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Qualche scoop dal mio libro sulla Lega

Davide Romano avatar Mercoledì 17 Settembre 2008, 09:09 in Current Affairs di Davide Romano

Per scrivere il libro "Romanzo Padano", uscito ieri per le edizioni Sperling & Kupfer, mi sono ritrovato (io del La Repubblica insieme al coautore David Parenzo di Telelombardia) a rileggere la storia della Lega dagli inizi ad oggi. Ho scoperto molte cose della Lega, tra cui alcuni "scoop", alcuni dei quali già pubblicati dai giornali che hanno parlato del mio libro (Panorama, La Repubblica, Il Giorno, e altri arriveranno). Particolari sono quelli legati all'anima di sinistra della Lega: l'ecologismo (l'opposizione della Lega all'ampliamento dell'aeroporto di Malpensa nel 1982, di cui oggi è la prima ad ergersi in difesa), pacifismo (la Lega era contro la guerra di Bush I a Saddam Hussein nel 1990-91, così come era contro la guerra di D'Alema a Milosevic), per non parlare della parte della Lega che si oppone alla TAV (molti ricordano il pestaggio subito da Mario Borghezio in treno da parte dei no-global. Pochi sanno che in tale occasione Borghezio stava proprio andando a manifestare contro la TAV). Ma la Lega è molto legata al territorio e alla sua gente, e ha saputo cambiare posizione quando è stata "assalita dalla realtà". Per esempio dopo l'11 settembre, quando gli italiani hanno cambiato il proprio modo di vedere il mondo la Lega ha fatto lo stesso.

Altra cosa importante, se si vuole capire la Lega, è quella di non soffermarsi sulle sue urla, ma tendere l'orecchio anche ai sussurri. 

Per esempio come dimenticare che dopo anni di inedia, è la Lega che sta avviando a soluzione il problema della moschea milanese di viale Jenner? Come dimenticare che a Voghera è stato stabilito un campo Rom regolare con tutti i crismi? Le urla contro il fenomeno dell'immigrazione non sono insomma solo fine a se stesse. La Lega non è il classico partito di protesta che vive di una stagione per poi scomparire come tanti altri. Ormai è esattamente il contrario, è il partito più antico del Parlamento (gli altri hanno tutti dovuto cambiare nome, per un motivo o per l'altro) e se diversi suoi amministratori vengono confermati dagli elettori, è chiaro come non siano solo dei demagoghi, ma anche gente capace di ascoltare e risolvere i problemi degli elettori.

Tutto questo non è dovuto a improvvisazione, ma a una serie di aggiustamenti della linea politica e comunicativa della Lega, raccolti nel libro. Un paio di episodi in tal senso sono rivelatori: il primo, è una lettera di Bossi scritta negli anni '80 a un redattore del suo giornale, in cui lo invitava a non attaccare direttamente Craxi o De Mita, ma a puntare contro "Roma ladrona". In tal modo si sarebbero potute fare le denunce degli sprechi evitando cause civili o penali da parte degli offesi. L'altro episodio è quelll in cui Bossi dichiara come avesse fatto un accordo con i giornalisti in cui lui accettava di essere bollato come razzista, a patto che dalle interviste emergessero i punti del suo programma.

Non posso ovviamente riassumere qui tutto il libro, ma spero che chi vorrà leggerlo sarà incuriosito quanto lo sono stato io nello scoprire i segreti di uno dei pochi partiti italiani nato dal nulla, ma già fortemente radicato. 

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2 commenti
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17 Set 2008
alle 14:45

Liberopensiero

Purtroppo non ho il tempo di articolare e spiegare meglio tutto (ci ho messo un libro!). Prendiamo l'esempio della guerra: la Lega, e Bossi in particolare, sono ultrapacifisti. Puoi naturalmente tacciare di opportunismo il voltafaccia della Lega sulle questioni di guerra e pace, ma se approfondisci la questione, scoprirai dei dati poco conosciuti ( che lo erano anche a me, prima di affrontare la questione). Primo, la Lega è Bossi, ma anche Bossi è la Lega. Cosa vuol dire? Che Bossi è il capo indiscusso della Lega, ma sa (e in certa misura deve)ascoltare la base. In diversi casi egli ha dovuto mettere da parte le sue idee: a partire dal suo anticlericalismo, dal suo pacifismo (cui arrivo tra un attimo), dal suo ecologismo. Nel caso della guerra di D'Alema a Milosevic, egli è andato contro la volontà della base (che vedeva in Milosevic un macellaio) schierandosi contro l'intervento armato. Infatti la Lega in termini elettorali è stata punita alle europee. Pur essendo un partito bossicentrico, la Lega e l'Umberto hanno capito che non devono andare contro il proprio elettorato. Bossi questo lo ha capito, e infatti dopo l'11 settembre, seppure senza entusiasmi, si è adeguato.

Riguardo alla moschea, è esattamente l'esempio del doppio registro dei sussurri e delle grida di cui parlavo. La questione che sfugge ai più, è che la Lega oltre che urlare i problemi (con toni inaccettabili) li risolve pure.E la gente normale, quella non politicizzata, queste cose le valuta. Viale Jenner ne è un esempio. E perfino il responsabile dell'istituto culturale di viale Jenner - in mia presenza, durante una trasmissione tv - si è detto disposto a riconoscere il positivo lavoro della Lega. Non ti racconto poi quanto siano contenti gli abitanti di viale Jenner. La storia intera della Lega e di viale Jenner poi, è molto interessante ma ora non ho proprio tempo di raccontartela tutta. Next time. Oppure compra il libro :-)

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17 Set 2008
alle 13:03

fperson

Quello che per LiberoPensiero è realismo, per me è opportunismo, demagogia della peggior specie. Il "mafioso" di Arcore diventa un partner affidabile quando offre qualche ministero a Roma. Sono contro la guerra in Iraq (Bush 1) e in Serbia quando stanno all'opposizione; inviano truppe in Iraq (bush 2) quando stanno al governo. Mediano di nascosto sulla moschea di Milano e poi raccolgono voti al grido "Mussulmani di merda". Sostengono il giustizialismo e poi regalano il ministro Castelli a difesa degli interessi di coloro ai quali erano indirizzati i cappi che qualche anno prima portarono in Parlamento. Potrei continuare con altri mille esempi. Ricordo A LiberoPensiero che le cose che oggi dicono degli extra-comunitari, le dicevano ieri dei meridionali.

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