Veltroni ottimo oppositore in piazza, ma gli manca il salto di qualità
Pubblicato da Davide Romano alle 08:56 in Current Affairs
Oggi non parlerò di chi ha ragione e chi no. Parlerò solo della capacità di raccogliere consenso, materia in cui Veltroni se la sta cavando bene. Dal punto di vista della mobilitazione contro il governo, il leader del PD sta facendo un buon lavoro di oppositore, paragonabile al Berlusconi durante il governo Prodi: ha riempito il Circo Massimo (ridicolo parlare di due milioni e mezzo di persone, è vero, ma comunque di gente ce n'era), ha accompagnato la massa protestataria (con cui, come ben sa chi legge questo blog, non condivido diverse istanze) in piazza, e ora sta pensando a lanciare un referendum contro il decreto Gelmini (quale non si sa, visto che sulle materie economiche il referendum non è praticabile), cosa che potrebbe permettergli di raccogliere moolte energie nuove intorno al Partito Democratico. Insomma, si sia d'accordo o meno con i contenuti delle iniziative veltroniane, a mio parere Walter le sta azzeccando quasi tutte. L'unico errore che sta compiendo è quello sulla legge elettorale europea, dove invece dovrebbe insistere nell'imporre lo sbarramento almeno al 4%, per limitare l'eccessiva frammentazione del sistema dei partiti italiani. Oltre che per evitare di dare un aiuto ai partiti anti-democratici, che sui finanziamenti europei potrebbero camparci per anni.
A parte questo, si sta riprendendo. Certo, l'opposizione dura e pura che sta facendo non significa che abbia sempre ragione nel merito. Ma del resto neppure Berlusconi, quando si opponeva in piazza alle liberalizzazioni di Bersani (si pensi all'opposizione dura e pura del centro-destra contro la liberalizzazione delle licenze dei tassisti) aveva sempre ragione.







1. Giovanni Talleri, Venerdì 31 Ottobre 2008 ore 15:46
Veltroni ottimo oppositore…
Purtroppo chi è nato e cresciuto in una gabbia ideologica non sarà mai un uomo libero. E nel caso in questione lo si costata con facilità, tanto da dire che si sarebbe dovuto prevedere il suo comportamento in caso di sconfitta.
Scrivevo sul mio blog del 18.04.08 www.giovannitalleri.it:
“Il saggio non ascolta e non guarda i dibattiti e i documentari relativi alle votazioni, per non rattristarsi e non dovere ancora una volta prendere atto, tristemente, della mancanza di senso democratico, direi di buon senso, di chi se ne occupa; dell'eccessiva contentezza di chi ha vinto, sino al desiderio di umiliare; e dell'eccessiva acredine di chi ha perduto, sino alla volontà di far fallire, pur contro l'interesse generale, ogni parola e azione del vincitore.Ho seguito la trasmissione di Gad Lerner che certo non è un conduttore equilibrato. La sua maschera era ancora più lugubre del solito. E poi quella di Santoro, in cui, a parte un unico leghista, tutti con Di Pietro cantavano i mali del nuovo governo, e davano le loro picconate tra Bossi e Berlusconi, per dividere, per far fallire già sul nascere ogni prospettiva
di buona amministrazione. Tutti mi ricordavano una frase, come un fumetto sopra le loro teste: "Chi se ne frega"... se ci va di mezzo il popolo, logicamente: interessante è che la storia dia ragione a noi, costi quel che costi. Ed è il classico malcostume della nostra gente, che nei secoli soprattutto per questo vizio ha dovuto sempre sottomettersi agli stranieri, tedeschi, francesi, spagnoli. Perciò spero che Veltroni, sebbene accompagnato da Di Pietro, sappia superarlo, e non accontentandosi di metterlo in un cassetto, sappia seppellirlo. A Veltroni, pur essendo io un liberale, faccio tanto di cappello. Gli va riconosciuto il merito di aver avviato l'Italia al bipartitismo, checché ne dicano i piccoli che volendo mantenersi il loro piccolo ma ricco trono, sono rimasti sul marciapiedi e se la prendono con lui sfacciatamente.” Ed ora? Vediamo i comportamenti, i mutamenti, e tiriamo le somme senza sbagliare i riporti. www.govannitalleri.it2. Pasquino, Venerdì 31 Ottobre 2008 ore 17:32
Tonino il Truce ha comunque tentato, come al solito, di abbruciare er paglione a Veltroni. Se si giudicasse dal "cui prodest", si direbbe che è sul libro paga del Cavaliere.
3. Pasquino, Domenica 2 Novembre 2008 ore 09:23
Propongo, per la Storia d'Italia: Mussolini il Duce e Di Pietro il Truce!