La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Pur essende abbastanza soddisfatti dall'avvio del governo Berlusconi, c'è un punto che non ci tornava prima e ancora oggi ci inquieta nell'azione del governo: Alitalia. Il pachiderma di Stato stava per essere privatizzato (con lentezza esasperante) da Prodi, e finalmente gli italiani potevano sperare di non dover più mettere i propri soldi per coprire le perdite della cosiddetta "compagnia di bandiera". Berlusconi invece si è messo di traverso e di fatto ha contribuito a bloccare (insieme ai sindacati) le trattative per la cessione del gruppo ad Alitalia. Insomma, Berlusconi con le sue mosse ha fatto tornare il destino di Alitalia una questione che riguarda il portafoglio di tutti gli italiani, compresi quelli che faticano a pagare il mutuo e che non possono volare con la nostra compagnia perchè ha prezzi troppo alti. In campagna elettorale ricorderete che Berlusconi ha annunciato una cordata italiana. Più precisamente il 21 marzo ha detto:"«Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito». A più di 2 mesi da quelle parole, la cordata non si vede.
Questo significa che Berlusconi non aveva in mano niente. Ciononostante, ha comunque preferito mandare all'aria l'accordo con Air France. Pagasse lui, ci potrebbe anche andar bene. Il problema è che pagheremo noi. Ogni giorno di vita Alitalia brucia quasi 2 milioni di euro. Secondo voi chi li pagherà? Il 23 aprile poi, un Berlusconi vincitore delle elezioni ha fatto chiedere al premier uscente Prodi un prestito-ponte di 300 milioni di soldi nostri. Già allora spiegavamo come quei soldi non li avremmo più visti (vedi qui), altro che prestito ponte. Ora infatti viene fuori (vedi qui)che il governo vuole trasformare quel prestito in capitale Alitalia, cosa che va contro tutti i princìpi europei contrari agli aiuti di Stato. Quello che mi spaventa dunque è il bilancio complessivo dell'operazione, almeno per ora.Se la privatizzazione Alitalia fosse andata in porto, i nostri portafogli sarebbero stati al sicuro per sempre. L'azienda avrebbe già cominciato un risanamento, e al limite qualche soldo lo Stato avrebbe potuto metterlo (per l'ULTIMA volta) per i necessari ammortizzatori sociali.
Con il no di Berlusconi invece, il risultato è che l'azienda continua a perdere 2 milioni al giorno: si sono bruciati quindi, grazie all'intervento di Berlusconi già 120 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 300 milioni di "prestito". E siamo a 420 milioni. La cosa più grave però, è che ogni giorno che passa il conto aumenta, e soprattutto i nostri portafogli non sono più al sicuro. Finchè la società sarà pubblica non possiamo non essere preoccupati.
Non ci resta che pregare che questa benedetta cordata si palesi al più presto (se c'è). L'idea che abbiamo già buttato dalla finestra 800 miliardi delle vecchie lire che potevano essere usate per aiutare chi davvero ne ha bisogno per mangiare, o per i propri figli, è qualcosa che va contro ogni logica.
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alle 11:26
fperson
Il caso Alitalia è emblematico.
Se la politica difende gli interessi di qualche migliaio di dipendenti Alitalia è perchè da lì può pescare qualche migliaio di voti. E pur con qualche sforzo possiamo considerare questo atteggiamento legittimo e naturale. E' invece del tutto illogico ed innaturale che i milioni di cittadini che alla fine devono pagare non si incazzino di brutto e continuino a dare il loro voto a chi amministra il tal modo il pubblico denaro.
Purtroppo gli italiani sanno indignarsi sempre e solo a senso unico, da tifosi e non da cittadini. Se sono di destra contro la sinistra, se di sinistra contro la destra. A prescindere.
Le cose potranno modificarsi solo dopo che gli Italiani cambieranno il loro atteggiamento nei confronti della politica e si riconosceranno prima nello Stato e poi in un'ideologia, quando si renderanno conto che esiste un patrimonio comune da salvaguardare ed un interesse pubblico senza il quale perdono valore e significato anche gli interessi privati.