La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Prima di tutto i fatti: nella metà degli ospedali romani non è possibile avere una pillola del giorno dopo. Lo documenta un'indagine dei radicali romani, con tanto di telecamera nascosta. La risposta più comune? "Mi dispiace il nostro è un ospedale religioso, qui da noi ci sono solo medici obiettori di coscienza... Niente pillola, deve rivolgersi altrove". (vedi inchiesta de La Repubblica).
Non stento a comprendere le ragioni di coscienza dei medici cattolici (e anche di quelli laici, nel caso) che si rifiutano di prescrivere la pillola che evita una gravidanza, nel caso di rapporti sessuali non protetti. Lasciando da parte la discussione sul fatto che essa sia una pillola abortiva o meno (e a mio parere non lo è, poichè il farmaco inibisce la fecondazione), veniamo al punto.
Esiste il diritto da parte degli italiani di disporre di un servizio che (piaccia o no) è presente nelle leggi dello Stato? Se esso esiste, come esiste, non vedo come alcune persone (o peggio ancora, ospedali) possano non applicare le leggi italiane. Guai se mettiamo in dubbio le leggi di uno Stato democratico per le opinioni personali. Mi correggo: evviva chi mette in discussione le leggi dello Stato. Ma a patto che chi obietti lo faccia pubblicamente, non nel sottobosco, di nascosto. Se qualcuno crede davvero che prescrivere la pillola del giorno dopo sia scandoloso o un omicidio, si autodenunci per non aver adempiuto alla legge e porti la questione in tribunale, sui giornali, nella politica insomma. Si faccia in modo che la gente discuta di questo e, eventualmente, cambi idea. Ma gli atteggiamenti di alcuni ospedali romani non mi paiono all'altezza di una vera battaglia ideale sulla vita e sulla morte. Mi pare più un atteggiamento teso al boicottaggio delle leggi dello Stato, fatto in maniera furbesca. Se tali leggi non piacciono, ripeto, le si denunci. Ma non si può negare un diritto agli italiani in questo modo. In questi casi, spiacente, sono per la punizione degli obiettori. Esattamente come sono favorevole alla punizione di medici laici che operassero un aborto al sesto mese. La legge deve essere uguale per tutti.
semplicemente, se non vuoi prescrivere la pillola del giorno dopo cercati un altro lavoro e non lavorare al pronto soccorso o in ginecologia. magari và a fare il dentista o l'ortopedico... in realtà loro VOGLIONO quegli specifici ruoli per boicottare il sistema contraccettivo.
parole sante
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alle 14:52
fperson
premetto che se fossi medico mi rifiuterei di operare aborti. Per non rinunciare a questa obiezione sarei disposto anche a pregiudicare la mia carriera.
Il paradosso è che sempre più spesso i medici obiettori si rifiutano di eseguire aborti, non per un imperativo morale ma per opportunismo, per non pregiudicare le loro possibilità di carriera (chiedere ad esempio a quanti operano nelle ASL della Lombardia). Capita che costoro gli aborti li eseguano poi in cliniche private, di nascosto, dietro lauto compenso.