La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Nell'infinita discussione sulla scelta della migliore fonte energetica il premio Nobel Rubbia si schiera: dopo aver spiegato che l'uranio (la "benzina" del nucleare) si esaurirà in 35-40 anni, e aver stroncato senza pietà il cosiddetto "carbone pulito", lancia il nucleare al torio. Non esiste infatti un nucleare (con l'uranio) sicuro, visto che le scorie peraltro non sono smaltibili. E qui viene la proposta di un nucleare innovativo: usare il torio, elemento abbondante in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Un acceleratore che non provoca reazioni a catena, non produce plutonio e, soprattutto, da esso non è possibile ricavare alcuna bomba. Così facendo si spezzerebbe ogni ambiguità tra nucleare civile e militare.
C'è poi la possibilità del solare, su cui Rubbia ancora punta. Per leggere tutta l'intervista, cliccate qui
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