governanti del mondo libero sono proni alla cina ed al suo mercato, il papa si adegua. che schifo. Tibet Libero!
8. jack, Martedì 18 Marzo 2008 ore 03:45
certo che accusare questo post di essere la solita voce della lobby anticlericale... ma per favore... il papa, nel mezzo di una delle più sanguinose delle repressioni degli ultimi anni, ha deciso di lanciare un appello per l'iraq e di fregarsene del Tibet. Sai com'è, vuole andare in Cina... tutti i governanti del mondo libero sono proni alla cina ed al suo mercato, il papa si adegua. che schifo. Tibet Libero!
9. fabrizio z./lupog, Martedì 18 Marzo 2008 ore 15:25
il Vaticano non parla esplicitamente del Tibet per evitare ulteriori persecuzioni ai cristiani di quel paese, ma nello stesso tempo denuncia tteaveros canali meno esposti diplomaticamente le violezioni dei diritti umani in quel Paese.O credte che i resoconti di Asianews di padre Cervellera vengano fatti contro la volontà do Benedetto XVI?
10. riccardo zedda, Mercoledì 19 Marzo 2008 ore 01:52
il Vaticano non parla esplicitamente del Tibet per evitare ulteriori persecuzioni ai cristiani di quel paese, ma nello stesso tempo denuncia tteaveros canali meno esposti diplomaticamente le violezioni dei diritti umani in quel Paese.O credte che i resoconti di Asianews di padre Cervellera vengano fatti contro la volontà do Benedetto XVI?
Quindi il Vaticano mette in primo piano i cristiani a discapito di tutti gli altri. Evidentemente, quindi, i buddisti possono essere difesi al massimo per seconde vie, non direttamente ed esplicitamente.
Ed io che credevo che il messaggio di Cristo fosse che tutti gli uomini sono uguali. Ma questo non interessa al vaticano che si preoccupa prima di tutto di chi lo foraggia.
Che carino...
11. fabrizio z./lupog, Mercoledì 19 Marzo 2008 ore 19:08
@ RICCARDO ZEDDA
"Quindi il Vaticano mette in primo piano i cristiani a discapito di tutti gli altri. Evidentemente, quindi, i buddisti possono essere difesi al massimo per seconde vie, non direttamente ed esplicitamente."
A parte il fatto che il papa ha parlato del Tibet oggi all'udienza generale, se non si interessasse anche dei non cristiani non consentirebbe a testate cattoliche come Asia News di fare le denunce che fà. La medesima prudenza è utilizzata anche per i cattolici di quel paese vista la scarsa influenza che il Vaticano può esercitare nei confronti di quel governo: si tratta evidentemente di usare la ncessaria prudenza per evitare reazioni controproducenti delle autorità. Prudenza e elasticità che evidentemente chi è impegnato in sterili contestazioni anticlericali non possiede.
12. fabrizio z./lupog, Mercoledì 19 Marzo 2008 ore 19:53
ovviamente e tendo a precisarlo le mie osservazioni non sono rivolte all'autore del blog LIBERO PENSIERO il cui interrogativo è più che legittimo ma a coloro che si mostrano pervasi da spirito anticlericale e criticano gli atti del vaticano per partito preso senza conoscere il contesto ( o nonvolendo conoscere) in cui tali atti hanno origine
13. Riccardo Zedda, Sabato 22 Marzo 2008 ore 03:44
1) Spero che anche le mie considerazioni siano più che legittime. Oppure è proibito essere anticlericali? Dovrei forse prendere per oro colato tutto ciò che decide il Vaticano? Non ci riesco, e manifesto i miei dubbi.
2) fabrizio z./lupog
"A parte il fatto che il papa ha parlato del Tibet oggi all'udienza generale, se non si interessasse anche dei non cristiani non consentirebbe a testate cattoliche come Asia News di fare le denunce che fà. La medesima prudenza è utilizzata anche per i cattolici di quel paese vista la scarsa influenza che il Vaticano può esercitare nei confronti di quel governo: si tratta evidentemente di usare la ncessaria prudenza per evitare reazioni controproducenti delle autorità. Prudenza e elasticità che evidentemente chi è impegnato in sterili contestazioni anticlericali non possiede."
Non mi riferivo ad Asia News, mi riferivo ai discorsi del Papa che vengono diffusi ai quattro (e più) venti quando serve. E purtroppo per il Tibet non è successo. Si è parlato più di bagnasco che chiede una modifica della legge elettorale italiana, piuttosto che di cessare i crimini contro il tibet.
Ma quando la Chiesa parlerà solo di amore e mai di politica?
Fino a quel momento, spiacente, la considererò una lobby che pensa ai suoi interessi, e non "la voce di Dio".
14. Riccardo Zedda, Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 01:04
Rsè!
15. Riccardo Zedda, Mercoledì 18 Marzo 2009 ore 01:44
Quello che ha scritto «Rsè!» firmandosi col mio nome, si fotta da solo.