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Perchè Travaglio non applica il travaglismo a se stesso?

Davide Romano avatar Mercoledì 14 Maggio 2008, 09:05 in Current Affairs di Davide Romano

Personalmente apprezzo Travaglio per diverse cose che denuncia e per la memoria storica che dimostra, che spesso ci aiuta a ricordare cose e fatti della politica che facilmente dimentichiamo. Memorabili alcuni suoi pezzi ad Anno Zero in cui tirava fuori le dichiarazioni dei politici per metterne in luce l'incoerenza. Quando fa così, mi piace moltissimo. Mi piace meno quando - come fa sempre più spesso ultimamente - utilizza la memoria  per suggerire tesi. Il caso di Schifani è eclatante. Parlare del presidente del Senato per dire "Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi. Rapporti con signori che sono poi stati condannati per mafia." è una frase terribile. Suggerisce infatti una contiguità del politico con la mafia che è invece tutta da dimostrare (possibilmente nelle aule giudiziarie).

Io stesso una volta (20 anni fa) sono andato allo stadio con un ragazzo "poi" (come direbbe Travaglio) accusato e condannato per pedofilia. Da quel giorno di 20 anni fa non l'ho mai più visto. L'anno scorso ho scoperto questo scandalo per caso. Beh, immaginate se Travaglio andasse in tv a dire che io "ho frequentato un pedofilo. Un ragazzo che poi è stato condannato per pedofilia." Direbbe una verità, certo (anche se io frequentai un ragazzo, non un pedofilo. Che fosse pedofilo l'ho saputo 19 anni dopo). Ma nel contempo getterebbe un'ombra sulla mia onorabilità. Molte persone mi verrebbero a chiedere se sapevo dei suoi traffici, e facilmente qualcuno finirebbe per considerarmi "amico dei pedofili" nonchè loro frequentatore (e per fortuna con questo ragazzo non scattò l'amicizia, se no magari avrei potuto magari mettere su un'impresa o un partito, e allora sì Travaglio avrebbe potuto attaccarmi in tv). Ora, che io abbia conosciuto questo ragazzo è un fatto. Che l'abbia visto una - dico una - volta allo stadio è un fatto. Da qui a legare il mio nome e la mia reputazione in qualsiasi modo alla pedofilia è qualcosa di terribilmente infamante. Che razza di società prefigura Travaglio? quella in cui ciascuno di noi prima di uscire con alcuno debba chiederne la fedina penale? No, certo. Non basterebbe. Lui vorrebbe, come nel film Minority Report, che prima di vedersi con qualcuno si andasse dai predittori per vedere se la persona con cui usciamo commetterà un reato in futuro. Siccome però io rivendico il diritto a vivere la mia vita rispondendo solo di quello che faccio io, non posso che rifiutare la logica di Travaglio.

Se poi applicassimo la logica di Travaglio a se stesso, come ha fatto D'Avanzo oggi su La Repubblica, lo stesso Travaglio ne uscirebbe male:

 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei "cuscini". Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un'ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l'avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l'albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.

Michele Aiello, ingegnere, fortunato impresario della sanità siciliana, protetto dal governatore Totò Cuffaro (che, per averlo aiutato, beccherà 5 anni in primo grado), è stato condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pippo è Giuseppe Ciuro, sottufficiale di polizia giudiziaria, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d'ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Marco è Marco Travaglio.
Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all'integrità di Marco Travaglio un'ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo?

Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un'"agenzia del risentimento" potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa ricordando, per dire, che "la mafia ha la memoria lunghissima e spesso usa le amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso" . (per leggere l'intero pezzo di D'Avanzo cliccate qui)

33
33 commenti
33
20 Mag 2008
alle 11:08

Eliko

Se fosse stato UN incontro le darei ragione, ma qui parliamo di ex soci in affari di Schifani: mi sembra quantomeno discutibile fare il paragone che lei propone, non crede? ^___^

32
16 Mag 2008
alle 16:27

liberopensiero

x francesco e Marianna: il problema sta nel come si raccontano le cose. Se io dico "Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi. Rapporti con signori che sono poi stati condannati per mafia." è insinuare. Se io invece per esempio dico:"da un'inchiesta risulta che Schifani nella sua veste di avvocato ha lavorato con Tizio. Questo Tizio, che prima risultava incensurato, è poi stato - 10 anni dopo - condannato per mafia" C'è una bella differenza. O no?

31
16 Mag 2008
alle 16:26

Marco I.

il problema quindi sarebbe che travaglio non ha sottolineato che mandalà & Co, ai tempi, erano considerati gente perbene?

lei sta dicendo falsità sapendo di dirle! non si diventa mafiosi da un giorno all'altro. per diventare pezzi grossi come Mandalà, bisogna fare decenni di carriera nella mafia(era mafioso anche ai tempi della società con schifani). e qualunque persona che vive in certi ambienti (vivo a napoli periferia) sà bene come funzionano queste cose. i mafiosi, i cammorristi, si riconoscono benissimo. se schifani non lo ha fatto, o era complice o è un inetto. in entrambi i casi è una VERGOGNA che sia diventato la seconda carica dello stato. 

vergognati liberopensiero. vergognati.

30
16 Mag 2008
alle 11:45

marianna

Le cose che dice Travaglio le hanno pubblicate 16 mesi fa Abbate e Gomez nel libro “I complici”, ma erano già state pubblicate molto prima dall’Espresso nel 2002Nel 2002 Schifani querelò l’Espresso per diffamazione. Articolo dell’Espresso di allora:http://digiland.libero.it/forum/viewtopic.php?topic_view=threads&p=3240910&t=432151 http://www.arengario.net/stam2002/stam020809.html  Da Il Nuovo Il pres. dei senatori di FI Schifani, ha deciso di presentare querela per diffamazione a mezzo stampa contro l'Espresso, per l’articolo Una vita da Schifani, dove si parla di "società con presunti uomini d'onore e usurai" e di "consulenze ricevute da comuni in odore di mafia"L'Ufficio stampa di Fi fece questo comunicato:"Un articolo completamente falso, diffamatorio, zeppo di notizie non vere, non correttamente rappresentate e lesivo dell'onorabilità umana, politica e professionale del senatore Schifani, tampa di Fi, che ricostruisce in modo fazioso scenari falsi e tendenziosi, con il chiaro intento di screditare moralmente e politicamente, in modo violento e premeditato il capogruppo di Fi al Senato. Schifani nota che il servizio  "arriva, guarda caso, a pochi giorni dall'approvazione a Palazzo Madama del ddl sul legittimo sospetto". Oltre ad aver querelato e citato per danni la testata, Schifani ha deciso di adottare lo stesso comportamento con Marco Lillo e Franco Giustolisi, i due giornalisti che hanno firmato l'articolo. Il risarcimento verrà devoluto alle Associazioni vittime della Mafia. Schifani si riserva inoltre di presentare un esposto all'Ordine dei Giornalisti nei confronti di Marco Lillo, "per avere volutamente taciuto notizie a sua conoscenza che, se pubblicate, avrebbero dato un quadro ben diverso della situazione, che invece rimane gravemente diffamatoria nei suoi confronti"  Sapete come andò a finire quella querela? La perseE ora ricomincia con Travaglio?I giudici hanno già dato torto a Schifani perché i fatti addebitati erano veri

29
16 Mag 2008
alle 10:51

Francesco

@liberopensiero (al punto 21)

Scusami ma non riesco ancora a capire:

Se Abbate nel suo libro racconta in maniera corretta, citando fatti accertati le vicende che riguardano Schifani, Nino Mandalà e Benny D'Agostino e alla fine della lettura si trae la conclusione che Schifani ha conosciuto dei mafiosi (ho letto uno stralcio da I Complici e si trae proprio quella conclusione) come mai viene accusato Travaglio di dire il falso quando espone in TV proprio quella conclusione alla quale arriverebbero tutti se leggessero il libro?

28
15 Mag 2008
alle 16:23

Alessio

cara/o a.b.

sempre come diceva Vico "corsi e ricorsi storici".

Il ministro delle pari opportunità è l'amante di Berlusconi? Può essere, ma non ve n'è certezza.

Il Presidente della Camera di alcuni anni fa, Nilde Iotti, era l'amante di Togliatti. Senza dubbi.

La differenza tra le due amanti? Che perlomeno Berlusconi le sceglie gnocche! 

27
15 Mag 2008
alle 16:04

a.b.

caro liberopensiero,

invece credo proprio che siamo caduti nella trappola dei "giochi di parole" o "parole di giochi" perchè in realtà tutto qst agitarsi sullo spaccare il capello qnd nn si hanno gli strumenti per farlo, beh, mi fa vedere le cose sotto una luce assolutamente risibile, per nn dire, tragicomica. solo che il grottesco è bello nella grande arte e nn nella cruda realtà!

torno alla mia formazione: sec. la logica (o arte del ragionare)  qnd si formano tali paradossi siamo in un circolo vizioso che nn sortisce nessun vantaggio per chi è coinvolto.

tornando al fatto: personalmente, sono contro ogni forma di  mitizzazione, o culto della persona tant'è che aborro tutte le volte che sento dire che viene disseppellito qualche santo da venerare. semplicemente, incomincio a grattarmi dappertutto; pensi un po' lei come sono allegica al fanatismo. ma va dato a cesare quel che è di cesare, perdiana. e allora le dico: nn credo alla perfezione, né all'infallibilità, né tantomeno alla purezza nel senso cattolico del termine (...) ciononostante, da cittadino pretendo che esista una deontologia professionale da rispettare e tale per cui più si sale nei gradini di autorità istituzionale, più le responsabilità morali crescono (e nn solo quelle, almeno in linea di principio). è tutto un fatto di proporzione. condivido pertanto la visione di marco travaglio (e in toto) sec. il quale, a meno che la mente nn sia offuscata gravemente, è evidente lo stato di parabola discendente in cui  versiamo (da einaudi a schifani il salto nel baratro è palese a chi ha confidenza con la storia della civiltà). mi permetta, per davvero concludere, una battutaccia un po' volgarotta (che ci sta tanto bene dati tempi di corruzione alle stelle), una battutaccia sul neo ministro delle pari opportunità: quale è la biografia di sta gnocca passata ieri sera a striscia la notizia a fare la soubrette con passi da danza assai discutibili (era tutto un aprir di gambe e sbattere di qua e di là misconoscendo qualsiasi differenza fra l'endhors e uan prima posizione-termini tecnici-mi scusi)? a me quella mi pare più l'amante del berlusca (vedi, lettera di veronica su repubblica....) che una vocata a cariche istituzionali. de gustibus, potremmo concludere. e qualcuno potrebbe dirmi: che parole! che allusioni! oh, che dice mai?!!!!che schifezza di ipotesi contro una sì importante carica dello stato! ma se è qst il livello, caro mio, io nn ho nessun problema a dissociarmene e a trattarlo come esso si presenta ai miei occhi nn rovesciati dall'ignoranza. aveva proprio ragione il buon vecchio vico con i suoi cicli e ricicli della storia (riconoscibili solo a patto che si conosca la storia, però!)

 da "de antiquissima italiorum sapientia" di vico:

l'uomo, per l'indiffinita natura della mante umana, ove questa si rovesci nell'ignoranza, egli fa sé regola dell'universo. 

con grande tristezza per le generazioni a venire,

a.b. 

26
15 Mag 2008
alle 09:31

liberopensiero

x Marco I che mi chiede "mai venuto in mente che oltre alle responsabilità penali, esistano responsabilità politiche e morali?".

Giusto. Infatti io Schifani non l'ho votato perchè non incontra le mie preferenze morali e politiche. Da qui a dargli dell'amico dei mafiosi ce ne passa. Inviterei piuttosto a fare il conto delle responsabilità politiche e morali di Travaglio nel coinvolgere la seconda carica dello Stato in una vicenda di mafia senza lo straccio di una prova o di una sentenza. Che razza di moralità mi rappresenta un giornalista che dice in tv, di fronte a milioni di spettatori che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi (invece di dire che ha avuto amicizie con chi solo dopo anni si è rivelato essere mafioso). Questa è assenza di moralità, poichè si imbroglia il telespettatore. E lo dico da ammiratore di diverse performance di Travaglio. Non lo considero un nemico. Solo che a volte sbaglia, ed è giusto criticarlo quando lo fa. Senza veleno, senza rabbia, ma - come direbbe Veltroni - con grande pacatezza. 

25
14 Mag 2008
alle 21:37

Francesco

In effetti se i giornali avessero riportato una biografia dettagliata del passato di Schifani senza omettere le conoscenze che ha avuto, riportando anche le corrette informazioni descritte da Abbate nel suo libro (che non possono essere ignorate) probabilmente non ci sarebbe stata tutta questa polemica. Poi magari qualcuno la sollevava comunque, ma sarebbe sfumata subito perché sarebbe stato tutto scritto nero su bianco, ben spiegato no?

E allora perché i giornali hanno taciuto?

Una spiegazione che mi do è che queste informazioni se divulgate avrebbero creato imbarazzo, minato il clima politico e qualcuno avrebbe potuto sospettare che Schifani sia mafioso (ma, come detto prima, se tutto viene riportato in maniera corretta non avrebbe nulla da temere; o no? ecco perché mi vengono i dubbi...)

Allora faccio due riflessioni:

1. Ai giornalisti non deve importare niente del clima politico, devono dare la notizia e basta, senza censure o autocensure.

2. In nessuna democrazia il passato della seconda carica istituzionale deve creare imbarazzo o dubbi su discutibili conoscenze.

Per quanto riguarda Travaglio, egli può anche aver fatto insinuazioni su Schifani e detto molte inesattezze su altro, può essere antipatico, in malafede ecc... non mi interessa non sono un "travaglino", ma rimane il fatto che egli è l'unico che ha posto il problema di come è strutturato il mondo dell'informazione in Italia e, vista anche la reazione di questi giorni, penso che abbia perfettamente ragione. E una volta tanto bisognerebbe concentrarsi e discutere sul problema e non su chi l'ha posto.

24
14 Mag 2008
alle 21:19

Marco I

in merito al commento 22.

scusa, da dove hai tirato fuori il suo curriculum? antimafia? leggiti "i complici" di lirio abbate.

e riguardo al curatore di questo blog:

mai venuto in mente che oltre alle responsabilità penali, esistano responsabilità politiche e morali?

sarei curioso di sapere cosa ne pensa in merito a questa mia domanda.

la ringrazio anticipatamente.

 

23
14 Mag 2008
alle 18:21

fperson

A me non me ne fotte niente di Travaglio o di Schifani. Io voglio essere informato da Travaglio e da Belpietro,  da  D'Avanzo  e  da  Feltri,  da  Veneziani e da  Grillo. Poi le conclusioni  le trarrà liberamente  ciascuno di noi

Lo scandalo non è quello che dice l'uno o l'altro, ma che di certi  argomenti non se ne possa parlare in TV.  Con  un terzo dell'Italia in mano alla malavita occorre capire se esiste e quanto è radicata la collusione tra politica e poteri criminali, tra politica e poteri economici. Dovrebbe essere un'istanza di tutti, di destra e di  sinistra.  Questi  argomenti sono tabù e poi sono invece dedicate centinaia di serate ad approfondire il delitto di Cogne.

Ma pensate che sia tutto casuale ? Ma non vi sentite presi in giro, trattati da minorati mentali ? Ma che senso ha scannarci tra destrorsi e sinistrorsi quando come cittadini, come utenti dell'informazione viviamo nel terzo mondo  ? Ma non vi rendete conto che chi detiene il potere mediatico sta ridendo divertito dei nostri isterismi e delle nostre sterili polemiche ?

Concludo: il problema non è parteggiare per Travaglio o Schifani, il problema è la LIBERTA' DI INFORMAZIONE.

22
14 Mag 2008
alle 17:08

Alessio

Per completezza a quello che ha scritto liberopensiero. Travaglio, al momento della nomina di Alfano a Ministro della Giustizia, ha affermato: "Quello lì è un incompetente in materia giuridica". Punto. La verità!

Alfano, infatti, è laureato in giurisprudenza, fa l'avvocato, è ricercatore e docente universitario nella facoltà di giurisprudenza ed è considerato, anche da giudici e politici di sinistra, uno dei più fieri personaggi antimafia italiani. Ma per Travaglio, uno con un simile curriculum, è solo un incompetente. E il bello è che i travaglini ci hanno creduto senza battere ciglio. 

21
14 Mag 2008
alle 16:56

liberopensiero

Caro Francesco, Schifani non ha querelato Abbate probabilmente perchè il giornalista sotto scorta ha riportato le cose in maniera corretta. Non credo abbia scritto che "Schifani era mafioso, nè che "Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi." 

La denuncia uno la fa in caso di falso. Come Facci scrive: Travaglio ha scritto balle contro Mediaset e Fedele Confalonieri: condannato, ma non lo sa nessuno. Ha scritto balle contro Cesare Previti: condannato, ma non lo sa nessuno. E pochi sanno degli errori materiali (chiedete a Giuseppe Ayala) e pochi sanno dei casi di omonimia di cui ha dovuto scusarsi (chiedete a Pierferdinando Casini, Giuseppe Fallica e Antonio Socci) e pochi sanno soprattutto delle tantissime sciocchezze e omissioni che nessuno sta neppure a smentire.

Travaglio è bravo, ma non infallibile. Esattamente come me, e voi che leggete. Non fatene un Dio che non si può criticare. Travaglio sbaglia, come tutti. Chi non accetta questo, è un fanatico.

20
14 Mag 2008
alle 16:56

Alessio

p.s. per spiegare meglio il concetto della differenza tra Travaglio e Abbate. Se io racconto la storia di un personaggio, in un libro, allora cito qua e là tutti coloro che hanno avuto a che fare con lui. Magari spiegando nel dettaglio come sono avvenuti i fatti, magari dedicando solo mezza pagina su una frequentazione del personaggio. Lo faccio per completezza dell'informazione e basta. Se, però, poi da tutto il libro tu mi estrapoli solo un paio di frasi prese proprio in quella mezza pagina, fuori dal contesto e omettendo alcuni fatti, allora fai tutt'altro da quello che ho fatto io. O no?

19
14 Mag 2008
alle 16:52

Alessio

Beh, io credo che in parte tu abbia ragione. Non perdo tempo a querelare un giornalista che venderà qualche migliaio di copie, mentre mi rompe le palle uno che spiattella i fatti miei davanti a milioni di telespettatori. Ma c'è dell'altro. Abbate, nel suo libro, riporta con precisione date e fatti, mentre Travaglio ha estrapolato solo un sunto molto lacunoso. Per esempio, sul libro si capiscono i periodi storici in cui Schifani frequentava i due simpatici ragazzacci, mentre Travaglio non ha evidenziato la lontananza tra la frequentazione e la mafiosità dei due. Diciamo che il libro racconta i fatti, Travaglio li interpreta raccontandone una parte.

Io non difendo Schifani. Ma, per quel che mi riguarda non difenderei mai un politico (di dx o di sx) eletto in meridione. Anzi, non ne vorrei proprio in parlamento. Non per razzismo, ma perché è praticamente impossibile che un amministratore pubblico di alcune regioni non abbia, volente o nolente, avuto rapporti con personaggi legati alla criminalità organizzata. O si dubita di tutti o di nessuno. E' questo il problema di Travaglio e soci.. puntano il dito sempre contro i soliti, come se il resto del mondo fosse onesto. 

18
14 Mag 2008
alle 16:44

Francesco

Alessio grazie per la risposta, sei stato molto chiaro, anche se continuo a restare del parere che Schifani avrebbe dovuto dare una spiegazione senza avere paura delle interpretazioni (il silenzio non fa che aumentare i dubbi).

Però c'è ancora una cosa che non comprendo: Travaglio ha riportato quanto scritto tempo prima da Lirio Abbate nel libro "I Complici". Come mai molti politici e se la prendono con il giornalista che è andato in TV a parlarne (citando la fonte) e contemporaneamente lodano Abbate come coraggioso giornalista d'inchiesta (e per questo minacciato) senza dire che quello che ha scritto su Schifani è aria fritta? E perchè Schifani non ha querelato Abbate quando è uscito il libro? Dopotutto anche al lettore può venire il dubbio che Schifani sia mafioso...

Sembra quasi che il problema sia il mezzo con il quale uno espone dei fatti. Se lo scrivi va bene, come dire "tanto in Italia sono pochi quelli che leggono" mentre se lo dici in televisione succede un putiferio. Non ha senso

17
14 Mag 2008
alle 16:26

Alberto

Ma dove la trova Alessio tutta la passione per difendere uno personaggio come Schifani ? Schifani è indifendibile come tutta la classe politica siciliana (tradizionalmente Democristiana e poi Forzista) che dal dopoguerra a oggi, ha allegramente intrattenuto rapporti più o meno penalmente rilevanti con la feccia mafiosa che controlla l'isola. Il problema è che la nuova maggioranza parlamentare ha commesso un errore incredibile nel votare un personaggio come Schifani per la seconda carica istituzionale del paese esponendosi a inevitabili critiche e indignazioni. Ormai l'errore è stato fatto e risultano patetici i tentativi dei poveri elettori del centrodestra di difendere personaggi come Schifani. Saluti, Alberto.

16
14 Mag 2008
alle 15:32

Alessio

Francesco, forse il concetto non è ben chiaro. Renato Schifani è stato convocato anni fa dalla magistratura che indagava su Mandalà e D'Agostino. In quell'occasione, rispondendo alle domande dei magistrati, Schifani ha chiarito i suoi rapporti con i due mafiosi. Dalle indagini svolte e dalle dichiarazioni di Schifani la magistratura ha ritenuto di non dover iscrivere Schifani nel registro degli indagati. Né per i rapporti avuti nel '79, né per quelli dei primi anni '90. Quindi, secondo coloro che Travaglio & co. reputano i portatori della verità, cioé i giudici, non vi è nulla di penalmente rilevante nel passato di Schifani, in rapporto ai due mafiosi. Visto che l'accusa di concorso esterno alla mafia è molto aleatoria e si può basare sulla semplice conoscenza, il fatto che non sia stata mossa a Schifani significa che lui non ha un cazzo a che fare con l'attività mafiosa dei due signori.

Questo significa che il rapporto tra Schifani e i due mafiosi NON è una notizia. Questo significa che Schifani ha chiarito tutto con la magistratura. Non deve nulla a noi cittadini, anche perché parlasse ripeterebbe solo quello già detto ai giudici. Con una differenza di fondo. Che i giudici, indagando, hanno le nozioni per dare o meno credito alle parole di Schifani. Noi cittadini le dovremmo accettare in quanto tali. E, conoscendo i forcaioli amici di Travaglio, tutti quelli che qui danno del mafioso a Schifani non cambierebbero idea. Dicendo che racconta cazzate!

O mi sbaglio?

Travaglio è molto bravo. E' riuscito a far passare il concetto che Schifani è un mafioso senza dirlo. Verrà assolto dal giudice per diffamazione. Lui non ha mai detto che Schifani è mafioso. Ha solo messo in moto il meccanismo, che lui ben conosce, del tarlo. Tarlo che ha contagiato molti. Peccato che sia un tarlo basato sul nulla assoluto! 

15
14 Mag 2008
alle 15:10

Francesco

@Alessio

Se la questione è così limpida e trasparente come mai Schifani non lo ha chiarito al tg, liquidando tutto con un no comment?

Forse non deve niente a Travaglio ma lo deve a noi cittadini

14
14 Mag 2008
alle 14:56

Eleonora

Travaglio non applica il travaglismo a se stesso perchè è un giornalista. Non è nè il presidente del senato nè un politcio. Non è lui che deve scegliere il meglio per me cittadino!!

Leggete qua sotto! vi pare possibile??..la notizia l'ho appresa ieri dall'intervento di Marco Travaglio al teatro Dal Verme..perchè alla televisione non ne hanno parlato??..

Prestito ad Alitalia, Ballabio (Telethon): soldi sottratti alla ricerca, così bruciamo il futuro Lo scienziato: «Perchè toglierci quei fondi? Non si capisce che in questo modo non rilanceremo mai la competitività e lo sviluppo»

NAPOLI - «Così bruciamo il nostro futuro».
È epigrafico, suo malgrado, Andrea Ballabio, direttore dell’Istituto Telethon di genetica e medicina di Napoli. Lo scienziato è amareggiato e non poco: ha appena appreso dai giornali del prestito-ponte del governo per Alitalia (300 milioni). «Quei soldi - dice - sono stati distratti dalla ricerca scientifica. Che si conferma sempre in coda ai pensieri della politica».
 Quindi grazie Travaglio!!! Non smettere di raccontare!!!

 

13
14 Mag 2008
alle 14:30

liberopensiero

Gentile ab,

spero di non essere caduto nella confusione linguistica che mi addebita. Ma mi pare che se Travaglio dica che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi (invece di dire che ha avuto amicizie con chi solo dopo si è rivelato mafioso) giochi con le parole. Non solo. Finchè Travaglio fa le liste dei condannati (in via definitiva, non quelli in primo grado) a me va bene, ma quando fa le liste degli innocenti, questo non mi pare giusto. Se Schifani non è stato condannato dai giudici per quelle amicizie, perchè deve farlo Travaglio? forse considera quei giudici corrotti o incapaci?

Quello che non mi piace comunque, in generale, è l'attacco personale invece che politico. Perchè non si attacca Schifani per le sue idee invece che direttamente la sua persona? 

Ripeto: finchè Travaglio attacca qualcuno per quello che dice o fa politicamente, a me va bene. Quando si cerca però di infangare la reputazione di qualcuno, va meno bene. Perchè di reputazione come di faccia ce n'è una. E io non credo che sia giusto sfigurare gli altri in base a supposizioni.

12
14 Mag 2008
alle 13:28

Lara

Beh d'altronde finchè ci saranno coloro che fanno le leggi a proteggere Schifani, togliendo magistrati scomodi dai processi e rendendo impossibile processare le persone per i reati da loro commessi... certo che i mafiosi non verranno mai condannati!

Ma certo, noi siamo dei poveri coglioni, la maggior parte degli italiani è molto intelligente invece a farsi governare e mangiare i soldi da CONDANNATI e indagati per reati che non arrivano solo alla corruzione ma estorsione mafiosa (controllate bene, perchè gente come dell'Utri non è andata ad una partita allo stadio coi mafiosi, è andata ad estorcerci denaro insieme!)..

Ma d'altronde gente come Berlusconi è talmente ricca che quale bisogno avrebbe di rubare i vostri soldi e impegnarsi a fare il Presidente del Consiglio?

Ma ovvio, niente, se non che prima di arrivare al governo era indebitato fino al collo e che è proprio grazie all'immunità parlamentare se non è andato dentro per tutte le porcate che ha fatto...

Fa bene Santoro quando dice si si hai ragione Sgarbi, perchè è così che bisogna fare con voi, non c'è bisogno di alterarsi... avete ragione, siete dei geni... ma i frutti del vostro genio folle li vedremo quando la situazione imploderà da sola, perchè prima o poi avverrà, mangeranno tutti (anche la sinistra ovviamente, ci sono delinquenti e criminali anche in buona parte di essa, asservita appunto anch'essa alla logica della corruzione e della manipolazione) e talmente tanto che per noi comuni mortali non resterà più niente e allora piangeremo...  

11
14 Mag 2008
alle 12:58

Alessio

p.s. Schifani ha già reso conto delle sue frequentazioni. Lo ha fatto davanti a un magistrato. Che ha deciso che le giustificazioni fossero valide, visto che non è stato mai accusato di nulla dalla Legge italiana. A Travaglio e soci Schifani non deve un benemerito cazzo!

10
14 Mag 2008
alle 12:56

Alessio

1. Schifani diventa socio d'affari di Mandalà e D'Agostino nel '79

2. Schifani lascia la società nel 1980

3. Nel 1997/98 Mandalà e D'Agostino vengono arrestati per mafia

4. La polizia e la magistratura concludono le indagini condannando i due perché, dagli anni '80, sono collusi uno e capo l'altro con la mafia

5. Fino ai primi anni '80 Mandalà e D'Agostino sono due semplici imprenditori, incensurati e, secondo i giudici (che Travaglio & soci tanto amano), non collusi

6. Negli anni '90 Schifani, per lavoro, fa consulenze a diversi comuni siciliani, essendo lui siciliano e vivendo lì

7. Tra le decine di comuni vi è anche Villabate

8. Solo successivamente alle consulenze si scopre che il Comune è colluso con il boss mafioso

 

Questi sono i fatti. Puri e semplici. Come, da questi fatti, Travaglio possa insinuare vicinanze mafiose di Schifani e come, da questi fatti, molte teste poco pensanti possano accusare Schifani di essere mafioso non è comprensibile.

Per Alberto: a me scandalizza vivere in un Paese dove un uomo viene processato e condannato in piazza, quando la magistratura non ha trovato nulla di penalmente rilevante contro di lui. Quindi, dire che Schifani è mafioso, come fai tu, è degno di una dittatura, non di una democrazia. Travaglio e soci fanno solo della pura e semplice propaganda demagogica... e decine di migliaia di coglioni credono loro! Per fortuna, come si è visto, sono una minima parte della popolazione. 

9
14 Mag 2008
alle 12:46

franco P

Ma che vuol dire?? Schifani deve rendere conto delle sue amicizie perchè le aveva quando era grande e vaccinato e....soprattutto... perchè ora è la seconda carica dello stato!!!!!!

8
14 Mag 2008
alle 12:28

Fabio A.

Ma chi critica Travaglio per le dichiarazioni su Schifani, il libro di Lirio Abbate dal quale Travaglio ha tratto quella citazione l'ha letto? Ci sono pagine e pagine di intercettazioni e dichiarazioni di pentiti nelle quali figura il nome di Schifani, ed oltretutto Schifani non è semplicemente andato ad una partita di pallone con un malvivente, ma era socio in affare di una persona poi riconosciuta come Boss di Villabate e condannato per mafia!

 

Cioè, socio in affari. E' chiaro questo? E boss non si diventa il giorno in cui si viene condannati per mafia. 

7
14 Mag 2008
alle 11:30

Emanuele

Come fatto notare da molti le "casualità" nel caso di Schifani sono molte. Mandalà poi non è un "pesce piccolo" e nell'ambiente siciliano scambiare un boss per un semplice cittadino non è certo sinonimo di intelligenza. Inoltre se Travaglio diventasse presidente del senato vorrei che qualcuno mi facesse notare le sue "amicizie" (poi lui magari spieghi)... insomma Marco ha fatto BENISSIMO a parlare delle amicizie strane di Schifani, D'Avanzo e gli altri fanno invece la parte delle 3 scimmiette: è giornalismo questo?

6
14 Mag 2008
alle 11:01

Francesco

Il fatto è che non dovrebbe essere Travaglio a fare certe "rivelazioni", dovrebbero essere i giornali a parlarne e invece non lo fanno per paura di minare il clima politico. I giornalisti dovrebbero essere indipendenti. Il giornalista scrive o parla di un fatto vero che riguarda un personaggio di pubblico rilievo? Bene, il personaggio in questione spiegherà le sue ragioni mediante i mezzi di informazione. Semplice, ma in Italia forse semplice non è.

Citando il suo esempio, se si dice in TV che un politico è stato una volta amico di una persona arrestata successivamente per pedofilia si dovrebbe essere liberi di dirlo (se ovviamente la frequentazione è un fatto accertato) ma poi il politico ha il diritto/dovere di spiegare la sua versione per sfatare ogni ombra e la gente trarrà le conclusioni.

5
14 Mag 2008
alle 10:54

fperson

Trovo del tutto irrilevante cosa guadagna  Travaglio, Grillo o Fo. A me interessa cosa dicono e li giudico  per quello che dicono. Questo mi sembra  un  pregiudizio  vetero-comunista (mi ricorda l'diozia: è falso quanto dice monsieur Dubois, non perchè sia falso, ma perchè l'ha detto Monsieur Dubois).   

Il ragionamento di D'Avanzo mi sembra furbesco. E' vero che quella società era stata fatta 20 anni prima, ma lo stesso boss, entrato poi in Forza Italia (secondo caso), diventato sindaco aveva dato un incarico a Schifani  (terzo caso)  su sollecitazione  dell' on.  La Loggia (quarto caso) con motivazioni molto discutibili (quinto caso).  Ovviamente uno è poi libero di addebitare al caso anche l'11 settembe.

Anche il ragionamento di LiberoPensiero non mi convince. E' scontato che a tutti è capitato di andare allo stadio con un coetaneo che poi è stato condannato per pedofilia o per truffa. Ma a Palermo un ragazzino di media intelligenza sa perfettamente distinguere il mafioso dal non mafioso. E' condizione di sopravvivenza. Ad esempio potrebbe costargli caro sfottere per le orecchie a sventola un amico  che risultasse poi figlio di un boss. In questo contesto ho difficoltà a credere che  Cuffaro  Schifani Dell'Utri possano aver  avuto contatti  con i vertici  di "Cosa  Nostra" senza rendersi  conto del ruolo degli interlocutori. Per crederci dovrei dubitare della loro intelligenza. Non mi permetterei mai.

A Travaglio contesto di forzare le conclusioni. A lui il compito di raccontare. A me (in quanto lettore) il compito di trarne le conseguenze.

4
14 Mag 2008
alle 10:53

Alberto

Ma la parte veramente "sana" della società sarebbe new italy net ? siamo messi male. Io faccio parte della minoranza di persone che si indigna quando viene eletto un mafioso alla seconda istituzione del paese, non sono assolutamente "buonista" e tantomeno ho un cospicuo conto in banca. Il problema sta proprio nel fatto che siamo talmente abituati ad essere governati da ladri e mafiosi che sono in pochi, ormai ad indignarsi. Saluti,

Alberto. 

3
14 Mag 2008
alle 10:36

a.b.

gentile davide romano,

la sua lettera è frutto dei tempi di perversione logica: come arrampicarsi sugli specchi per rigirare la solita frittata. per brevità di tempo e spazio, sarò lapidaria, vale a dire, essenziale. in qust scritto lei applica il principio di "analogia" a campi diversi che, di fatto, nn sono paragonabili. ha cioè creduto di capire il ragionamento del giornalista incriminato e quindi lo applica indistintamente ad altri contesti. qst applicazione nn è considerata corretta in logica. allora dovremmo decidere se conviene vivere in un mondo di confusione linguistica dove le opinioni hanno lo stesso peso delle teorie, oppure cominciare a distinguere i fatti dalle ipotesi secondo le leggi appunto della logica (e nn del politico di turno).

in attesa di una risposta,

a.b.

 

2
14 Mag 2008
alle 10:25

darmix

e perché non lo applica qualche volta (non dico sempre) a, per es., bassolino vs bassolino = governatore della regione campania parte civile contro se stesso nel processo in corso?

1
14 Mag 2008
alle 09:53

New Italy Net

A proposito di Travaglio:

L'industria della coscienza …

Ma chi fa parte dell'industria della coscienza? Chi oltre all'attuale e ben nota leadership politica di sinistra - i noti Piero Fassino, Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro - ne fa parte? Ecco alcuni nomi illustri: Beppe Grillo, Roberto Benigni, Dario Fo, Marco Travaglio, Michele Santoro, Gino Strada, Nanni Moretti e tanti altri come loro che da sempre si adoperano incessantemente a tenere ben sveglie le coscienze altrui e ben alti i propri profitti grazie al sentimento spinto di matrice sinistra. Già, perché sono migliaia i cultori dell'ideologia buonista ancora attivi, e hanno tutti - salvo qualche rarissima eccezione - un denominatore comune: un cospicuo conto in banca. E così fu che la cosiddetta elite della coscienza si inventò paladina dei poveri, per poi in seguito spacciarsi per la parte migliore del paese, la parte più buona, quella sana …

http://new-italy.net/i-falsi-profeti/industria-della-coscienza/

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