La democrazia non dev'essere monopolio dell'occidente
Ho visto il suo discorso su Foxnews e non c'è che dire, è stata brava. Non voglio entrare in nessun partito, nè in quelli pro Palin (vedi Il Foglio) che già sono politicamente innamorati della governatrice dell'Alaska, nè in quello anti-Palin (vedi Zucconi su La Repubblica) che non riesce a scrivere il nome della candidata alla vice-presidenza americana senza farlo precedere da un commento o da un nomignolo di scherno.
Preferisco giudicarla sui fatti. Per ora da sindaco è stata amata, così come lo è ora da governatrice. Nei media italiani si sono ripetute tante, troppe volte le stesse notizie "folkloristiche": tutti i cronisti a ripetere che è iscritta alla associazione dei difensori del diritto a portare armi, e che è una fervente cristiana. Ma non un telegiornale che abbia spiegato come mai questa donna sia tanto apprezzata (tanto da aver permesso a Mc Cain di superare Obama nei sondaggi). Per fortuna lei stessa ce lo ha ricordato, e qui di seguito lascio la parola alle parti del suo discorso più interessanti. Sono certo che dopo averle lette, questa donna piacerà anche a voi (o almeno la disprezzerete meno):
Il nostro candidato alla presidenza è un ritratto del coraggio, e persone così si trovano difficilmente. E’ un uomo che ha indossato la divisa di questo paese per ventidue anni, e ha rifiutato di smettere di credere in quei soldati in Iraq che ora ci fanno intravedere la vittoria. Come madre di uno di questi soldati, questo è esattamente il tipo di uomo che voglio come comandante in capo. (...)
La nostra famiglia ha gli stessi alti e bassi come qualsiasi altra, le stesse sfide e le stesse gioie. A volte persino le maggiori gioie portano con sé delle sfide. E i bambini con delle esigenze particolari (il figlio della Palin soffre della sindrome di Down) ispirano un amore speciale. Ho un messaggio per le famiglie di questo paese che hanno dei figli con esigenze particolari: per anni avete cercato di rendere l’America un posto più accogliente per i vostri figli e le vostre figlie. Vi prometto che se saremo eletti, avrete un amico e un difensore alla Casa Bianca. (...)
Quando mi sono candidata al municipio della mia città, non ho avuto bisogno di focus group e profili degli elettori perché io quegli elettori li conoscevo, e conoscevo anche le loro famiglie. (...)
Potrei aggiungere che nelle città piccole non sappiamo bene che cosa farcene di un candidato (Obama) che si prodiga in lodi alle persone che lavorano quando queste lo stanno ascoltando, e poi parla di come si aggrappano con amarezza alla loro religione e alle loro armi quando non lo stanno sentendo. Tendiamo a preferire i candidati che non parlano di noi in un modo a Scranton e in un altro a San Francisco. (...)
ho imparato velocemente, nei giorni scorsi, che se non sei un membro in bella vista dell’élite di Washington, qualcuno nei media ti considererà un candidato non qualificato per quell’unica ragione. Ma ecco una piccola notizia per tutti quei giornalisti e quei commentatori: non vado a Washington per cercare una buona parola da parte loro, vado a Washington per servire la gente di questo paese. (...)
ci si aspetta da noi che governiamo con integrità, buona volontà, convinzioni chiare e un cuore da chi serve il paese.(...)Questo era lo spirito che mi ha portata a diventare governatore, quando mi sono occupata della vecchia politica a Juneau, quando mi sono opposta agli interessi particolari, i lobbisti, le grandi compagnie petrolifere, e la rete “dei bravi vecchi ragazzi”. (...)
Ho assunto la carica promettendo un’importante riforma dell’etica, per mettere fine alla cultura del “self dealing”. E oggi, quella riforma dell’etica è legge. Mentre me ne occupavo, mi sono sbarazzata di alcune cose nell’ufficio del governatore che, secondo me, i nostri cittadini non avrebbero dovuto pagare. Il jet di lusso era in cima alla lista. L’ho messo su eBay. Guido da sola per andare al lavoro. E ho ritenuto che potessimo cavarcela anche senza la cuoca personale del governatore – anche se devo ammettere che a volte ai miei figli manca di sicuro. Ho assunto la carica promettendo di controllare la spesa pubblica – su richiesta se possibile e tramite veto se necessario. Il senatore McCain promette inoltre di utilizzare il potere di veto a difesa dell’interesse pubblico – e in quanto direttore generale, posso garantirvi che funziona. Il nostro budget statale è sotto controllo. Disponiamo di un surplus. E ho tutelato i contribuenti ponendo il veto a spese inutili: circa mezzo miliardo di dollari di veti. Ho sospeso la tassa statale sul carburante e ho sostenuto la riforma per eliminare gli abusi di spese stanziate ad hoc dal Congresso. Ho detto al Congresso: “Grazie, ma no grazie”, per quel “bridge to nowhere”. Se il nostro stato volesse un ponte, ce lo costruiremmo da soli. Quando i prezzi di petrolio e gas sono schizzati alle stelle, riempiendo le casse del Tesoro, ho rimandato un’ampia quota di quei proventi al luogo d’origine: direttamente ai cittadini dell’Alaska. E nonostante l’accesa opposizione dei lobbisti delle compagnie petrolifere, che gradivano le cose così come stavano, abbiamo infranto il monopolio che detenevano su energia e risorse.(...)
Ho lottato per creare il più ampio progetto di infrastrutture del settore privato mai realizzato nella storia del Nord America. E quando è stato raggiunto quell’accordo, abbiamo avviato la realizzazione di un gasdotto per il gas naturale da circa quaranta miliardi di dollari, così da aiutare l’America a raggiungere l’indipendenza energetica. Il gasdotto, una volta posata l’ultima sezione e aperte le valvole, porterà l’America a fare un passo avanti nell’allontanamento dalla dipendenza da pericolosi poteri esteri che non hanno a cuore i nostri interessi.(...)le famiglie non possono spendere quote sempre maggiori del proprio stipendio per gas e combustibile per il riscaldamento. Con la Russia che mira a controllare un oleodotto cruciale nel Caucaso e a dividere e minacciare i nostri alleati europei usando l’energia come arma, non possiamo lasciare noi stessi alla mercé di fornitori stranieri. Per affrontare la minaccia dovuta al fatto che l’Iran possa cercare di sospendere l’erogazione di circa un quinto della fornitura energetica mondiale, o che i terroristi possano colpire di nuovo nell’impianto di Abqaiq in Arabia Saudita, o che il Venezuela possa interrompere la fornitura di petrolio, noi americani dobbiamo produrre maggiori quantità del nostro petrolio e del nostro gas. E fidatevi di una che conosce il North Slope dell’Alaska: abbiamo molto di entrambi. I nostri avversari dicono, in continuazione, che trivellare non risolverà tutti i problemi energetici dell’America – come se noi non lo sapessimo già. Ma il fatto che trivellare non risolverà tutti i problemi non è un buon motivo per non fare nulla. A partire da gennaio, con l’Amministrazione McCain-Palin, faremo più oleodotti, costruiremo più impianti nucleari, creeremo posti di lavoro grazie al carbone pulito e faremo progressi con l’energia solare, eolica, geotermica e con altre fonti alternative.(...)
ascoltandolo parlare (Obama), è facile dimenticare che si tratta di una persona artefice di due biografie ma di nessuna legge o riforma significativa – neppure all’interno del Senato. E’ un uomo in grado di pronunciare un intero discorso sulle guerre che l’America sta combattendo, senza mai usare la parola “vittoria” se non quando parla della propria campagna.(...)
All’America serve più energia, il nostro avversario è contrario a produrla. In Iraq la vittoria è finalmente in vista, e lui vuole rinunciare. Gli stati terroristi si danno da fare alla ricerca di armi nucleari, e lui vuole andare a parlarci senza porre condizioni. I terroristi di al Qaida complottano ancora per infliggere all’America danni catastrofici, e lui si preoccupa perché qualcuno potrebbe non leggere loro i diritti di cui godono.(...)
In politica, ci sono candidati che usano i cambiamenti per promuovere la propria carriera. E poi ci sono quelli, come John McCain, che usano la propria carriera per promuovere i cambiamenti. Sono quelli i cui nomi appaiono sulle leggi e sulle riforme fondamentali, non solo su spille e striscioni, o sui sigilli presidenziali che li autoincoronano.(...)
L’elenco di impegni rispettati e di riforme attuate dal senatore McCain contribuisce a spiegare perché tanti tra detentori di interessi particolari, tra le lobby e tra i comodissimi membri dei comitati del Congresso abbiano combattuto contro la prospettiva di una presidenza McCain, dalle primarie del 2000 fino a oggi. Il nostro candidato non corre con il gregge di Washington. E’ un uomo pronto a servire il suo paese, e non soltanto il suo partito.(...)
E sebbene sia il senatore Obama sia il senatore Biden ultimamente abbiano insistito molto nel ripetere quanto, e cito, “hanno lottato per voi”, guardiamo le cose come stanno. C’è un solo uomo in queste elezioni che ha davvero lottato per voi, dove vincere significa sopravvivere e essere sconfitti significa morire, e quell’uomo è John McCain.(...)
Per una stagione, un oratore dotato può ispirarci con le parole. Da una vita, John McCain ci ispira con i fatti.
L'intero discorso lo trovate qui
Politici: le pensioni d'oro degli onorevoli e degli ex Presidenti della Repubblica…
Chi deve pagare il canone RAI? neppure il governo lo sa.
Scuola araba di Milano: un esperimento delicato da non sprecare
Debito pubblico: Prodi e Berlusconi a confronto sui dati.
Come lo Stato butta 61 miliardi di euro all'anno in burocrazia
alle 15:54
gaetano
A mccain piace per un motivo be preciso: perché attirerà su di sè tutta l'attenzione mediatica, un po nel bene e soprattutto nel male, ma nel farlo la distoglierà dai veri argomenti della disfida presidenziale.Tecnica non nuova e usatissima anche da queste parti...