La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
L'esempio della "crisi delle mozzarelle" può essere utile a una riflessione su individualismo e certo liberismo. L'individualista di fronte a questa crisi direbbe: "bene, il mercato sceglierà chi ha prodotto mozzarelle senza diossina e chi no, così da far trionfare i primi a danno dei secondi". In teoria è vero. In pratica per pochi mozzarellari truffaldini il prezzo lo pagheranno tutti i caseifici, anche i più seri. Puoi spiegare quanto vuoi che c'è caseificio e caseificio, ma la gente (sono i dati della vendita delle mozzarelle a dircelo) nel dubbio non compra da nessuno. Si dirà:"ma allora dovevano consorziarsi i caseifici che non usavano latte con la diossina e distinguersi da subito dagli altri". Vero. Ma prima di tutto bisognava sapere che esistevano caseifici scorretti. E poi esiste il consorzio "DOP", i cui caseifici non sono stati toccati dalla questione diossina. Esiste, è vero. Ma chi lo sa?
Insomma, il mercato - soprattutto quello alimentare - non è perfetto, e gli errori di taluni finiscono spesso per essere pagati da tutti (vedi anche mutui subprime). Per questo un liberista ragionevole credo debba pretendere dallo Stato (ebbene sì, dallo Stato) dei controlli severi. Perchè purtroppo l'errore di due sciagurati non punisce solo i due in questione, ma soprattutto in questi casi si riverbera anche sugli onesti. Tanto più se si parla di un settore dove l'export è importante. Infatti tanto più il mercato è globalizzato, e tanto più per l'errore di pochi rischia di essere l'intero paese a pagare (pensiamo anche a quanto sta pagando e pagherà anche il settore del turismo campano la crisi delle mozzarelle).
Non sono convinto. Penso che i problemi siano, nel medio periodo, semplici aggiustamenti, con l'eliminazione di chi bara. Certo, nel breve periodo soffrono tutti, ma l'esempio negativo serve a qualcosa, nel senso che tutti cercheranno di starci attenti, e magari di consorziarsi, se non vogliono sorprese anche in futuro.
Insomma, il mercato non è mai perfetto, ma è l'unico sistema possibile.
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alle 09:22
liberopensiero
Non sono d'accordo. Il mercato è perfetto. Ma solo se accompagnato da regole (a volte) anche pubbliche. Soprattutto in questo caso dove a pagare nelle esportazioni (per esempio in Giappone) sono tutti i formaggi italiani. Sarebbe perfetto se non ci fosse una sorta di pregiudizio nazionale, per cui si fa di tutta l'erba (di un paese) un fascio. Ma come spiegare alla ditta casearia che fa Quartirolo (che magari fallirà per il crollo delle esportazioni) in Veneto che doveva consorziarsi con chi faceva mozzarelle a Caserta (posto che c'erano già i consorzi, ma che sono stati proprio quelli fuori dai consorzi a rovinare i consorziati)