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Proposta per aumentare gli stipendi, a costo zero.

Davide Romano avatar Venerdì 11 Luglio 2008, 04:38 in Riflessioni tra me e il Web di Davide Romano
L’inflazione si sta letteralmente mangiando gli stipendi dei lavoratori. Ogni mese i dati dell’ISTAT certificano una situazione di sempre maggiore povertà degli italiani, che infatti ricorrono sempre di più ai prestiti da parte delle finanziarie. Le soluzioni? Per ora le colpe vengono rimbalzate tra destra e sinistra, ma di proposte concrete all’orizzonte se ne vedono poche. In molti si sono invece dimenticati che una delle cause per cui gli stipendi sono così bassi è il fatto che i tanti – troppi – accordi nazionali non sono ancora stati chiusi. Ormai più della metà dei lavoratori in Italia ha il contratto scaduto, una vera piaga che contribuisce all’impoverimento della società. Se solo aziende e sindacati si accordassero sul rinnovo dei contratti, almeno una decina di milioni di lavoratori vedrebbe le proprie buste paga crescere. Non è qui il caso di distribuire colpe tra aziende e sindacati, è invece doveroso trovare soluzioni rapide a questo problema che si trascina da troppo tempo.

Per questo lancio una proposta ai nostri parlamentari, che spero divenga bipartisan, per un intervento del governo. Non chiedo soldi (che non ci sono) da distribuire ai lavoratori, sarebbe dal punto di vista economico controproducente, oltre che antistorico. Credo invece che se l’esecutivo - magari anche con il sostegno dell’opposizione - si impegnasse a tassare solo
per il 50% (o a non farlo del tutto) gli aumenti che le parti sociali dovessero firmare entro il 31 dicembre del 2008, questo sì potrebbe avere un effetto assai positivo sulle tasche degli italiani. E’ evidente che oggi non esistono sufficienti incentivi a firmare i contratti velocemente. Con questa detassazione invece, si stimolerebbero sia le aziende che i sindacati a correre a firmare i contratti entro i prossimi 5 mesi. Così come facciamo noi consumatori quando ci sono le “offerte speciali” limitate nel tempo. Entrambe +le parti saprebbero così che in caso di mancata firma rischierebbero di perdere un’occasione irripetibile. La misura sarebbe peraltro a costo zero, poiché Tremonti non dovrebbe sborsare un euro. Certo, il governo rinuncerebbe al 50% delle tasse sugli aumenti salariali. Ma del resto se tali contratti non vengono firmati, la prospettiva di incasso è comunque pari a zero. Meglio il 50% di niente, insomma. Inoltre con più soldi in tasca, i lavoratori rilancerebbero i consumi, con un effetto positivo per tutta l’economia del paese.

Se poi questo meccanismo dovesse funzionare si potrebbe anche pensare di renderlo definitivo, per tutti. Per esempio prevedendo per il futuro la detassazione parziale di tutti gli aumenti contrattuali firmati entro sei mesi dalla scadenza dei precedenti contratti. Il pericolo di vedere i lavoratori italiani tra i più poveri rispetto ai colleghi europei è ormai una certezza, più che una prospettiva. E peggio di un paese povero, c’è solo un paese che si è impoverito.

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5 commenti
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12 Lug 2008
alle 16:53

mauromauro

daccordo con il tuo articolo mi sembra una proposta realizzabile che salvaguarda l'autonomia contrattuale

http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/ 

4
11 Lug 2008
alle 12:04

fv

leggo l'articolo ed i commenti mentre ho iniziato la metabolizzazione del budget 09 di una piccola azienda, 50 persone. sono agli inizi del percorso e sto iniziando le conversazioni con ciascuna risorsa: mancano i soldi, ma la competitività?, mancano soldi, ma straordinari senza tasse, mancano soldi, un premio all'obiettivo con poche tasse?, mancano soldi. fatica, fatica, fatica. se si parla in generale si arriva a poco, e già tanto se su dieci almeno uno ti dice: allora se faccio quanto concordato siamo contenti in due, ma se faccio di più cosa c'è per me. una sana discussione di interessa senza intoppi. Utopia? Continuo faticosamente. accedo a tocqueville nelle pause del percorso difficile di arrivare al bilancio al 31/12/2009, con i piedi e la testa nell'acqua di luglio 2008. Bello pensare che il governo possa incidere in positivo. Mi basterebbe che invece di uno su dieci riuscissi ad arrivare a due su dieci. Chiudo l'accesso e prendo in considerazione un altro piccolo reparto formato da una persona e mezza: chssà se mi fanno entrare nelle loro attività oppure stanno nascosti, nascosti.

3
11 Lug 2008
alle 11:44

giancarlo

LIBERTY vai ad abitare in colombia se vuoi la totale svendita dello stato, dei diritti,delle risorse naturali, artistiche, del lavoro  dei sindacati e dell' informazione... li i sindacalisti li uccidono, ti troveresti bene con il tuo amico Uribe, anche loro sono servi del padrone.

Il neo liberismo caro già puzza di cadavere... guarda in sudamerica... non puo funzionare  un sistema che affama 2 terzi del pianeta.

2
11 Lug 2008
alle 11:09

Lamiadestra

Non sarebbe "a costo zero" perché l'aumento di stipendi non comparirebbe dal nulla, dato che le aziende non trasformano aria in denaro contante. Verosimilmente, sarebbero sottratti ai profitti aziendali, soggetti a tassazione, quindi qualche danno per l'erario ci sarebbe, seppur modesto. Per non parlare del fatto che si introdurrebbe una pesante distorsione nel sistema fiscale, a danno soprattutto di eventuali sfortunate categorie di lavoratori che hanno rinnovato da poco il contratto. E, se protratto nel tempo, questo sistema finirebbe per creare un sistema fiscale complicatissimo, con una pletora di aliquote, che inevitabilmente diventerebbero sempre più elevate al crescere dell'incidenza degli aumenti cumulati rispetto al totale degli stipendi.

1
11 Lug 2008
alle 10:54

libertyfighter

Potrebbe funzionare come misura tampone. Nel lungo periodo vedo con più favore la liberalizzazione del mercato del lavoro, l'incentivo al lavoro autonomo e l'eliminazione fisica dei sindacati.

Perché c'è un problema non secondario che nessuno valuta. In Italia siamo tutti a parteggiare per il lavoro dipendente. Principalmente perché non potendo evadere stanno più simpatici al governo. Però i bassi salari del lavoro dipendente derivano dagli scarsi incentivi che questo stato da, verso il lavoro autonomo. In tal modo aumenta l'offerta di lavoratori dipendenti e si riduce la loro paga.

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