La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Sono state belle Olimpiadi, come sempre. Gli atleti hanno gareggiato e, chi più chi meno meritatamente, si sono guadagnati le loro medaglie. Ma da un punto di vista politico, come sono andate? Ai militanti dei diritti umani il regime cinese - insieme al Comitato Olimpico - hanno risposto che si trattava solo di sport. Le promesse di maggiore libertà da parte della Cina? dimenticate. I nostri cronisti non hanno ricordato più di tanto il massacro quotidiano dei cinesi da parte del loro regime.
Di sicuro c'è che la mostruosa macchina del consenso rappresentata dalla dittatura cinese ha colto l'obiettivo: la Cina è il primo paese nel medagliere, e la propaganda cinese potrà far montare nel proprio popolo il nazionalismo più becero. Del resto questo trionfo olimpico della squadra cinese è costato molti sacrifici. Basti pensare ai tanti bambini cresciuti solo in funzione delle Olimpiadi, e a quei tanti "scartati" e ora senza istruzione e speranza di vita decenti. In nome dello spirito olimpico, naturalmente...
Diciamolo chiaramente: sono state le olimpiadi dell'umiliazione dell'umanesimo. Gli atleti cinesi sono stati allevati come le galline, in batterie. Programmati per vincere, questa violazione della dignità umana è stata pure premiata di fronte al mondo intero. Quando non serviranno più, verranno anche loro restituiti alla strada, senza grandi prospettive. Salvo per i più bravi e più furbi: quelli che sapranno farsi simbolo del regime. Quelli pensanti, verranno dimenticati. In questo triste meccanismo (non politico, per carità!) ci siamo finiti tutti. Il Male, questa volta, ha vinto. E' doveroso riconoscerlo, se si vuole che in futuro non trionfi.
Quel che è accaduto durante le olimpiadl cinesi offre occasione di profonda riflessione sulle conseguenze di una ideologia che da politica si è trasformata in ideologia del potere.
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alle 16:08
gaetano
giusto! rivogliamo le olimpiadi della cocca-cola... ops, volevo dire, di Atlanta! modello di una impeccabile organizzazione e purissima etica decoubertininana