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Sanità: i furti non sono il problema, lo sono le regole.

Davide Romano avatar Giovedì 17 Luglio 2008, 08:58 in Current Affairs di Davide Romano

Approfittando del caso Del Turco, vorrei invitare a fare una riflessione. Perchè invece di scandalizzarci contro le ruberie del politico indagato di turno, non ci arrabbiamo contro chi permette che tali furti avvengano? Ogni anno (o più volte l'anno) scoppia un caso-Sanità. Ogni volta ci si scandalizza, si sbatte dentro qualche politico, e si pensa che poi sia tutto a posto. Non prendiamoci in giro. Sono le regole che vanno cambiate. Bisogna colpire il punto debole del sistema con la matematica. Tutto il sistema sanitario delle Regioni si basa sui rimborsi. Un tot per ogni tipo di operazione. Quindi ogni intervento (o degenza) deve essere registrato se le strutture sanitarie vogliono ottenere il (tanto desiderato) rimborso.

Visto che ogni intervento è registrato, e i dati sono certi, usiamo la statistica. Lo insegna anche il telefilm americano Numb3rs...

Facciamo un esempio pratico: se negli ospedali lombardi un posto letto costa 455 euro al giorno mentre al San Camillo di Roma 897, ci vuole un genio per capire che qualcosa non torna? Se i parti cesarei sono il 23% in Alto Adige e il 59% in Campania ci sarà un motivo? Se chirurgia vascolare a Catanzaro viene tenuto in vita anche se in un anno occupa il 4% dei posti letto, chi paga?

Di fronte a statistiche del genere, c'è poco da fare. E' la classe politica a dover agire, e la stampa e l'opinione pubblica a doverli incalzare. Se si impiegasse il 10% del tempo "sprecato" dietro a Del Turco o all'indagato di turno per chiedere un sistema che punisca le Regioni che sforano i costi normali, non ci sarebbero buchi nella Sanità. E magari ci sarebbero i soldi per l'assistenza domiciliare agli invalidi o per assistere chi è davvero malato.  

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4 commenti
4
22 Lug 2008
alle 14:46

marco I

sono d'accordo in questo articolo di liberopensiero.

e l'idea di roberto73 è molto valida.

fperson: i pochi commenti sono un buon segno, non cè nulla da aggiungere perchè mi sembra una cosa molto giusta ;)

3
17 Lug 2008
alle 18:22

Roberto 73

Premesso che di sanità non ne so molto, non sarebbe sufficiente inserire una regoletta con la quale si dice che il rimborso massimo che le regioni possono erogare per una prestazione non può essere superiore al rimborso minimo riscontrato per la stessa prestazione paragonando tutte le regioni?

Per essere più chiaro: se per un operazione di rimozione delle tonsille il rimborso più basso confrontando tutte le regioni è di 1000 Euro in Lombardia (cifra sparata a caso) tutte le altre regioni dovranno adeguarsi, di conseguenza anche gli ospedali non potranno chiedere di più.

Naturalmente sarà necessario anche pensare ad un sistema incentivante per gli ospedali per favorire la discesa dei prezzi in modo tale che non si venga a creare un cartello fra gli ospedali per tenere artificialmente alto il prezzo.

2
17 Lug 2008
alle 17:56

miller

quello del controllo dei costi è un falso problema, la vera ragione è l'accreditamento, invece di stabilire per legge e senza deroghe come deve essere una struttura per essere accreditata ovvero di quali servizi e quali specialità mediche la struttura deve essere dotata per poter accedere ai rimborsi si accreditano strutture che hanno solo le specialità redditizie, basta normare che per aver diritto all'accreditamento bisogna avere: pronto soccorso 24 h, rianimazione e la metà delle strutture attualmente accreditate non potrebbero esercitare, è ridicolo ed ingiusto pagare un intervento di appendicite allo stesso prezzo sia che la struttura sia dotata di rianimazione che non ne sia in possesso. Strutture accreditate private con servizio di cardiochirurgia se ne trovano poche al contrario di quelle pubbliche che sono tenute per legge a garantire certi servizi. 

1
17 Lug 2008
alle 12:57

fperson

Quando c'era da schierarsi pro o contro Berlusconi i commenti si sprecavano. Ora che LiberoPensiero pone un problema enorme "il controllo dei costi dei servizi pubblici" nessuno ha qualcosa da  aggiungere.

La matematica non è di destra e nemmeno di sinistra . La matematica  può suggerire ragionamenti, non certo stimolare passioni. Evidentemente gli Italiani preferiscono le passioni ai ragionamenti.

Come cittadino la prima domanda che devo farmi è se i servizi che lo Stato e gli altri enti pubblici mi elargiscono hanno costi equi.  I costi possono lievitare  per mille ragioni. Per effetto della corruzione che non può non suscitare indignazione. Ma anche per effetto dell'inefficienza e della disorganizzazione (in tal caso non c'è magistratura che possa intervenire).

Il ricavato della corruzione può essere usato dal politico per andare in vacanza ai Caraibi o per finanziare il consenso di cui necessita per conservare il potere.
Ma per finanziare il proprio consenso il politico ha altre vie che nessun giudice riuscirà mai a perseguire. Ad esempio sprecando il denaro pubblico in assunzioni clientelari.

La soluzione sta ovviamente nelle regole anche se ho molti dubbi sulla volontà della destra e della sinistra di affrontare rigorosamente questo problema. I politici non hanno alcun interesse ad auto-limitarsi ed auto-regolamentarsi.  La pubblica opinione  ha dimostrato ampiamente di preferire i Cirino Pomicino ai La Malfa e ai Malagodi. Evidentemente l'elettore di Catanzaro apprezza che i letti del reparto di chirurgia vascolare siano occupati al 4%.

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