blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Legge elettorale europea: perdonatemi, ma a me non dispiace

Davide Romano avatar Martedì 28 Ottobre 2008, 09:24 in Current Affairs di Davide Romano

Grande scandalo a sinistra (da parte dei comunisti e dell'UdC di Casini, in particolare) per la legge elettorale che il centro-destra si appresta ad approvare. Premesso che sono stato un acerrimo nemico della legge elettorale di Calderoli, in questo nuovo progetto di legge non vedo tutto il male che ci vedono gli altri. Prima di tutto l'abolizione delle preferenze: sarei anche favorevole, se fossimo in una democrazia matura e senza infiltrazioni mafiose. Per intenderci, nelle regioni dove la mafia non controlla il voto sarei anche favorevole alle preferenze. Ma visto che sono di origine siciliana e conosco quella terra, so già come andrebbe a finire. Mi ricordo quando negli anni '90 a Palermo si presentavano insieme, nella stessa lista, Andreotti e Leoluca Orlando: col risultato che uno votava DC e Orlando con una certa idea, e poi magari passava Andreotti. Con la lista bloccata almeno, se si vota un partito si sa (guardando ai primi nomi in lista) chi passerà. Riguardo allo sbarramento al 5%, non mi sconvolge. Non so voi, ma io non ho nostalgia dei cento partitini nel parlamento italiano, così come sono certo non ne avrò per quanto riguarda quello europeo. Mi pare positivo che i collegi vengano ridotti, in modo da prefigurare un sistema più legato al territorio (ora i collegi sono così grossi che coinvolgono diverse regioni).

Insomma: premesso che preferirei un sistema uninominale maggioritario (con le cadidature frutto di primarie), questo proposto da PdL e Lega non mi pare così malvagio. O meglio: non mi fa impazzire, ma è meglio di quello che esiste attualmente, visto che comunque va nella direzione della riduzione del numero dei partiti.

5
5 commenti
5
03 Dic 2008
alle 17:16

GASPARE SERRA

IL PRESIDENTE ILLUMINATO:

 

Progetto di riforma della legge elettorale per le elezioni europee

Senza che nessuno ne spiegasse le ragioni e senza alcuno sforzo di collaborazione con le opposizioni, la Maggioranza ha avanzato un progetto di riforma della legge elettorale per le Europee incentrato su due punti:

1-       abolizione dell’indicazione delle preferenze da parte degli elettori

2-       e innalzamento di una soglia di sbarramento per accedere al Parlamento europeo del 5%.

Quella stessa legge elettorale per le elezioni politiche che fino a pochi mesi fa, in campagna elettorale, la Destra definiva il Porcellum o la Porcata di Calderoli, oggi è, in buona sostanza, eretta a modello da esportare in Europa!

 

Un progetto insensato per un fine mirato

Nessuna ratio sembra spiegare la necessita di una simile riforma stante, tra l’altro, la diversità funzionale delle elezioni politiche nazionali rispetto a quelle europee: queste ultime non servono ad eleggere un Parlamento chiamato a nominare un Governo e dotato di pieni ed autonomi poteri legislativi. Il Parlamento europeo svolge la funzione di Camera dei rappresentanti di tutti i Popoli e le Culture europee: per questo la frammentarietà e poliedricità della sua composizione non rappresenta una disfunzione del sistema bensì un valore da tutelare!

La strategia politica del Presidente del Consiglio, in realtà, è tutt’altro che scriteriata: è bensì frutto di un pianificato tornaconto politico. Il fine del disegno politico del Cavaliere è duplice:

1-       conferirsi un ruolo di manovratore unico nella gestione delle candidature elettorali nel PDL

2-       e ridurre la rappresentanza ed il peso politico delle opposizioni.

 

L’abolizione delle preferenze finirebbe col conferire una mera parvenza di democraticità ad un sistema che sminuisce la volontà degli elettori: si trasformerebbe la rappresentanza parlamentare italiana anche al Parlamento europeo, sul modello di ciò che è avvenuto alle ultime Politiche, in una casta di nominati anziché una classe d’eletti. Per garantire la massima coesione interna al PDL, le liste preconfezionati dei nominati al Parlamento europeo rappresentano nei progetti di Berlusconi uno strumento ideale di gestione autoritaria e spartitoria delle candidature, garantendo a tavolino quote prestabilite di rappresentanza alle varie componenti interne del partito (in primis, FI ed AN). Il Cavaliere, con una visione del tutto personale e autocratica della Politica, mira ad assumere le vesti di Presidente illuminato, sola autorità capace di selezionare la classe politica migliore (ossia, più fedele), manifestando tutta la sua diffidenza per l’autonoma capacità critica dell’opinione pubblica e per la libera scelta nell’urna dell’elettore. Ciò profila il delinearsi di una Casta delle libertà con pochi in grado di assicurarsi una candidatura perpetua, riducendo il momento elettorale ad un mero avallo di scelte già prese!

 

L’innalzamento di un’alta quota di sbarramento (addirittura superiore al 3% nazionale) mira:

a-        a stabilizzare l’esclusione delle Sinistre dalla rappresentanza in ogni convesso istituzionale

b-       a lanciare una sorte di OPA sull’UDC, posta dinanzi ad un bivio: rischiare di non farcela lanciandosi nel vuoto o accettare il paracadute di un’annessione al PDL per sopravvivere sulla scena politica europea

c-        ed a porre in dubbio le chance (sia pur allo stato alte) dell’IDV di approdare al Parlamento europeo con la sua vivace rappresentanza.

 

Questo sembra l’unico disegno sottostante alla ferrea volontà del Premier di mettere mano alla legge elettorale, emblema di una visione debole della Democrazia che ha in mente Berlusconi imperniata su un principio sottostante: quello per cui le minoranze non sono una ricchezza per il Paese, una garanzia per il Sistema ed uno stimolo a far meglio per chi governa ma solo un fastidioso ostacolo alle tanto enfatizzate esigenze di governance..

 

(L'ARTICOLO PROSEGUE SU: http://spaziolibero.blogattivo.com)

4
31 Ott 2008
alle 15:56

Giovanni Talleri

                 Silvio ha ragione. Niente preferenze.

            I CITTADINI VOGLIONO SCEGLIERSI IL PROPRIO CANDIDATO

E poi? Vengono eletti solamente i primi della lunga lista come

    presentata dal partito cui appartengono.

E poi? Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed  

    esercita le sue funzioni senza vincolo di Mandato (art.67 

    Costit.). Perciò chi eleggi può, una volta eletto, dire e fare ciò

    che vuole, come è spesso successo in una continua 

    proliferazione di capetti  e di deresponsabilizzazione.

E poi? Se hai fiducia nel capo del partito che hai scelto, non è 

    meglio delegarlo a scegliersi i suoi collaboratori? Dato che è

    molto importante responsabilizzare le persone.

E poi? Hai o non hai capito che furbo e competente o si è o non si

   è , mentre politico si può diventare, s’imparaad essere ?                

                                                                    www.giovannitalleri.it

3
31 Ott 2008
alle 13:59

Giovanni Talleri

Silvio ha ragione. Niente preferenze.

            I CITTADINI VOGLIONO SCEGLIERSI IL PROPRIO CANDIDATO

E poi? Vengono eletti solamente i primi della lunga lista come presentata dal partito cui appartengono.

E poi? Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di    

            Mandato (art.67 Costit.). Perciò chi eleggi può, una volta eletto, dire e fare ciò che vuole, come è 

            spesso successo in una continua proliferazione di capetti  e di deresponsabilizzazione.

E poi? Se hai fiducia nel capo del partito che hai scelto, non è meglio delegarlo a scegliersi i suoi           

           collaboratori? Dato che è molto importante responsabilizzare le persone.

E poi? Hai o non hai capito che furbo e competente o si è o non si è , mentre politico si può diventare,    

           s’impara ad essere ?                 www.giovannitalleri.it

2
28 Ott 2008
alle 21:40

fperson

perchè accontentarsi ? Perchè non adottare la lista unica? I vantaggi sono evidenti: non ci sarebbe il pericolo di infiltrazioni mafiose, la governabilità sarebbe assicurata al massimo livello, sparirebbe la litigiosità all'interno dei partiti e tra le varie fazioni politiche. E la democrazia ? Uno può sempre scegliere di non andare a votare.

A LiberoPensiero, che ha scritto un libro sulla Lega, voglio regalare uno "scoop'" (almeno così spero).  L'on. Bossi, all'inizio della sua avventura politica, dopo ogni elezione guardava con molta attenzione al numero di preferenze ricevute dai candidati dai vari schieramenti. E quando qualcuno, pur non disponendo di grandi organizzazioni, otteneva larghi consensi il Bossi ne deduceva (giustamente) che si trattava di persone che godevano della fiducia della gente. E le contattava per arruolarle nel suo partito. Tutto ciò è successo per ex-liberali, ex-socialdemocratici e addirittura ex-monarchici.

1
28 Ott 2008
alle 11:18

Sandro

Finché non ci saranno vere primarie per la composizione delle liste, per me poco cambia tra liste bloccate e liste "aperte" con candidati scelti sempre dai partiti. D'accordo su uno sbarramento più alto di quello attuale.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere